Pubblicato il: 21/10/2026

Euro Balkan Film Festival: l’Europa non si congeda dai Balcani

Euro Balkan Film Festival 2026 - Associazione Occhio Blu Anna Cenerini Bova

Euro Balkan Film Festival 2026 – Associazione Occhio Blu Anna Cenerini Bova

Euro Balkan Film Festival 2026 - Associazione Occhio Blu Anna Cenerini Bova

Apre a Roma il 31 ottobre la IX edizione dell’Euro Balkan Film Festival su organizzazione dell’Associazione Occhio Blu – Anna Cenerini Bova. Cinema, industria e memoria fra Casa del Cinema, Farnese, Troisi e Palazzo San Lorenzo. Il Premio Ismail Kadaré a Claudio Magris, Kusturica in dialogo con Verdone

Fonte: Associazione Occhio Blu – Anna Cenerini Bova

In programma a Roma dal 31 ottobre al 7 novembre l’edizione 2026 dell’Euro Balkan Film Festival. Accanto alle proiezioni, la manifestazione inaugura gli EBFF Industry Days, tre giornate dedicate alle relazioni produttive fra Italia, Europa e Paesi balcanici. Promosso dall’Associazione Occhio Blu – Anna Cenerini Bova e diretto da Mario Bova, il festival porterà undici lungometraggi e dodici cortometraggi in concorso fra Casa del Cinema, Cinema Farnese, Cinema Troisi e Palazzo San Lorenzo.

Il titolo dell’edizione, “L’Europa non si congeda dai Balcani”, riassume un programma che lega le vicende della regione alle questioni europee del presente: appartenenza, confini, emancipazione, guerra, trasmissione della memoria. “La IX edizione dell’EBFF ancora una volta conferma l’importanza delle cinematografie balcaniche, divenute certamente bacini di coproduzione tra i più promettenti del cinema europeo”, dichiara Bova. “Lo dimostrano la novità dei linguaggi, la ricchezza delle analisi sociali, la profondità della memoria, ma anche la mobilitazione del cinema femminile e l’innovazione dei giovani cineasti della Regione”. Una prospettiva che il programma sviluppa su due piani: i film, chiamati a raccontare le trasformazioni sociali e le eredità del passato, e gli incontri professionali, pensati per favorire nuove collaborazioni.

Magris, il confine come spazio di conoscenza

Il 3 novembre alla Casa del Cinema sarà consegnato a Claudio Magris il Premio Ismail Kadaré. Nato nel 2024 nell’ambito del focus Cinema e Letteratura dedicato alla memoria dello scrittore albanese, il riconoscimento premia personalità che hanno contribuito al dialogo culturale fra Italia, Europa e Balcani. Dopo Miljenko Jergović, premiato nel 2025, la scelta cade su un autore che ha posto al centro della propria opera la frontiera mitteleuropea e adriatica.

Da Danubio a Microcosmi, da Un altro mare ad Alla cieca e Utopia e disincanto, il percorso di Magris attraversa lingue, identità, esili e geografie segnate dalla scomparsa degli imperi e dalle fratture della storia. Nel programma del festival, il suo sguardo sul confine — a partire da Trieste — diventa un punto di incontro fra letteratura e riflessione sull’Europa. Con Paolo Di Stefano, scrittore e firma del Corriere della Sera, e Angelo Ferracuti, scrittore e autore di reportage, il panel celebrerà la voce unica di Magris. La voce recitante della cerimonia sarà quella di Saverio La Ruina. L’appuntamento sarà preceduto dalla presentazione di In viaggio per l’Albania, scritto da Paolo Rago, Bardhe Karra e Franc Shlaku. Accanto a Rago interverranno Roberto Morozzo della Rocca, Fabio Capanni e Giorgio Albonetti. Nella stessa giornata, il concorso proporrà Più forte dei Ciclopi di Stefano Grossi, dedicato allo scrittore e intellettuale albanese Fatos Lubonja, arrestato nel 1974 e condannato ai lavori forzati dal regime di Enver Hoxha. All’incontro sul documentario parteciperanno Dacia Maraini, Lubonja, Claudio Bazzocchi e Grossi, con la moderazione di Dina Iordanova.

Kusturica, due incontri fra racconto popolare e ironia

Il 6 novembre al Cinema Farnese, Emir Kusturica sarà protagonista di una masterclass con Carlo Verdone e la partecipazione di Mario Sesti. Il dialogo affronterà il rapporto fra storia e racconto popolare, l’uso della musica, la costruzione del grottesco e il legame tra paesaggio, identità e immaginazione. Al termine sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

Il giorno successivo, al Cinema Troisi, il regista tornerà a incontrare il pubblico con Steve Della Casa nella sezione “L’ironia nel cinema balcanico: da Dušan Makavejev a Emir Kusturica”. Il percorso accosterà un estratto di Konkurs di Miloš Forman, Love Affair di Makavejev e Gatto nero, gatto bianco di Kusturica: tre modi di usare musica, satira, assurdo e commedia per osservare le società dell’Europa centro-orientale.

Undici film, dalle eredità jugoslave alle nuove identità

Il concorso internazionale si aprirà il 31 ottobre alla Casa del Cinema con White Wash at Ninety di Marko Naberšnik e Obraz di Nikola Vukčević. Il primo segue la crescita di Bronja Žakelj nella Lubiana degli anni Ottanta e mette in relazione la storia familiare con i mutamenti che accompagnano la dissoluzione della Jugoslavia. Il secondo torna alla Seconda guerra mondiale: nella Jugoslavia occupata, un uomo musulmano albanese deve decidere se proteggere un bambino cristiano perseguitato dalle forze fasciste. Entrambe le proiezioni saranno accompagnate da incontri con i registi.

Il 2 novembre sarà la volta di Electing Ms Santa di Raisa Răzmeriță, documentario su un’attivista moldava che sceglie di candidarsi a sindaca, sfidando stereotipi e ruoli di genere. In programma anche Gundi: Legend of Love di Dimitar Dimitrov, ritratto del calciatore bulgaro Georgi Asparuhov, fra imprese sportive, vita sentimentale e contraddizioni della società socialista.

Fra le opere selezionate, A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra di Jacqueline Lentzou, presentato nella sezione Orizzonti di Venezia 83, dove l’autrice ha ricevuto il premio per la regia. Al centro del film, in programma il 4 novembre al Farnese e introdotto da Ado Hasanović, una quindicenne greca che trova nella voce di una cantante una possibilità di relazione con il mondo. Nella stessa giornata, Blum: Masters of Their Own Destiny di Jasmila Žbanić ricostruirà la vicenda di Emerik Blum, sopravvissuto alla Shoah e fondatore di Energoinvest, attraverso un’esperienza industriale basata su autogestione e partecipazione. All’incontro parteciperanno la regista e Caterina D’Amico, con Maurizio Sciarra.

Il 5 novembre il concorso presenterà I Matter di Alina Șerban e Nina Roza di Geneviève Dulude-De Celles. Il primo, vincitore dell’Armani Beauty Audience Award nella sezione Spotlight di Venezia 83, racconta un’adolescente rom che cerca un futuro mentre affronta la detenzione del padre e il rischio di lasciare l’orfanotrofio. Șerban è la prima regista rom romena ad aver portato un lungometraggio alla Mostra. Nina Roza, premiato alla Berlinale 76 con l’Orso d’argento per la sceneggiatura e scelto dal Canada per l’Oscar internazionale, segue invece un curatore d’arte emigrato da decenni che torna in Bulgaria per verificare le opere di una bambina prodigio diventata virale online. L’indagine riapre il confronto con le proprie radici.

Il 6 novembre chiuderanno la selezione dei lungometraggi Beautiful Evening, Beautiful Day di Ivona Juka e Yugo Florida di Vladimir Tagić. Nel primo, scelto dalla Croazia per l’Oscar internazionale, tre artisti ed ex partigiani affrontano nella Jugoslavia del 1957 censura e persecuzione politica e sessuale. Nel secondo, la malattia terminale del padre costringe un figlio a intraprendere con lui un ultimo viaggio sull’automobile che dà il titolo al film: un percorso nel quale la memoria jugoslava fa da sfondo a distanza affettiva, responsabilità e riconciliazione.

La giuria ufficiale sarà presieduta da Gregor Božič, con Marina Kostova, Massimiliano Battistella, Enzo Monteleone ed Edmund Budina; Vittoria Scarpa sarà presente per il Premio Cineuropa. Sono previste anche una Giuria Giovani per i lungometraggi, una Giuria di Giovani Critici Cinematografici per i corti e una Giuria delle Radio Universitarie selezionata da RadUni, chiamata ad assegnare il Premio Sguardo Giovane e quello per le migliori musiche.

Budapest, l’Albania e le immagini sotto i regimi

Il 4 novembre, nel settantesimo anniversario dell’insurrezione di Budapest, il Cinema Farnese riproporrà I sogni muoiono all’alba, realizzato nel 1961 da Indro Montanelli con Enrico Gras e Mario Craveri. Il film concentra il racconto nella notte fra il 3 e il 4 novembre 1956: cinque giornalisti italiani, riuniti in un albergo della capitale ungherese, attendono l’esito della rivoluzione destinata a essere soffocata dall’intervento sovietico. Al centro, il confronto fra diverse posizioni politiche e morali davanti a un passaggio cruciale della Guerra fredda. Steve Della Casa modererà l’incontro con gli storici Claudio Siniscalchi e Francesco Guida e con Paolo Conti.

Il rapporto fra potere e immagini tornerà il 7 novembre alla Casa del Cinema nel panel “Cinema e cultura all’ombra delle dittature”, con Bruce Williams, Dina Iordanova, Roland Sejko, Claudio Siniscalchi, Fatos Lubonja e Kujtim Çashku. Il confronto sarà dedicato a propaganda, libertà artistica e memoria in Albania.

In programma un estratto di due minuti di Cold Blood, film del 1981 di Çashku tratto da un racconto di Ismail Kadaré e co-sceneggiato da Bashkim Shehu. Ambientata nella stagione dei rapporti fra Albania e Cina dopo la rottura con l’Unione Sovietica, l’opera venne interrotta durante le riprese e non fu mai completata. Il frammento porterà così nel dibattito non soltanto un racconto, ma la traccia di una produzione fermata dal regime. Seguirà Film di Stato di Roland Sejko, scelto dall’Albania per l’Oscar internazionale: il documentario attraversa oltre quarant’anni di dittatura con materiali d’archivio ufficiali e privati, senza commento né narrazione esterna. Un altro evento speciale, il 5 novembre al Farnese, sarà dedicato a Gianni Versace: L’imperatore dei sogni di Mimmo Calopresti. Attraverso le testimonianze di chi ha conosciuto lo stilista, il film ricostruisce i legami fra il suo immaginario, la Calabria, la Magna Grecia e il Mediterraneo. All’incontro, moderato da Natino Chirico, parteciperanno Calopresti, Leonardo Maltese e Vera Dragona.

Industry Days, dal confronto sui diritti alle coproduzioni

La nuova sezione professionale si svolgerà dal 31 ottobre al 2 novembre alla Casa del Cinema. Gli EBFF Industry Days si articoleranno in tre parti — Workshop, Pitch e Link — per mettere in relazione autori, produttori, istituzioni, organismi di tutela e giovani professionisti. L’apertura prevede, dopo i saluti di Bova, l’intervento di Giorgio Carlo Brugnoni, direttore generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, su “Europa e Balcani nel cinema, la posizione dell’Italia”.

I workshop, curati da Maurizio Sciarra, affronteranno le politiche europee per l’audiovisivo, il ruolo degli autori e dei produttori indipendenti, l’intelligenza artificiale generativa e l’equa remunerazione prevista dalla direttiva sul diritto d’autore. Fra gli interlocutori figurano rappresentanti di SIAE, FERA, SAA, Writers Guild Italia, 100Autori e ANAC, insieme a produttori e giuristi. Il confronto sull’IA esaminerà usi, opportunità e limiti nella produzione di contenuti, con attenzione alla tutela del lavoro creativo e alla specificità culturale delle narrazioni europee.

Il 2 novembre si terrà la prima edizione di Euro Balkan Short Pitch, dedicata allo sviluppo di cortometraggi di finzione di autori e autrici under 35 provenienti dall’Italia e dai Paesi balcanici. Otto i progetti selezionati fra sessanta candidature, da una giuria coordinata da Elma Tataragić con Armando Maria Trotta e Ylljet Aliçka. Per i partecipanti sono previsti mentoring, confronto professionale, presentazione pubblica e premi in denaro destinati allo sviluppo creativo. Nella stessa giornata, Link, ideato da Steve Della Casa, metterà in contatto i centri cinematografici di Albania, Kosovo, Bosnia ed Erzegovina, Slovenia, Montenegro e Croazia con produttori italiani. Interverranno Jonid Jorgji, Blerta Zeqiri, Ines Tanović, Nerina T. Kocjančič, Marko Eraković e Christopher Marcich, per presentare incentivi, tax credit, fondi, professionalità e possibilità di ripresa nei rispettivi territori. È il passaggio più operativo del programma: dalla conoscenza delle cinematografie alla costruzione delle condizioni per lavorare insieme.

Le anteprime, i corti e la chiusura musicale

La prima anteprima, il 17 ottobre al Nuovo Moderno di Cerveteri, proporrà I diari di mio padre di Ado Hasanović, coproduzione tra Francia e Italia. Alla proiezione sarà affiancata una masterclass sulla funzione strategica delle coproduzioni, con Hasanović, il produttore Antonio Badalamenti e Mario Bova, moderata da Alessio Pascucci. Il 23 ottobre a Palazzo San Lorenzo, l’appuntamento “Linguaggi di guerra” presenterà Pretty Village, Pretty Flame di Srđan Dragojević. Il film segue due amici, un serbo e un bosniaco, le cui vite vengono separate dalle tensioni etniche e dal conflitto. Il regista ne discuterà con lo storico Francesco Guida e il critico Flavio De Bernardinis, con la moderazione di Maurizio Sciarra. Alle 22 si esibirà la Balkan Lab Orchestra di Federico Pascucci.

Il concorso dei cortometraggi, curato da Hasanović, riunirà dodici opere e una geografia di tredici Paesi, comprese le coproduzioni. Le proiezioni si svolgeranno il 1° novembre a Palazzo San Lorenzo, alle 16 e alle 20. Fra i titoli, I Believe the Portrait Saved Me di Alban Muja, sulla testimonianza del padre rapito durante la guerra del Kosovo; Slet 1988 di Marta Popivoda, sul corpo come archivio dell’ultima stagione jugoslava; e Il ponte, esordio alla regia di Giacomo Bendotti, nel quale un viaggio in Slovenia per cure dentistiche diventa un ritorno nel passato. Alle 22 seguirà il concerto del rapper Doppelgänger.

La cerimonia di chiusura e premiazione si terrà il 7 novembre alle 21.15 al Cinema Troisi, seguita da un’ora di musica dal vivo con la Balkan Lab Orchestra. Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Tag:

Commenta e condividi