Serbia: apre la fabbrica di droni israeliani a Belgrado
A metà settembre, quasi in sordina, è stato inaugurato il primo stabilimento per la produzione di attrezzature militari israeliane in Serbia. Dietro al progetto si celano legami controversi con il colosso militare Elbit Systems, coinvolto nel genocidio a Gaza, e con l’avvocato che difende Netanyahu in un processo sul 7 ottobre 2023

Un drone da combattimento © Anelo/Shutterstock
Un drone da combattimento © Anelo/Shutterstock
(Originariamente pubblicato da BIRN, il 23 settembre 2026)
Lo scorso 17 settembre, in occasione dell’inaugurazione della prima fabbrica per la produzione di droni israeliani in Serbia, il presidente Aleksandar Vučić ha pubblicato un post su Instagram, vantandosi dei cento posti di lavoro creati e delle “attrezzature all’avanguardia” che la fabbrica fornirà alle forze armate serbe e “agli eserciti di altri paesi”.
I giornalisti sono stati banditi dalla cerimonia di inaugurazione, come ha spiegato Vučić, per via della delicatezza del progetto.
In un post pubblicato su Instagram, l’ambasciata israeliana a Belgrado ha confermato che l’ambasciatore Avivit Bar-Ilan ha partecipato all’evento, elogiando la “cooperazione tra l’industria della difesa serba” e il colosso militare israeliano Elbit Systems.
Tuttavia, nessuno ha menzionato il coinvolgimento di Zion Amir, noto avvocato israeliano, che attualmente difende il primo ministro Benjamin Netanyahu in un procedimento penale davanti alla Corte Suprema israeliana.
L’avvocato di Netanyahu, come rivelato da BIRN e Haaretz, è legato alla compagnia serba SDS Technologies.
La sede dello stabilimento, nel quartiere di Makiš, a Belgrado, è tappezzata del marchio SDS, così come gli abiti indossati dai dipendenti che hanno mostrato i droni a Vučić durante l’inaugurazione, come si può vedere in un video che il presidente ha pubblicato su Instagram.
La società SDS Technologies è stata iscritta nel Registro delle imprese serbo poche ore dopo l’apertura dello stabilimento, ma non come nuova impresa. È stata semplicemente cambiata la denominazione di un’azienda precedentemente chiamata CUPA Enterprises. Lo stesso giorno, il 17 settembre, Zion Amir è stato ufficialmente nominato direttore di SDS Technologies.
In precedenza, Vučić aveva affermato che la proprietà dell’azienda produttrice di droni sarebbe stata condivisa equamente tra Serbia e Israele. Tuttavia, l’assetto proprietario di SDS Technologies rivela una realtà ben diversa.
SDS è in realtà di proprietà di CUPA Limited, società registrata a Londra e a sua volta controllata dal cittadino greco Athanasios Ramos. Lo scorso 21 settembre, quindi quattro giorni dopo l’apertura dello stabilimento a Belgrado, CUPA Limited ha cambiato nome in Blue Liberty International Ltd.
Il colosso militare israeliano Elbit Systems ha dichiarato a BIRN di “collaborare con aziende locali in diversi paesi europei nell’ambito di processi di localizzazione e sforzi volti ad adattare la propria offerta alle esigenze dei clienti”. Tuttavia, la compagnia ha negato qualsiasi legame con SDS Technologies e con Zion Amir, sottolineando di non possedere né di essere partner di alcun impianto per la produzione di droni in Serbia.
Il coinvolgimento dell’avvocato di Netanyahu
I giornalisti di BIRN hanno visitato per la prima volta lo stabilimento di Makiš qualche mese fa, realizzando un reportage sul progetto della Serbia di aprire una fabbrica di droni in collaborazione con Elbit.
Situata accanto a diverse altre aziende e magazzini, la fabbrica recava l’insegna SDS Technologies. A quel tempo, però, non esisteva alcuna compagnia con questo nome iscritta nel Registro delle imprese serbo.
Oggi, SDS Technologies ha tre direttori: Maria Kardamaki, cittadina greca, George Antoine Elghossain, cittadino statunitense di origine libanese, e Zion Amir.
Dal 2025, Amir rappresenta Netanyahu e il governo israeliano in un procedimento penale avviato davanti alla Corte Suprema sulla base di cinque ricorsi contro la decisione dell’esecutivo di rimuovere Ronen Bar dalla carica di capo dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliano.
Secondo quanto riportato da Haaretz, Ronen Bar, durante una conversazione telefonica con Netanyahu, aveva messo in guardia su un potenziale attacco del gruppo militante palestinese Hamas contro Israele. La conversazione è avvenuta prima del 7 ottobre 2023, giorno dell’attacco che ha scatenato la devastante guerra di Israele a Gaza.
Il procuratore generale israeliano sostiene che la rimozione di Bar da parte di Netanyahu sia illegittima, considerando il conflitto di interessi legato alle indagini condotte dallo Shin Bet sul presunto coinvolgimento di collaboratori di Netanyahu nella promozione degli interessi del Qatar in Israele, scandalo noto come “Qatargate”.
Tra i collaboratori indagati c’è Srulik Einhorn, che ha fornito consulenza anche ad Aleksandar Vučić.
Zion Amir non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti sui suoi legami con SDS Technologies e con la nuova fabbrica di droni in Serbia.
Il sito web di SDS Technologies contiene praticamente solo una pagina iniziale, che non offre ulteriori informazioni.
Il dominio è stato registrato il 18 gennaio di quest’anno. Le informazioni sul proprietario del dominio nel registro WHOIS – una piattaforma che consente l’accesso ai dati di registrazione di base – non sono pubblicamente accessibili. I dati storici mostrano che lo stesso dominio era già stato registrato in precedenza e utilizzato da un’azienda informatica che offre servizi web e software. Stando agli archivi di Wayback Machine, l’azienda aveva indicato Chandigarh, nel nord dell’India, come propria sede.
BIRN ha inviato delle domande all’indirizzo della posta elettronica ufficiale di SDS Technologies, ma non ha ricevuto alcuna risposta. Anche le chiamate al numero di telefono indicato sul sito web sono rimaste senza risposta.
Viaggi a Tel Aviv di aerei del governo serbo
Secondo i dati di ADS-B, un sito che si occupa del tracciamento dei voli, un aereo con la registrazione YU-SRB 4C4A21, utilizzato dal governo serbo, ha effettuato voli tra Belgrado e Tel Aviv il giorno dell’inaugurazione della fabbrica a Belgrado e anche nei giorni precedenti.
Intorno alle 8 del mattino dello scorso 14 settembre, l’aereo è decollato da Belgrado atterrando a Tel Aviv intorno alle 11:42, per poi ritornare a Belgrado intorno alle 15:00. L’aereo ha percorso la stessa rotta il 17 settembre, giorno dell’inaugurazione della fabbrica, decollando da Belgrado intorno alle 13:53, atterrando a Tel Aviv alle 17:25 e toccando nuovamente terra a Belgrado alle 22:43.
I droni di Elbit e l’inaugurazione a Belgrado
In precedenza, BIRN e Haaretz avevano riportato che Elbit Systems avrebbe detenuto il 51% della proprietà dello stabilimento di produzione di droni in Serbia, mentre il restante 49% sarebbe stato controllato dall’azienda serba di commercio di armi Yugoimport SDPR.
In alcune fotografie scattate durante l’inaugurazione dello stabilimento lo scorso 17 settembre, compare infatti Ran Krill, vicepresidente di Elbit per il marketing internazionale e lo sviluppo commerciale dal 2015.
Elbit è stata inoltre indicata come partner del progetto dall’ambasciata israeliana a Belgrado, e lo stesso Vučić ha menzionato tre tipi di droni Elbit che sarebbero stati assemblati nello stabilimento di Makiš e successivamente anche prodotti in serie: il drone Lanius-X, il drone d’attacco FireFox-X e il drone da ricognizione Magni-X.
Tuttavia, rispondendo alle domande di BIRN, il colosso militare israeliano ha affermato di non detenere quote di partecipazione e di non essere partner in alcun progetto di produzione di droni in Serbia.
Quanto ai droni che dovrebbero essere prodotti in Serbia, Vučić si è mostrato particolarmente entusiasta del Lanius-X, affermando che quest’arma “ha letteralmente occhi e orecchie, insegue il bersaglio e lo attende in un’imboscata”.
“È impossibile difendersi da un’arma di questo tipo”, ha dichiarato il presidente serbo.
In un articolo del Washington Post del 2022 sono state riportate le dichiarazioni di alcuni esperti secondo cui un drone come il Lanius-X, autonomo e dotato di intelligenza artificiale, avrebbe portato ad uno “scenario da incubo”. Il nome Lanius deriva dal latino e significa “macellaio”.
In un suo rapporto del 2025, Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori occupati palestinesi, ha citato Elbit come una delle aziende produttrici di droni, esacotteri e quadricotteri che sono diventati “macchine di morte onnipresenti nei cieli sopra Gaza”.
La cooperazione tra Serbia e Israele nel settore degli armamenti è cresciuta esponenzialmente negli ultimi tre anni. Il valore delle esportazioni di munizioni e armi dalla Serbia verso Israele è aumentato di ben 42 volte dal 2023, raggiungendo i 114 milioni di euro alla fine dello scorso anno, nonostante i ripetuti appelli degli esperti delle Nazioni Unite a interrompere la vendita di materiale militare a Israele.
Nell’aprile di quest’anno, il parlamento di Belgrado ha approvato un accordo sui dati classificati tra Serbia e Israele nel settore della difesa. Come indicato in un documento ottenuto da BIRN, l’accordo è stato adottato con procedura d’urgenza in vista di una fornitura di equipaggiamento militare israeliano all’esercito serbo.
All’inizio del 2025, Elbit ha venduto alla Serbia sistemi di artiglieria avanzati PULS e droni da combattimento Hermes 900 per un valore complessivo di 335 milioni di dollari. Ad agosto è stato firmato un altro contratto, per un valore di 1,6 miliardi di dollari, per la fornitura alla Serbia di droni, missili a lungo raggio, sistemi di guerra elettronica e una vasta gamma di altre attrezzature militari.
In precedenza, BIRN aveva indagato anche sull’azienda Edepro, con sede a Belgrado, che si autodefinisce “leader regionale nelle soluzioni di sistemi propulsivi” per razzi, droni e missili. Dal 2018 Edepro esporta materiale militare alla società IMI Systems, di proprietà di Elbit.
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