Pubblicato il: 04/08/2026

Una pericolosa spirale di violenza contro i giornalisti in Serbia

Serbia MFRR report 2026

Serbia MFRR report 2026

Serbia MFRR report 2026

Livelli record di violenza fisica contro i giornalisti, minacce di morte, campagne di diffamazione online, impunità radicata e stretto controllo politico sul panorama mediatico: un rapporto che descrive il deterioramento della situazione della libertà dei media e della sicurezza dei giornalisti in Serbia

Fonte: Media Freedom Rapid Response

Livelli record di violenza fisica contro i giornalisti, minacce di morte e campagne di diffamazione online, impunità radicata e stretto controllo politico sul panorama mediatico: la libertà dei media in Serbia si trova in una crisi sempre più profonda e sempre più soffocante per il giornalismo indipendente.

OBCT, i partner Media Freedom Rapid Response (MFRR) e la Piattaforma per la sicurezza dei giornalisti del Consiglio d’Europa presentano un rapporto che descrive il deterioramento della situazione della libertà dei media e della sicurezza dei giornalisti in Serbia. Il rapporto è il risultato di una missione internazionale a Belgrado svoltasi nel marzo 2026, durante la quale la delegazione ha incontrato giornalisti, direttori, associazioni dei media, organizzazioni della società civile, forze dell’ordine, il presidente del Parlamento e il procuratore capo.

Dal fatale crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad nel novembre 2024, che ha innescato le più grandi proteste nella storia della Serbia, gli attacchi contro i giornalisti che raccontano le manifestazioni sono aumentati drasticamente. Le forze dell’ordine non solo non sono riuscite a proteggere i giornalisti, ma gli agenti di polizia sono diventati loro stessi, sempre più spesso, autori delle aggressioni.

Nel 2025, la Serbia ha registrato 209 violazioni della libertà di stampa – più del doppio rispetto alle 84 documentate nel 2024 – coinvolgenti 359 operatori ed enti dei media. Al 16 giugno, 100 casi coinvolgenti 170 operatori dei media sono stati registrati da gennaio 2026. Almeno 38 di questi attacchi sono stati commessi dalla polizia.

Inoltre, il pluralismo dei media è sotto forte pressione. La compagnia a partecipazione pubblica Telekom Srbija ha ampliato le sue quote tra i media, consolidando narrazioni filogovernative nell’intero panorama giornalistico. L’autorità di regolamentazione dei media serba, il Consiglio REM, è non funzionante da oltre 18 mesi, rendendo la Serbia l’unico paese candidato all’UE senza un organo di regolamentazione dei media funzionante. Attacchi coordinati tramite bot e spyware, tra cui Pegasus del Gruppo NSO, sono emersi come strumenti di censura digitale contro giornalisti e testate giornalistiche.

Il governo ha avviato diverse iniziative legislative, tra cui sforzi per incorporare le disposizioni della Legge Europea sulla Libertà dei Media (EMFA) nella legislazione nazionale. Tuttavia, i giornalisti e gli attori della società civile hanno in larga misura cessato di partecipare a questi processi, citando una mancanza di trasparenza, tempistiche affrettate e, soprattutto, una profonda assenza di fiducia nelle intenzioni del governo.

La comunità internazionale ha un ruolo cruciale da svolgere per salvaguardare la rapida spirale di deterioramento delle libertà di stampa in Serbia e arrestare il più ampio declino democratico. Il rapporto completo include raccomandazioni dettagliate alle autorità serbe, tra cui governo, parlamento, polizia e procura, sui passaggi concreti necessari per contrastare questa crisi. I partner invitano inoltre l’Unione Europea a condannare pubblicamente e inequivocabilmente gli attacchi contro i giornalisti in Serbia, e a subordinare i finanziamenti diretti alla Serbia in settori strategici a miglioramenti misurabili in materia di sicurezza dei giornalisti e degli standard di libertà dei media.

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Questa pubblicazione è il risultato delle attività svolte nell’ambito del Media Freedom Rapid Response cofinanziato dall'Unione Europea. Le posizioni contenute in questi materiali sono espressione esclusivamente degli autori e non riflettono necessariamente quello delle istituzioni cofinanziatrici.