Pubblicato il: 19/02/2026

Rapporto di monitoraggio sulla libertà dei media 2025

I partner del consorzio Media Freedom Rapid Response (MFRR) hanno documentato e analizzato tutte le violazioni della libertà dei media registrate nel database Mapping Media Freedom negli Stati membri dell’UE e nei paesi candidati da gennaio a dicembre 2025

Rapporto di monitoraggio 2025

Rapporto di monitoraggio 2025

Rapporto di monitoraggio 2025

Fonte: Media Freedom Rapid Response

Il rapporto annuale di monitoraggio fa il punto sulla situazione della libertà dei media nei 27 stati membri dell’Unione europea e nei 9 paesi candidati tra gennaio e dicembre 2025. Durante il periodo di riferimento, la piattaforma Mapping Media Freedom ha documentato 1481 violazioni della libertà di stampa, che hanno interessato 2377 persone o soggetti legati ai media.

Il rapporto è strutturato in quattro parti:

  • Una panoramica generale che evidenzia le principali questioni e tendenze relative alla situazione della libertà di stampa negli stati membri dell’UE e nei paesi candidati, comprese analisi quantitative e grafici con statistiche.
  • Tre capitoli tematici su argomenti di rilievo nell’ambito della libertà di stampa in Europa: impunità dei reati contro i giornalisti, leggi e narrazioni sugli agenti stranieri e azioni strategiche contro la partecipazione pubblica (SLAPP).
  • Analisi della situazione della libertà di stampa in cinque Stati membri dell’UE: Belgio, Francia, Italia, Ungheria e Spagna.
  • Analisi della situazione della libertà di stampa in sei paesi candidati all’adesione all’UE: Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Turchia, Georgia, Serbia e Ucraina.

Italia

Il capitolo tematico sull’Italia evidenzia le pressioni che continuano a soffocare la libertà dei media nel paese. Nel 2025, MapMF ha documentato 118 incidenti che hanno preso di mira 200 persone e soggetti legati ai media. Gli attacchi verbali, come insulti, molestie e campagne diffamatorie, sono stati il tipo di violazione più comune, rappresentando la metà dei casi.

Nel 2025, l’Italia è stata al centro di quello che è stato il più grave scandalo di spionaggio nell’UE. Il caso ha coinvolto il caporedattore di Fanpage, Francesco Cancellato, e il giornalista Ciro Pellegrino, sollevando forti preoccupazioni sull’uso di pratiche di sorveglianza invasive, presumibilmente riconducibili ad attori statali, nei confronti di giornalisti impegnati in inchieste investigative.

La pressione legale è rimasta una delle principali minacce alla libertà dei media, rappresentando il 22% di tutti i casi documentati. In linea con la tendenza degli anni precedenti, le cause per diffamazione, spesso avviate da politici di alto profilo, sono rimaste la forma più comune di intimidazione legale volta a mettere a tacere le voci critiche.

Infine, il rapporto sottolinea le persistenti sfide all’indipendenza editoriale, in particolare per quanto riguarda il servizio pubblico radiotelevisivo RAI, che continua ad essere esposto a indebite interferenze da parte del governo.

Nel complesso, il rapporto conferma un quadro desolante della situazione della libertà dei media in Italia, con una vasta gamma di pressioni che ostacolano il lavoro dei giornalisti e dei professionisti dei media.

Il rapporto è stato redatto dall’European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF), dalla European Federation of Journalists (EFJ) e dall’International Press Institue (IPI) nell’ambito del progetto Media Freedom Rapid Response (MFRR), cofinanziato dalla Commissione europea.

Scarica il rapporto in inglese.

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Questo rapporto è stato prodotto all'interno del progetto Media Freedom Rapid Response (MFRR), un meccanismo a livello europeo che traccia, monitora e risponde alle violazioni della libertà di stampa e dei media negli Stati membri dell'UE e nei Paesi candidati.