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Nel secondo appuntamento di “Amatissime”, presentazione del libro di Elvira Mujčić, con cui l’autrice ci riporta nella Jugoslavia del 1990, un mondo sospeso dove l’aria è tesa e i nazionalismi iniziano a farsi insistenti

La rassegna “Amatissime” torna per dare voce alle protagoniste della narrativa di oggi, insieme alle librerie indipendenti, per consolidare una comunità di lettura sempre più connessa.

In “La stagione che non c’era“, edito da Guanda, Elvira Mujčić, che durante le guerre jugoslave era una bambina come Eliza, racconta i destini individuali attraverso cui si muove il destino di un Paese intero, animato dagli stessi sogni dei suoi protagonisti, che inevitabilmente si scontrano con la fine delle proprie utopie. La Jugoslavia diventa così il simbolo di ciò che accade quando il culto del passato si esaspera e si trasforma in violenza, teatro di paure e inquietudini così simili a quelle del nostro presente.

Elvira Mujčić, nata nel 1980 in Serbia, ha vissuto in Bosnia, in Croazia e infine a Roma, dove abita tuttora. Interprete e traduttrice, ha pubblicato i libri “Al di là del caos”, “E se Fuad avesse avuto la dinamite?”, “Sarajevo: la storia di un piccolo tradimento”, “La lingua di Ana”, “Dieci prugne ai fascisti”.

Il ciclo di incontri “Amatissime” è organizzato dalla Società Italiana delle Letterate in collaborazione con Archeoares.

INFO:

Archeoares

 

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