In seguito al tentato golpe, sono in aumento costante le richieste d’asilo da parte di cittadini turchi verso i paesi UE, rivolte soprattutto alla Germania

18/12/2017 -  Fazıla Mat

Il numero delle domande d’asilo presentate da cittadini turchi in UE è cresciuto a livello esponenziale nell’ultimo anno. E’ quanto emerge dai dati Eurostat, che indicano come ci sia stata un’evidente impennata dopo il luglio 2016, mese in cui si è verificato il tentato golpe nel Paese anatolico. Un aumento costante delle domande era stato registrato già a partire dal giugno 2015, ma il fallito colpo di stato e la successiva dichiarazione dello stato di emergenza coincidono con un incremento del 45% delle richieste presentate ad agosto rispetto a quelle pervenute nel mese precedente (con un passaggio, nel giro di un mese, da 875 a 1260 domande complessive). La crescita è proseguita nel 2017, con un’oscillazione tra un minimo di 940 (ad aprile) e un massimo di 1.285 domande d’asilo presentate mensilmente (ottobre 2017).

Sotto questo aspetto, la Germania ha il primato tra tutti i Paesi UE. Nel biennio 2015-2017 ha ricevuto 13.230 richieste, seguite con grande distacco da Francia (2.800), Svezia, Svizzera, Belgio e Grecia. Berlino mantiene il primo posto anche per quanto riguarda l’incremento percentuale delle domande d’asilo ricevute da cittadini turchi (+500%) a partire da luglio 2016 ma, in questo caso, è seguita dalla Svezia (+425%) e dalla Svizzera (+242%).

Il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) lo scorso settembre ha riportato la notizia dell’alto numero di richieste d’asilo presentati in Germania, aggiungendo che il BAMF (Ufficio Federale per immigrazione e rifugiati politici), avrebbe respinto quasi 5.000 delle circa 8.500 domande sottoposte ad esame fino a quella data. A 670 persone sarebbe stato riconosciuto l’asilo politico; lo status di rifugiato sarebbe stato concesso a 1140 persone, mentre altre 112 sarebbero stati inseriti nella categoria di protezione temporanea.

La versione turca del portale di informazione Deutsche Welle ha reso noto che a fine agosto 2017, 6.784 cittadini turchi avevano ricevuto la comunicazione di espulsione, che però sarebbe stata applicata solo a 6 persone. Diverse domande riporterebbero il tentato golpe come motivazione della richiesta d’asilo, sebbene non sia possibile affermare con certezza su quale base siano respinte le domande, dal momento che il BAMF non disporrebbe di statistiche dettagliate che mettano in relazione i motivi della richiesta con il tasso di accoglimento.

Tra le domande presentate 768 riguardano ex alti funzionari dello stato turco rifugiati in Germania con le famiglie. Il quotidiano turco Cumhuriyet, riportando dati del ministero dell’Interno tedesco,  sottolinea che 260 dei funzionari in questione erano in possesso di un passaporto diplomatico. Oltre 400 di queste richieste sarebbero state accolte. Il fatto che le numerose domande d’asilo vengano presentate per intere famiglie può servire a spiegare l’incremento numerico delle richieste di asilo presentate da persone con meno di 14 anni (5.800 quelli presentati negli ultimi 2 anni).

Il Belgio, seppur con numeri meno imponenti a confronto con la Germania, rappresenta un’altra delle mete principali di approdo dei richiedenti asilo turchi. Nei 15 mesi successivi al luglio 2016 oltre 1000 domande d’asilo sono state presentate alle autorità belghe. “Si tratta essenzialmente di persone altamente qualificate perseguitate in Turchia per presunti legami con il movimento di Fethullah Gülen, al quale il presidente Recep Tayyip Erdoğan attribuisce la responsabilità del tentato colpo di Stato” specificano giornali locali. Gli stessi quotidiani aggiungono che i richiedenti asilo in questione “temono di essere comunque dei bersagli in Belgio”, citando decine di denunce di minacce di morte e aggressioni raccolte dalla polizia belga e rivolte a cittadini di origine turca.

Un altro dato rilevante riguarda invece la Grecia dove nei 12 mesi successivi al golpe hanno presentato domanda d’asilo 985 persone. La città di Salonicco in particolare, come confermato da un recente reportage della BBC turca sarebbe diventato rifugio per centinaia di membri della comunità di Gülen. La questione dell’estradizione dei civili in questione e di 8 ufficiali dell’esercito turco rifugiatisi in Grecia dopo il tentato golpe è oggetto di attrito tra Ankara e Atene ed è stata ribadita anche durante la recente visita di Erdoğan nella penisola ellenica.

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