per *** *** (parte1)

Sono d'accordo con te quasi su tutto tranne che su una cosa che a mio modo di vedere è fondamentale. Essendo io di origine croata, e quindi conoscitore della realtà balcanica, vorrei fare una precisazione sulla Serbia. Io ci andrei molto cauto a mettere sullo stesso piano la Serbia e la Turchia, e non solo per evidenti motivi geografici. La colpa del conflitto jugoslavo non fu certo tutto della Serbia. Mi spiego meglio: è vero che Milosevic voleva unificare tutte le terre serbe per creare la Grande Serbia, ma in questo progetto non era certo da solo. La Croazia di Tudjman ne è l'esempio più lampante, ma visto che stiamo parlando di Islam vorrei soffermarmi sulla Bosnia e sul Kosovo. Alija Izetbegovic, ex-presidente bosniaco, tanto elogiato dall'Occidente per il suo finto senso democratico, era un soggetto che nel lontano 1970 pubblicò uno scritto intitolato "Dichiarazione islamica", in cui fondamentalmente auspicava una nuova islamizzazione della popolazione bosniaca, un ritorno ai valori islamici dopo tanti anni di socialismo, e soprattutto la creazione di una comunità islamica unita "dal Marocco all'Indonesia". Addirittura, nel frontespizio della copertina veniva esplicitato che il nuovo motto doveva essere "credi e combatti". Ma il passo più esplicito recitava testualmente: "Non ci può essere pace o coesistenza tra la fede dell'Islam e la fede e le istituzioni non islamiche". Alija Izetbegovic, 1970. Questo e altri scritti in cui si fomentava l'odio religioso tra i popoli