per Elisabetta (parte2)

integrati nella nostra civiltà in modo pacifico, perchè sono all'opposto del concetto stesso di tolleranza. E quando giustamente dici che uno stato civile deve mettere al primo posto la "ragione" e non la "religione", converrai che la maggior parte degli stati nel mondo in cui la "religione" prevale sulla "ragione" sono proprio quelli in cui la fede dominante è quella musulmana. Infine, il terzo motivo per cui non posso essere d'accordo con te è, di nuovo, la Turchia. Se hai vissuto per più di un anno a Smirne (scusami, ma preferisco chiamarla così), certamente sarai venuta a contatto con molti aspetti della società turca. Tu dici giustamente che la Turchia fondata da Atatürk è uno stato laico, anche se adesso con uno come Gül al potere voglio vedere dove si va a finire. Le istituzioni della Turchia per molti versi sono sicuramente laiche, non si può negarlo. Ma ciò che rende la Turchia un paese estraneo all'Europa è la presenza al suo interno di numerosissime frange talmente estremiste che non hanno cittadinanza nella società occidentale. Mi spiego: non esiste che, oggi, in Europa persone che stampano copie del Corano vengano torturate e sgozzate come invece è accaduto in Turchia a quei poveri disgraziati che stampavano copie della Bibbia; non esiste che un imam venga assassinato dentro alla sua moschea come è capitato al prete italiano nella chiesa di Trebisonda; non esiste che un giornalista israeliano venga ucciso in strada perchè parla dell'Olocausto come è accaduto a Is