speriamo che serva da lezione!

Questo esito elettorale, sicuramente positivo per il resto della penisola balcanica, deve mettere una volta per tutte la parola FINE a tutti i discorsi sulla Serbia "intollerante", "barbara", "autoritaria", eccetera, eccetera. Siccome non sono un ipocrita, so benissimo che Tadic è riuscito a vincere solo grazie al sostegno di quel 10-15% di elettorato proveniente dalle minoranze etniche della Vojvodina e del Sandžak (ungheresi, croati, slovacchi, zingari, musulmani, ecc.), senza il quale non ce l'avrebbe mai fatta già nel 2004, ma è innegabile che anche una buona parte di cittadini di etnia serba (immagino un buon 30-35%) ha voluto dare fiducia a Boris e al suo tentativo di offrire un'altra possibilità all'Occidente. E' vero che le minoranze etniche hanno avuto un grande peso nell'esito elettorale, ma proprio questo fatto dovrebbe convincere anche i più scettici che la Serbia di oggi non è più un paese dittatoriale e autoritario come un tempo. Avrà certamente i suoi difetti, ma nessuno può permettersi di dire che un paese come questo non meriti rispetto. Adesso la patata bollente è nelle mani degli albanesi e soprattutto dell'Occidente. Se anche stavolta non si coglierà l'occasione della vittoria di Tadic per vedere finalmente in una luce nuova la Serbia, e non più come il paese dei barbari e dei criminali di guerra, LA PROSSIMA VOLTA POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI!