Srbija

Non credo che l'esito delle elezioni presidenziali serbe apporteranno un apprezzabile cambiamento all'approccio della Repubblica serba alla questione del Kossovo; lo sbocco ampiamente prevedibile - a mio avviso - è segnato nella seguente scansione (durata medio-lunga: diciamo due/tre anni): indipendenza-tensione in tutta l'area balcanica-intervento politico e militare UE (forse in parte ONU)-spartizione del Kossovo (previe congrue contropartite alla Serbia per far digerire la pillola amara).
Probabilmente con la vittoria di Nikolic le cose sarebbero state un tantino più complicate e diluite nel tempo, ma, alla fine della fiera la sostanza non sarebbe cambiata.
Che dire? La Serbia sta pagando (e chissà per quanto tempo pagherà ancora!) la dabbenaggine di una classe politica (quella di Milosevic), che la ha ridotta in questo stato pietoso.
E pensare che, dopo la morte di Tito, la Serbia aveva a portata di mano la possibilità di conseguire l'obbiettivo storico di riunificare tutti i serbi sotto un unico Stato: a favore di ciò militavano ragioni storiche, etniche, economiche, politiche e quant'altro.
L'ora delle riunificazione si è allungata e non si intravvede all'orizzonte, ma la volontà di perseguire questo obbiettivo - mi auguro -non verrà mai meno.