Per comprendere il presente studiamo il passato

Sotto l'Impero romano lo spazio danubiano-balcanico fu per secoli diviso in 2 aree linguistiche separate da una linea (tracciata da Jirecek) che partiva dalla costa adriatica dell'odierna Albania per raggiungere la costa bulgara del Mar Nero. A nord prevaleva il latino e a sud il greco. A seguito delle grandi invasioni si è verificato un cataclisma etnico che ha sconvolto tutta la situazione. Alle lingue latina, greca e illirica si sono affiancate quelle slave, l'ungherese, il turco, ecc. Nel sec.XX la popolazione di lingua greca è rimasta abbastanza compatta, mentre quella latina si è divisa in tanti spezzoni. La componente romanza detiene la maggioranza in Romania e in Moldavia. Sopravvivono minoranze in Albania, Bosnia, Bulgaria, Croazia, Grecia, Macedonia, Montenegro, Serbia, Turchia, Ucraina e Ungheria. Queste minoranze hanno diversa entità (alcune sono in via di estinzione), sono chiamate in vario modo e parlano idiomi differenti seppure apparentati fra loro.