si, i diritti delle minoranze

tutti i diritti previsti??? Anonimo 02.03.2005 09:39

"ma dove avete letto la favola che nella costituzione croata del 90, scritta dal fascista
antisemita Tudjman,(1) i serbi avrebbero avuto tutti i diritti previsti? Li vi era scritto che la Croazia diveniva la terra dei croati ( e non di altri), informatevi su cosa era la domovnica.
Riabilitare l'oscura parentesi ustascia come è stato fatto in croazia non mi sembra un segnale che andava verso la tutela della minoranza serba. (2) "

1) E' falso! Tudjman combattè coi partigiani CONTRO i veri fascisti antisemiti, gli ustascia ed i cetnici, sostenuti dai nazisti e dai fascisti italiani nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
Divenne generale dell'Armata Popolare Jugoslava e fu biografo diTito. La Croazia di Pavelic conobbe il maggior concentramento di partigiani di tutta la Jugoslavia. Lo testimonia l'inglese Deakin, inviato speciale al seguito di Tito, quando riferì al governo inglese sulla situazione militare dei territori ex jugoslavi (cfr. LA MONTAGNA PIU' ALTA).
Tudjman ha una voce nell'Enciklopedija Jugoslavije quale comandante partigiano.
Le sue disgrazie cominciarono quando, avendo accesso agli archivi dell'Armata, scoprì che a
Jasenovac, il famigerato lagher ustascia, nel quale Belgrado diceva fossero stati sterminati
700.000 Serbi, c'era ...uno zero di troppo, e comprendeva anche partigiani comunisti, Zingari ed Ebrei! Questa scoperta lo coprì di insulti da parte dell'establishment serbo di Belgrado, che aveva fatto lievitare la cifra dei Serbi assassinati a Jasenovac per coprire i tre anni di collaborazionismo del governo Nedic-Ljoti , durante i quali vennero assassinati un numero circa eguale di Ebrei, Zingari e ovvimente partigiani comunisti. Per questo la Serbia di Nedic ebbe il riconoscimento hitleriano di PRIMO STATO JUDENFREI D'EUROPA già nel 1942 (cfr. SERBIA'S SECRET
WARS di Filip Cohen)...
Questa scoperta sarebbe la "riabiltazione dell'oscura parentesi ustascia" cui ti riferisci.
Tito lo fece arrestare e pare che Krleza sia intervenuto per mitigarne la condanna. Dopo questo incidente Tudjman si allontanò definitivamente dal comunismo, avviconandosi piuttosto al partito tradizionale della Croazia, il Partito Contadino di Radic e Macek dell'anteguerra, un partito
cattolico e democratico, e prese contatti con i comitati dell'emigrazione croata, che includeva
anche gli ustascia, ma si guardò bene di stringere con costoro qualsiasi patto.
Il suo partito lo chiamò HDZ, e stravinse le prime elezioni libere del dopotito.
Gli ustascia dell'HOS, dopo Vukovar dove si dettero da fare per combattere le soverchianti forze cetniche appoggiate dall'Armata, vennero da lui sciolti e lo stesso Paraga venne assassinato dalla sua polizia (degno discepolo di Tito !).
Il partito del Diritto alle ultime elezioni ha ottenuto lo 0,5 % dei voti. Basta per definire la
Croazia Stato ustascia?
Quanto al suo presunto "antisemitismo" è dovuto ad un'infelice battuta. Ma gli Ebrei hanno viceversa espresso preoccupazione per la riapparizione dei cetnici, antisemiti quanto e più degli ustascia.
Ed a Belgrado sono un movimento di massa (oggi addirittura maggioritario!)

Il criminale di guerra cetnico della Krajna di Knin della IIa Guerra Mondiale, il pope
Momcilo Djuic, rifugiato negli USA, inviò nel '90 un messaggio ai riapparsi cetnici invitandoli a
"ripulire" la Serbia da Ebrei, Croati, Mussulmani, Zingari ed Albanesi, ed ovviamente dai "comunisti". (cfr. LE NETTOYAGE ETHNIQUE)

2) Anche se fu infelice quella definizione, la tutela dei diritti della minoranza serba venne trattata da Tudjman col rappresentante del
Partito dei Serbi di Croazia, lo psichiatra Jovan Raskovic di Sebenico, subito sconfessato dagli estremisti serbi che rifiutavano categoricamnete di essere "minoranza" sin da
dopo la schiacciante vittoria elettorale dell'HDZ del 1990!

Questa tutela venne poi garantita da Tudjman alla Conferenza Internazionale dell'Aja nel
settembre 1991. I Serbi di Croazia ebbero da allora dei seggi garantiti al Sabor, come tutte le altre minoranze, inclusa l'italiana. (cfr. Joze Pirjevec in LE GUERRE JUGOSLAVE).

Ma quei deputati serbi al Sabor vennero sempre considerati traditori dai nazionalisti serbi che sconfessarono Raskovic e lo sostituirono con Milan Babic'.
Questi decise per la ribellione a Zagabria, dipinta tout court come continuazione del regime ustascia di Pavelic. Scelse Martic' come ministro degli Interni della Sao Krajina.
Ai primi di luglio 1990 Martic' impartiva l'ordine di saccheggiare gli arsenali della polizia in
tutta la Krajina. Le armi vennero distribuite alla popolazione.

Una delegazione ministeriale inviata da Tudjman con il compito di riportare gli ammutinati sotto controllo, riusciva a stento a portare se stessa in salvo.

I serbi di Knin annunciarono per il 19 agosto 1990 il referendum sull'annessione della Krajina alla Serbia. Due giorni prima, su ordine di Tudjman, tre convogli di lealisti partivano da Zara, Sebenico e Karlovac con il 70 per cento dei carri armati in dotazione alla Croazia: sette su dieci. Barricate vennero alzate a Obrovac, Gracac, Benkovac. Il blitz fallisce perché i Mig della Difesa federale costrinsero all'atterraggio i tre elicotteri croati con i rinforzi.

Stipe Mesic', all'epoca presidente croato della Federativa (ormai defunta!), protestava con il
generale Adzic', che per tutta risposta minacciava d'intervenire «se morirà un solo serbo».
Mesic' ribatteva che se la Croazia non può più esercitare la propria sovranità e ristabilire
l'ordine pubblico dentro i propri confini, ne dichiarerà immediatamente l'indipendenza.
Borisav Jovic' telefonava a Mesic' dicendogli d'ignorare le parole di Adzic' e Mesic si fermava.

Intanto già in settembre la regione era governata da un'Assemblea nazionale serba, e con le buone o le cattive la "banda di Knin" piazzava propri uomini nelle varie amministrazioni (come a Titova Korenica, nel Parco di Plitvice, dove la municipalità serba aveva avviato il negoziato con
Zagabria e si dovette piegare ai diktat dei marticevci, (gli uomini di Milan Martic').
I ribelli godevano dell'appoggio discreto, ma sicuro, della guarnigione di Knin comandata dal colonnello Ratko Mladic', reduce dal Kosovo.
A Martic' si unirà il piccolo esercito di Kapetan Dragan, serbo della diaspora proveniente
dall'Australia, unico capo guerrigliero che rifiutò gli appellativi sia di cetnico,
sia di partigiano perché, diceva, «cetnici e partigiani comunisti hanno ucciso più serbi di
qualsiasi nemico». Dragan era un militare professionista, molto popolare tra i serbi della Krajina.
Inevitabile la rivalità con Babic', il quale gli diede in televisione del mercenario. Dragan,
affettuosamente ribattezzato Kninja (Knin più Ninja, le tartarughe guerriere dei cartoni animati allora di moda), gli rispose per le rime: «Babic'? Un vigliacco, uno che mette al sicuro la famiglia e scappa alla prima fucilata».

Seguirono anni di follia. Durante i quali in quello pseudo stato di Knin non sdegnarono di recarsi dei "volontari garibaldini" (???), ed andò in visita spesso il senatore socialista Arduino Agnelli, col giornalista Fausto Biloslavo (già Avanguardia Nazionale), ed a Trieste si farneticava di un blitz congiunto serbo-italiano
per riportare l'Italia in Istria e Dalmazia. D'altronde con la Krajna di Knin ci furono ottimi
rapporti fra il fascismo italiano ed i cetnici di Momcilo Djuic sin dal '41.

Raskovic' spiegherà questi fatti ad un giornalista francese dicendogli che i serbi sono
«un popolo di pazzi, se lo faccia dire da uno psichiatra». E scrisse anche il libro "IL PAESE MATTO".

Ma gli "Italianissimi" che tramavano il blitz cos'erano mai? Mai l'ombra d'un'inchiesta...

(dati estratti da LA GUERRA DEI DIECI ANNI-il saggiatore- di Alessandro Marzo Magno e
da LE GUERRE JUGOSLAVE 1991-1999 di Joze Pirjevec-Einaudi)