piccolo dubbio

Intervengo sull'argomento di questo articolo con molta titubanza, timoroso di essere frainteso.
Premetto che sono favorevole al rientro di tutte le popolazioni sulle loro terre e che i colpevoli di crimini di guerra paghino per le loro responsabilità. Sono passato più volte dalle parte di Benkovac e quello che ho visto è semplicemente indescrivibile e inaccettabile.
Ho un dubbio però che mi tormenta da tempo e al quale non trovo risposta.
Negli anni in cui Zara e Sebenico erano sotto bombardamento nella Kraijna erano rimasti solamente serbi. Ricordo gli orribili massacri di croati commessi in alcuni paesi inclusi in quell'enclave.
Era da paesini come Islam Grcki (totalmente raso al suolo nel '95) che partivano le cannonate che si abbattevano su popolazioni indifese e questo è durato molto a lungo.
A differenza di una situazione d'occupazione nella quale l'aggressore fa' ciò che vuole finchè le sorti non si rovesciano, lì non vi erano testimoni in grado di identificare le specifiche responsabilità. In un qualche modo si potrebbe dire che ogni abitante poteva essere chiamato in correità.
Questa è, mi pare, la ragione inespressa e in un qualche modo inesprimibile che era alla base dei fatti che hanno seguito l'operazione "Tempesta" e in questo senso è difficile pensare che la responsabilità possa ricadere su un solo uomo.
La questione attuale, forse, è la seguente:
se è giuridicamente legittimo che gli abitanti rientrino nelle loro proprietà non è forse legittimo che uno Stato sovrano non possa procedere all'identificazione e alla punizione di chi ha commesso crimini contro le popolazioni civili, armato e protetto da un esercito che dopo l'indipendenza della Croazia era divenuto "straniero"?.