esami e certezze 2

Resta da capire se 1) la Serbia voglia aggregarsi e perchè, e se 2) all'Europa davvero convenga (costi meno) "portarsi in casa" un paese che sia mentalmente e forse fattualmente ancora in guerra con i propri vicini, senza fidarsi del primo governo europeista a parole ma che in realtà sembra giocare solo una furbesca partita a scacchi da dietro le quinte.
Mi pare che la Serbia stia considerando l'ingresso nell'Unione come una specie di mossa tattica, non una svolta di portata storica primaria. Non l'ingresso in una nuova fase della Storia, che superi il '900 per un altro orizzonte, piuttosto, a volte pare, ci sia l'atteggiamento di chi "voglia fregare il compare". E da parte europea una specie di fiducia che una volta integrata la Serbia cambierà in maniera "naturale, soft", visto che almeno un'elite della popolazione sembra sia sincera nell'afflato europeista: una specie di fede che sarà possibile ragionare dall'interno, piuttosto che ritornare a bombardare da fuori... Speriamo non si riveli un tragico errore dare tutta questa fiducia alla pochissimo chiara ma carissima (billions €) Serbia...