diciasette righe e oltre

Bello il commento che mi precede, anche se tanto pessimista.
Mi induce a intervenire nuovamente su un argomento che ho già posto altre volte: il ruolo dell'informazione, la sua potenza bellica, le responsabilità individuali e la ricostruzione delle seguenze informative che precedettero lo scatenarsi delle guerre balcaniche. Ho letto poche cose su questo argomento (ricordo Remondino in "Senza regole"blunk. Non leggo nomi di giornalisti più o meno famosi accanto a quello di politici e militari eppure, a mio giudizio, non hanno "ucciso" meno delle altre due categorie, ma chi li condanna: cane non mangia cane.
Quelle meravigliose sintesi anglo-balcaniche perfettamente inserite nellla storia del giornalismo: troppo belle per confutarle con noiose disquisizioni che valutino possibili mediazioni... meglio mettere il colpo in canna. Quei bei servizi crudi, pornografici, che mostravano l'inevitabile progressione della guerra ai citrulli che avrebbero voluto starne fuori.
Io vorrei vedere i nomi di questi simpatici bastardi accanto a quelli noti ma così non è e questi preparano indisturbati nuove catastrofi nel nome della libertà d'informazione, al servizio di nuovi padroncini.