Serbia - Articoli

A Nis una nuova Agenzia della Democrazia Locale

22/11/2001 -  Anonymous User

Verrà inaugurata sabato 24. Per promuovere azioni di cooperazione decentrata, diplomazia popolare e sviluppo nel centro sud della Serbia.


Un convegno: il futuro europeo della Federazione Jugoslava

22/11/2001 -  Anonymous User

Come accelerare l'adesione di Serbia e Montenegro al Consiglio d'Europa ed all'Unione Europea?


Le ONG locali nel Sud della Serbia - Azioni, finalità e contatti con gli stranieri

22/11/2001 -  Anonymous User

Il nostro corrispondente ci offre un quadro esplicativo sulle organizzazioni non governative locali evidenziando il caso del Comitato per l'iniziativa civile di Nis (CCI). Testo in inglese.


Le ONG locali nel Sud della Serbia

22/11/2001 -  Mihailo Antović Nis

Il nostro corrispondente da Nis (Serbia meridionale) ci offre un quadro esplicativo sulle organizzazioni non governative locali.


I media in Serbia

21/11/2001 -  Mihailo Antović

Mihailo Antovic ripercorre la storia dei media in Serbia nell'ultimo decennio, evidenziando difficoltà che i mezzi di informazione hanno riscontrato nel dire la verità all'opinione pubblica. Testo in inglese.


Ci sarà il ritorno? Alcuni giorni con i profughi dal Kossovo

20/11/2001 -  Anonymous User

La voglia di rientrare, la paura di farlo. Alcuni giorni passati in Serbia tra i serbi originari del Kossovo. Un racconto di Livio Vicini.


Criminalità e stampa nella ex Jugoslavia

20/11/2001 -  Anonymous User

Sull'ultimo numero della rivista Via Libera un nostro articolo sul tema della criminalità nella ex Jugoslavia


In Kosovo è iniziato il silenzio elettorale

16/11/2001 -  Anonymous User

È iniziata questa notte, in Kosovo, la fase di silenzio che precede la votazione di domani 17 novembre. Il silenzio elettorale verrà mantenuto fino alla chiusura dei seggi (1.660 che saranno aperti dalle 7.00 di mattina), ossia fino alle ore 20.00 di sabato. Circa 1,2 milioni di elettori voteranno i 120 rappresentati del nuovo parlamento kosovaro. Secondo i dati dell'OSCE, degli oltre un milione di elettori i serbi registrati sono circa 170.000.
Da parte serba le elezioni saranno osservate dal Centro per le libere elezioni e la democrazia. Nella Serbia centrale, dove secondo un documento sottoscritto dal Commissariato della Repubblica per i rifugiati e dalla Organizzazione internazionale per la migrazione, verranno disposti 81 centri di voto con 177 seggi dove poter svolgere le elezioni, presso i quali sabato potranno votare gli oltre 98.000 serbi scacciati dal Kosovo. In Montenegro, su 30.000 profughi circa 20.000 hanno diritto di voto. Secondo i dati offerti dal Commissariato montenegrino per i rifugiati solo 7.000 hanno espresso il desiderio di votare alle elezioni kosovare. Nella repubblica del Montenegro verranno aperti 21 seggi dove si potrà votare in 19 comuni, che verranno scrutati dalle organizzazioni internazionali e dal Commissariato montenegrino per i rifugiati.


Radio e media indipendenti in Serbia

14/11/2001 -  Anonymous User

Intervista con il giornalista di Radio Index, Pedja Urosevic.
Testo in inglese.


I media sotto regime: RTV Pancevo

14/11/2001 -  Anonymous User

Intervista con la direttrice e caporedattrice della Radio Televisione di Pancevo, Ofelija Backovic. Testo in inglese.


Belgrado: rivolta di parte delle forze speciali della polizia

12/11/2001 -  Anonymous User

Sembra che cento uomini delle forze speciali abbiano occupato un'autostrada alle porte di Belgrado.


Serbia: nessun referendum sull'indipendenza dal Montenegro

08/11/2001 -  Anonymous User

Lo dichiara Dusan Pavlovic, analista politico, che considera improbabile il presidente Kostunica indica un referendum di questo tipo. "Se vincessero i voti a favore della divisione ci si ritroverebbe ad affrontare nuove elezioni".


Uranio impoverito: tra silenzi, morti sospette e nuove ricerche

08/11/2001 -  Davide Sighele

Non si parla più di uranio impoverito. Eppure in Afghanistan continua ad essere utilizzato, continuano i casi di morti sospette ta i militari italiani ed in Federazione Jugoslava si attendono i risultati di una ricerca dell'UNEP


Nostalgia del futuro

07/11/2001 -  Anonymous User

Contro i nuovi muri. Come la guerra nell'ex Jugoslavia, ancora sospesa, ha anticipato l'attuale rappresentazione del "conflitto di civiltà". I contenuti del'incontro tra il sindaco di Sarajevo e l'ambasciatore jugoslavo a Roma pubblicati da Il Manifesto.


Kossovo: accordo Haekkerup-Covic, i serbi andranno a votare

07/11/2001 -  Davide Sighele

A Belgrado UNMIK ed autorità federali yugoslave raggiungono un accordo per la partecipazione della comunità serba alle elezioni. Tra il malcontento dei partiti albanesi.


La qualità dell'acqua del Danubio

07/11/2001 -  Ada Soštarić

Ada Sostaric intervista per l'Osservatorio i responsabili dell'Istituto idro-meteorologico della Serbia, e ci racconta la situazione ecologica del Danubio. Testo in inglese.


Associazione ambientale balcanica

07/11/2001 -  Ada Soštarić

Ada Sostaric per L'osservatorio sui Balcani ha incontrato i rappresentanti della Balkan Enviromental Association. Nel testo (in inglese) ci spiega i progetti in corso e gli obiettivi dell'associazione.


L'ambiente in Serbia

07/11/2001 -  Mihailo Antović

Un'interessante panoramica sulla situazione ambientale in Serbia, con particolare riguardo ai disastri ambientali provocati dai bombardamenti della NATO nel 1999. Testo in lingua inglese.


L'ambiente nei Balcani: lo stato attuale ed alcuni progetti di tutela

07/11/2001 -  Anonymous User

L'Osservatorio sui Balcani ha cercato, grazie ai suoi corrispondenti, di tracciare un quadro della situazione ambientale dell'area, fornendo inoltre alcuni dati di prima mano sui progetti in corso e in programmazione.


Nis, rischio di paralisi per l'Università

30/10/2001 -  Anonymous User

Nell'Università di Nis ancora fermento soprattutto tra la classe docente che minaccia nuovi scioperi. "Qualcosa dev'essere fatto immediatamente" denunciano, "a partire da una riforma della legge sull'università".


''Le mie condizioni di vita sono difficili'', lo dichiara il 66% dei cittadini della Serbia

30/10/2001 -  Anonymous User

I cittadini della Serbia riconoscono al nuovo corso i successi in politica estera ma cresce il malcontento per la situazione economica.


Serbia: hanno un futuro le autonomie locali?

29/10/2001 -  Anonymous User

Sempre più acceso il dibattito in Serbia sulle autonomie locali. Vengono riconosciuti al Governo gli sforzi verso l'approvazione di una nuova legge in questo campo ma le municipalità denunciano che fino ad ora tutto rischia di rimanere come prima.


Panico antrace anche nei Balcani

27/10/2001 -  Anonymous User

La paura per le lettere all'antrace e per possibili attentati terroristici si fa sentire anche nei Balcani.
Vi sono stati molti falsi allarmi per lettere sospette negli scorsi giorni a Belgrado. La prima è stata spedita da un luogo non identificato ad un appartamento privato nel cuore di Belgrado. Hanno poi seguito molte lettere, rivelatesi poi "allo zucchero", ai principali media jugoslavi (Nis local TV5, 18.10).
In Bosnia Erzegovina il panico va quasi di moda. Alcuni cittadini di Banja Luka e della zona hanno ricevuto questi giorni alcune lettere contenenti polvere bianca. "Le analisi hanno mostrato che il materiale contenuto nelle buste non è contaminato con l'antrace, ma materiale pubblicitario della dita farmaceutica Orbiko di Sarajevo" ha affermato Stanimi Stamenkovic, direttore dell'Istituto sanitario di Banja Luka (Nezavisne Novine, 20.10.2001).
Le poste della Republika Srpska hanno smentito di aver trovato qualcosa di sospetto, mentre il direttore delle poste di Sarajevo è sicuro che in tutto questo periodo postbellico le poste della capitale bosniaca non hanno mai trovato nulla di sospetto.
Intanto la Sfor e la Nato dichiarano di aver smantellato, con la collaborazione della polizia locale, un'organizzazione terroristica legata ad al Qaida. Lo ha dichiarato giovedì a Sarajevo Daryl Morrell, portavoce della Sfor (Forza di stabilizzazione della Nato) precisando che ''grazie ad un'eccellente collaborazione con le autorità bosniache riteniamo di aver spezzato i legami esistenti in Bosnia-Erzegovina con la rete di Al Qaida''. Ieri la Sfor aveva annunciato di aver smantellato un'organizzazione di terroristi, ma non aveva fatto alcun collegamento con la rete di Osama bin Laden.
Restano ancora sconosciuti i veri motivi della chiusura, nei giorni scorsi, dell'ambasciata statunitense a Sarajevo e degli uffici di Tuzla e Banja Luka. Le motivazioni addotte dal Dipartimento di Stato americano sono quelle legate ad un atteggiamento precauzionale all'indomani dell'inizio delle ostilità in Afghanistan. Non è stato però specificato se si fosse reagito ad un rischio concreto di attentati organizzati da strutture vicine a Bin Laden ed Al Kaida.
Le autorità bosniache hanno iniziato anche in modo autonomo dalle pressioni internazionali, a prendere provvedimenti contro il terrorismo. Un nuovo ed interessante documento è stato presentato dal Consiglio dei Ministri della BiH. Si tratta di un registro dei cittadini stranieri che entrano nel Paese grazie a voli aerei (cosiddetta landing-card). L'ufficio DGS (dogane statali) ha già intensificato i controlli su tutti gli aeroporti internazionali (non solo quello di Sarajevo). E' in preparazione pure un altro registro. Si tratterebbe dell'elenco di tutti gli stranieri che operano in BiH. Anche l'OHR sta lavorando su una serie di provvedimenti che formino una cornice legale per la lotta al terrorismo (Oslobodjenje, 17.10).


L'autunno caldo dei Balcani

26/10/2001 -  Davide Sighele

Arriva l'inverno ed i Balcani sono in sciopero. Delusioni in Serbia rispetto al nuovo governo, difficoltà in una Bosnia ancora dipendente dagli aiuti internazionali. Uno sguardo sui fatti della settimana.


Per una Serbia delle regioni

25/10/2001 -  Anonymous User

Dalla Sumadija, regione della Serbia centrale, un documento programmatico a favore della regionalizzazione del Paese. Ed intanto ancora caldo il clima politico in Vojvodina.


Federazione Jugoslava: nuova proposta di legge sulle forze armate

24/10/2001 -  Anonymous User

E' stata approvata dal governo federale una nuova proposta di legge sulle forze armate. Scarsa la voce in capitolo della società civile.


Il Presidente dell'Assemblea della Vojvodina: Belgrado si comporta ancora da padrone

17/10/2001 -  Anonymous User

Non appena è venuto a conoscenza della decisione della rete nazionale televisiva pubblica RTS in merito ai direttori della filiale di Novi Sad il Presidente dell'Assemblea della Vojvodina, Nenad Canak, si è recato presso gli studi della Radio Televisione della Vojvodina ed ha platealmente strappato dall'entrata la targa della rete nazionale. Calpestandola ha poi dichiarato che non avrebbe permesso più a Belgrado di calpestare i diritti della Vojvodina.
Su suoi ordini il logo della RTS è stato rimosso da entrambe le reti televisive di Novi Sad. Nenad Canak nello specifico contesta che i direttori editoriali della televisione vengano ancora nominati dall'ufficio centrale della RTS a Belgrado e non dall'Assemblea regionale della Vojvodina. Dopo il cambio di governo, che ha portato alla presidenza della Federazione Kostunica, ci si aspettava infatti che l'autonomia della sede locale di Novi Sad della RTS venisse ristabilita ma invece, secondo le dichiarazioni di Canak "Belgrado si comporta ancora da padrone". I diritti che originalmente spettavano all'Assemblea della Vojvodina, fondatrice della NS TV (Radiotelevisione della Vojvodina), erano stati trasferiti all'Assemblea della Serbia quanto la rete locale era stata integrata nella RTS (rete nazionale). Canak ha di fatto dichiarato che la NS TV non farà più parte della RTS e che sarà compito dell'Assemblea della Vojvodina discutere e decidere sul futuro dell'emittente.
Le reazioni a questa dura presa di posizione, che si inserisce in un ampio dibattito in merito all'autonomia, se non indipendenza, di questa relativamente benestante provincia della Serbia, non si sono fatte attendere.
Zoran Zivkovic, uno tra i leader della coalizione DOS, ha affermato di aver trovato strano che la reazione così significativa di Canak avvenga adesso e non quando è stato nominato il consiglio d'amministrazione della RTS. "Avessero scelto il candidato sostenuto da Canak, ha aggiunto, certamente tutto questo non sarebbe accaduto". Si è poi soffermato sulla questione dell'autonomia della Vojvodina: "La Vojvodina ha pieno diritto nella propria autonomia, cosa che tra l'altro è anche prevista dalla Costituzione. Certo è che questo tipo di comportamento rischia di compromettere e render più difficoltoso il cammino verso l'autonomia sulla quale, in generale, siamo tutti d'accordo" (Glas Javnosti, 11.10).E' meno moderata invece la posizione del Partito Democratico della Serbia (DSS) guidato da Vojislav Kostunica. Secondo il Presidente Federale, Canak si sta comportando come se tentasse i primi passi verso un colpo di Sato. La medesima opinione è ribadita in un comunicato da parte del DSS fatto in seguito alla "rumorosa" entrata di Canak nella sede dell'NS TV ed alle minaccie da parte dello stesso di portare parte della compagnia petrolifera nazionale sotto il diretto controllo dell'amministrazione provinciale della Vojvodina.( B92, 10.10).


Kossovo: i serbi per ora non andranno a votare

17/10/2001 -  Anonymous User

La campagna elettorale per le elezioni generali del 17 novembre è definitivamente iniziata senza però che alcun partito o coalizione che rappresenta la comunità serba abbia ad oggi confermato la propria partecipazione. Questo anche dopo l'inaspettata registrazione per votare di 178,000 serbo-kossovari, avvenimento che aveva fatto ben sperare. Dopo l'insuccesso della Comunità Internazionale nel convincere la componente serba della popolazione a prendere parte alle ultime amministrative molti temevano che il totale fallimento si sarebbe infatti ripetuto. Per ora non è ancora così e la situazione permane statica e nessuno conferma in modo definitivo la propria partecipazione.
Nebojsa Covic, a capo dell'apposita commissione creata dalle autorità serbe per gestire la "questione Kossovo", si è recato questa settimana in Italia dove è stato esortato ancora una volta a fare in modo che la comunità serba del Kossovo prenda parte a queste elezioni. Per rassicurare la autorità serbe sono state anche in quest'occasione ribadite le garanzie delle quali la Comunità Internazionale si farà carico: libertà di movimento, accelerare il ritorno degli sfollati ecc.
Ma la comunità serba rimane del tutto indecisa. In un incontro di protesta a Mitrovica, il segretario dell'espressione locale del DSS di Kostunica, Marko Jasic, davanti ad una folla di 4,000 persone ha dichiarato che "...i serbi non dovrebbero partecipare alle elezioni se per muoversi in Kossovo devono farlo all'interno dei blindati della KFOR e se vengono ancora assassinati per le strade...se parteciperemo perderemo tutto, non partecipando ci rimarrà almeno qualche speranza...". Jaksic ha poi terminato chiedendo ai politici di Belgrado di spendere un po' più tempo in Kossovo in modo da rendersi conto delle terribili condizioni di vita alle quali è costretta la comunità serba (Tanjung, 13.10). Intanto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha esortato, dopo un briefing con i responsabili dell'amministrazione internazionale del Kossovo, i leader albanesi a sostenere gli sforzi per garantire la sicurezza e combattere l'estremismo e gli atti terroristici nei confronti delle minoranze e, come ha affermato l'Ambasciatore irlandese Richard Ryan, ad assumersi "la responsabilità di assicurare delle elezioni pacifiche, democratiche ed inclusive".


Serbia: nuova iniziativa dell'Istituto per la difesa della natura

16/10/2001 -  Anonymous User

L'Istituto per la difesa della natura della Serbia ha presentato ieri, in collaborazione con il suo primo partner in questa iniziativa, Medija centar, l'azione "Eko eho", il cui obiettivo è il perfezionamento dei giornalisti nell'ambito della difesa dell'ambiente. Violeta Orlovic, direttrice dei Servizi per la comunicazione e la formazione dell'Istituto, ha ricordato riguardo a ciò che il prossimo anno l' ONU lo ha dedicato alla difesa delle montagne, allo sviluppo del turismo ecologico e sostenibile, e nel 2002 ricorrono anche i 10 anni dal significativo Summit di Rio de Janeiro. Sia quest'anno che il prossimo sono dedicati alla ricerca e all'attenzione della biodiversità, ossia delle diversità biologiche.
L'azione dovrebbe comprendere il collegamento dei giornalisti che si occupano di ecologia, rinforzare l'informazione dei dipendenti dei media, così come la loro inclusione nei trand mondiali. I laboratori, le presentazioni le discussioni e le visite di studio sono solo uno dei modi con cui i giornalisti possono aumentare le loro conoscenze sull'ecologia.L'Istituto per la difesa della natura ha presentato anche la nuova versione del suo sito internet, che a partire da ora è interattivo, "comunica" con i visitatori, che possono inviare le proprie suggestioni, commenti e testi. Il sito di Natureprotection sarà aggiornato quotidianamente. I temi sui quali si discuterà di più, sperano i tecnici dell'Istituto, saranno la biodiversità, gli eco-diritti e gli eco-criminali, l'economia e l'ecologia, la guerra e l'ambiente e molti altri. Affinché l'azione della formazione sull'ecologia possa riuscire, gli organizzatori si appellano ai potenziali partner e finanziatori.

Vedi anche:

UNEP Post Conflict Assessment Unit

Natureprotection


Serbia: Scioperi all'Università di Nis

16/10/2001 -  Anonymous User

I professori e gli assistenti di tre Facoltà dell'Università di Nis sono da oggi in sciopero. Le motivazioni alla base della protesta sono state annunciate già alcuni giorni fa dal Sindacato Indipendente di Nis che ha denunciato la "situazione contrattuale umiliante" alla quale sono costretti attualmente professori ed assistenti. "E' inaccettabile che gli assistenti universitari percepiscano stipendi inferiori a quelli di professori ed insegnati delle scuole elementari e superiori. E' anche inaccettabile che il rapporto tra il salario di un lavoratore manuale non specializzato ed un professore all'apice della carriera sia di 1: 2,44. Come non è giusto - denuncia il sindacato- che vi siano notevoli diseguaglianze tra il livello salariale di posizioni statali equivalenti". Non certo senza sarcasmo il Prof. Radoslav Dimitrijevic, a capo del Sindacato Indipendente, si chiede se sia equa la disparità tra il loro salario e quello percepito dai parlamentari (700 dinari il primo, 1700 il secondo). "Crede forse qualcuno che il lavoro dei parlamentari sia più pesante di quello dei professori universitari?" ha aggiunto alludendo all'inefficienza del Parlamento serbo.
Anche gli studenti hanno annunciato futuri scioperi insoddisfatti delle risposte negative di molte Facoltà ad alcune loro richieste, tra le quali la diminuzione degli esami obbligatori per l'iscrizione dal primo al secondo anno di studi.
La situazione è quindi attualmente molto confusa all'Università di Nis. Sia professori che studenti contestano a Governo e Parlamento di non essere stati in grado di approvare una nuova legge sull'Università. In Serbia vige ancora quella approvata nel 1998 dal regime di Milosevic che rappresentò la definitiva repressione nei confronti del mondo universitario dissidente.