Serbia - Articoli

Carta verde: la FRY di nuovo in Europa

05/03/2002 -  Anonymous User

Raggiunto un accordo tra compagnie assicuratrici jugoslave e 37 paesi europei. La carta verde verrà riconosciuta anche in FRY.


Serbia: maltrattamenti ed abusi della polizia solo nel passato?

04/03/2002 -  Anonymous User

A Nis, sud della Serbia, in un incontro pubblico si fa il punto sul rapporto tra cittadinanza e polizia. Che a fatica cercano di trasformarsi da "forze punitive e repressive" a "servizio garantito al cittadino".


Punti di... visti

28/02/2002 -  Anonymous User

Da una parte le autorità della Federazione Jugoslava introducono per i cittadini europei e di pochi altri paesi un sistema di visti più facile, dall'altra l'Unione europea pensa a modificare la propria politica migratoria in seguito all'11 settembre.


Il Montenegro al bivio

28/02/2002 -  Luka Zanoni

Una delle questioni più importanti nei Balcani di oggi: la sopravvivenza della Federazione di Jugoslavia e il futuro del Montenegro. Ne offre un'ampia prospettiva questo testo di Luka Zanoni.


Milosevic, condannato all'Aja ed assolto dal suo popolo?

25/02/2002 -  Michele Nardelli

Michele Nardelli in questo commento riflette sul probabile paradosso di un Milosevic condannato all'Aja ma risorto agli occhi del suo popolo. Con l'incubo di un conflitto mai rielaborato e superato.


In Serbia come in Sudafrica: una Commissione per la Verità e la Riconciliazione

25/02/2002 -  Anonymous User

Inizia i suoi lavori la Commissione per la Verità e la Riconciliazione voluta da Kostunica. In un momento certo non facile ma significativo: i primi intensi giorni del processo a Slobodan Milosevic.


Specie protette: cacciate, congelate e vendute

22/02/2002 -  Anonymous User

In alcune riserve naturali della Serbia sono iniziate alcune indagini per individuare i responsabili di anni di caccia di frodo. In seguito a denuncie di gruppi ambientalisti.


A dieci giorni dall'inizio del processo a Slobo

22/02/2002 -  Anonymous User

Come reagiscono i suoi concittadini? Un interessante articolo pubblicato dall'ANSA sulle reazioni tra chi si è sempre opposto all'ex dittatore. Tra questi anche il più famoso vignettista politico serbo Corax.


Dal Belgio e dall'Olanda per togliere le macerie dal Danubio

20/02/2002 -  Anonymous User

Continua la "bonifica" del Danubio dalle macerie causate dai bombardamenti NATO. Ed intanto un'università di Belgrado analizzerà il livello di inquinamento delle sue acque.


Servizio civile e militare: situazione in cambiamento in Serbia

18/02/2002 -  Ada SoštarićMihailo Antović Belgrado e Nis

Un rapido sguardo ad una delle questioni più controverse nonché tema di dibattito in Serbia in questi giorni: servizio civile e servizio militare. A cura di Ada Sostaric e Mihailo Antovic.
Nella Repubblica Federale di Jugoslavia (FRJ) svolgere il servizio civile è possibile, ma impraticabile in realtà. La FRJ, e soprattutto la Serbia, è sempre stata una società piuttosto patriarcale, in parte a causa della sua peculiare collocazione geografica e delle circostanze storiche che spesso l'hanno condotta a guerre e conflitti. Quindi, tradizionalmente il servizio militare era considerato un atto di onore, raramente messo in discussione o evitato, ad eccezione di un'esigua minoranza di intellettuali e attivisti per i diritti umani. Dagli anni Novanta tuttavia, con la guerra e la distruzione della ex-Jugoslavia, la percezione sta lentamente cambiando.
La recente eredità della guerra costituisce oggi per l' esercito jugoslavo un problema a più livelli.
A livello 'micro' i giovani uomini coscritti oggi sono poco entusiasti di dare un anno della propria vita alla 'patria' e cercano di evitarlo, lasciando la Serbia per l'estero o simulando malattie e invalidità. Per sfuggire al reclutamento i più istruiti scelgono di svolgere all'estero i propri studi post-laurea, poiché in caso di ritorno in patria fino ai 35 anni sarebbero reclutabili (il limite ordinario è invece di 27 anni). Ciò implica anche un problema di 'fuga di cervelli' dalla Serbia. Effettivamente, le condizioni in cui si svolge il servizio militare sono pessime: si è lontani da casa, i compiti sono piuttosto duri, il cibo scarseggia e, non ultimo, si è costretti a sorbire le lezioni degli ufficiali più vecchi, convinti di vivere ancora nel pieno dell'era comunista.
A livello 'macro', l'esercito è in grosse difficoltà economiche, nonostante il 70% del budget delle Federazione Jugoslava venga destinato alle spese militari. L'equipaggiamento è antiquato, il cibo spesso è scarso o di pessima qualità. L'ultima generazione di soldati di leva (da giugno ad oggi) ha ricevuto continue licenze per l'impossibilità dell'esercito di garantire condizioni di vita decorose. Politicamente, l'esercito sembra ricevere pressioni dall'esterno e dall'interno: da un lato si rendono necessari adeguamenti strutturali agli standard europei per inserirsi nel contesto internazionale (timidamente cominciati due settimane fa, con il pensionamento forzato di un terzo dei generali), come la riduzione della durata del servizio civile e la parziale professionalizzazione dell'esercito; dall'altro molti politici (ad esempio, Djindjic) considerano un retaggio del tempo passato l'esistenza di un esercito di grandi dimensioni, che richiede ingenti e ingiustificabili risorse economche.
Infine, gruppi di attivisti per i diritti umani fanno pressione affinchè la sfera militare venga posta sotto il controllo di istituzioni civili, la durata del servizio militare sia ridotta e la possibilità di svolgere il servizio civile sia offerta ai giovani maschi.
Una grossa copertura mediatica è stata data alla recente proposta di cambiamento della legge federale sull'esercito jugoslavo, presentata dallo YUCOM, il Comitato di giuristi yugoslavi per i diritti umani. Nel decennio precedente il servizio militare durava 12 mesi (in guerra spesso prolungati a 14-15, se si era così fortunati da sopravvivere), laddove lo pseudo servizio civile durava 24 mesi. 'Pseudo' perché la definizione era quella di "servizio senz'armi", svolto all'interno e sotto la giurisdizione delle istituzioni militari. Questa opzione era fortemente osteggiata dai militari e quei pochi ai quali veniva garantita, in base a motivi religiosi o morali, erano mandati per due anni nei luoghi montani più remoti. Da qui nasce la richiesta di riforma dello YUCOM, supportata da 30.000 firme di cittadini, raccolte in 14 città serbe, presentata nel dicembre 2001. Il nucleo della rivendicazione riguardava il riconoscimento dell'obiezione di coscienza come diritto umano fondamentale, l'equiparazione a 7 mesi di durata per il servizio civile e militare, lo svolgimento del servizio civile nel luogo di residenza e, soprattutto, presso istituzioni civili e sociali (organizzazioni non governative e umanitarie) anziché come servizio militare senz'armi. La proposta è stata rifiutata dal parlamento e dal governo jugoslavo.
Ma data la pressione dell'opinione pubblica, e nonostante le resistenze dell'apparato militare, sempre in dicembre, è stata approvata la riduzione della durata del servizio militare da 12 a 9 mesi. Il servizio civile avrebbe dovuto essere portato da 24 a 18 mesi, ma, grazie alla continua pressione di gruppi di attivisti serbi e stranieri (a questo proposito, ricordiamo che nel settembre 2001 l'EBCO, European Bureau for Conscientious Objection, ha organizzato proprio a Belgrado un seminario sull'obiezione di coscienza nei Balcani, al fine di supportare le istanze della società civile pacifista locale), è stato ridotto a 13. Nessun altro cambiamento è stato legiferato, a causa dei diversi punti di vista all'interno della coalizione al governo. Non è stato reso pubblico su quali questioni vi siano divergenze.
Presumibilmente, il servizio civile sarà consentito a chi si dichiara obiettore di coscienza per ragioni morali e sarà svolto al di fuori delle istituzioni militari (fonte: Radio B92, Dicembre 2001). La possibilità di pagare per evitare di prestare servizio di leva, più volte menzionata negli ultimi mesi, è stata rifiutata come 'incostituzionale'. Alcune fonti riportano poi che il limite d'età per essere reclutati sarà elevato dagli attuali 27 a 30 anni di età, ma l'attendibilità di questa informazione sarà verificata quando la proposta di legge tornerà in Parlamento, nella prima metà del 2002.
In questo quadro, non bisogna però dimenticare gli esiti di un opinion poll condotto dall'Agency Strategic Marketing, effettuato intervistando 1537 cittadini serbi adulti, secondo cui, da dicembre 2000 a dicembre 2001, la percentuale di coloro i quali pensano che la Serbia debba proteggere i propri interessi entrando nella Nato è scesa dal 14 al 7 %, mentre il 26%, contro il 17% di un anno prima, ritiene importante che la Serbia abbia un forte esercito.
In apparenza non molto sembra cambiato nell'esercito jugoslavo, che rimane l'istituzione più chiusa e riottosa al cambiamento in Serbia. Ma la sua apertura e trasformazione sembra inevitabile nei mesi e negli anni a venire. La nuova legge, in attesa di esame quest'anno, farà chiarezza su molte cose.

Vedi anche:

Esercito Jugoslavo

www.yucom.org.yu

EBCO

Radio B92


I difficili colloqui sul futuro della Federazione Jugoslava

15/02/2002 -  Ada SoštarićDavide Sighele

Continua il dibattito in Montenegro e Serbia sul futuro della Federazione Jugoslava. Anche la Comunità internazionale si confronta: in un documento pubblicato dall'ICG si critica la posizione dell'UE a favore del mantenimento dell'unione tra i due Stati.


Serbia: i rettori e l'autonomia finanziaria delle università

14/02/2002 -  Anonymous User

Prossima la riforma dell'università che ancora funziona in base a norme approvate durante l'era Milosevic. I rettori delle sei università serbe si sono ritrovati a Nis ed hanno discusso in particolare di finanziamenti.


Intervista con Saip Kamberi, Comitato per i diritti umani di Bujanovac

14/02/2002 -  Anonymous User

La situazione nel sud della Serbia, valle di Presevo, Medvedja e Bujanovac, zona con una popolazione mista albanese e serba, è tutt'altro che risolta. Gli accordi sottoscritti da ambo le parti nel maggio dello scorso anno, e che videro come protagonista il vice premier serbo Nejbosa Covic, accolto da parte occidentale in qualità di risolutore della crisi, non sembrano andare nella giusta direzione. Kamberi esprime i suoi dubbi e le insoddisfazioni, sia riguardo all'implementazione di tali accordi, spesso disattesa o estremamente lenta, che alle reali intenzioni di Covic
Di Radoman Iric per il settimanale Vranjske Novine, traduzione a cura dell'ufficio ICS di Belgrado


Serbia: contrasto di opinioni sulla globalizzazione

13/02/2002 -  Anonymous User

I temi della globalizzazione occupano poco spazio sui media serbi. Viene dato più spazio al World Economic Forum di New York che al World Social Forum di Porto Alegre, ed inoltre, tra le stesse ONG il Balkan Social Forum di Kraljevo addirittura non è nemmeno conosciuto. (testo in inglese)


Delitti ed alibi: inizia il processo a Milosevic

13/02/2002 -  Anonymous User

E' iniziato ieri il processo a Slobodan Milosevic. Quest'ultimo imposterà la propria linea difensiva sulla contestazione della legittimità del tribunale Penale Internazionale dell'Aja. Pubblichiamo un lucido editoriale a questo proposito di Massimo Nava.


Globalizzazione in Serbia: parla Andrej Grubacic del Balkan Social Forum

11/02/2002 -  Anonymous User

Un'interessante intervista con uno dei protagonisti del movimento anti-globalizzazione jugoslavo. Andrej Grubacic traccia alcune linee di comprensione di quelli che sono i maggiori pericoli per un paese che si sta aprendo e svendendo ai nuovi partner strategici, senza mancare di fornire suggerimenti per promuovere una globalizzazione dal basso. Andrej è stato a Porto Alegre, invitato da Le Monde Diplomatique. Prossimamente continueremo ad approfondire il tema con una rassegna sui lavori del World Social Forum visti dai Balcani. (testo in inglese)


Aspettando Mladic e Karadzic, consegnateci Milutinovic

08/02/2002 -  Ada SoštarićSaša Risović Belgrado e Banja Luka

Forti pressioni internazionali sulla Serbia per una piena collaborazione con il Tribunale Internazionale dell'Aja. Forse tra qualche settimana verrà estradato in Olanda il presidente serbo Milutinovic. "Altrimenti blocchiamo i finanziamenti".


Industria a Nis: tra tagli all'occupazione e speranze di ripresa

06/02/2002 -  Anonymous User

Nel sud della Serbia la restrutturazione del sistema produttivo implica innanzitutto licenziamenti. Saranno sufficienti per stimolare una ripresa della produzione e maggiori investimenti?


Serbia: dopo cinquanta anni la religione torna a scuola

01/02/2002 -  Ada Soštarić Belgrado

Tra mille polemiche, dopo circa mezzo secolo, l'insegnamento della religione ha fatto la sua comparsa nelle scuole della Serbia.


Vojvodina: più autonomia

31/01/2002 -  Anonymous User

Approvata una legge transitoria che amplia l'autonomia per la regione nel nord della Serbia. In attesa dell'approvazione della nuova Costituzione.


Federazione Jugoslava: comunità religiose, riconciliazione, tolleranza

29/01/2002 -  Anonymous User

A Belgrado una tavola rotonda. Vi hanno partecipato rappresentanti delle comunità religiose del sud est Europa. Ora a disposizione la Dichiarazione finale.


Educazione e religione in Serbia

26/01/2002 -  Anonymous User

A partire dalla caduta di Milosevic nell'ottobre 2000, la chiesa ha avanzato la richiesta, accolta e suffragata anche da uomini di governo, di introdurre l'educazione religiosa nelle scuole. La questione è stata oggetto di dibattiti accesi che si sono svolti sui media, soprattutto tra i difensori della tradizione cristiano-ortodossa serba e il mondo laico. (testo in inglese)


Balkan Social Forum

25/01/2002 -  Davide Sighele

In un incontro a Kraljevo, lo scorso dicembre, si sono poste le basi per un Social Forum dei Balcani. Qui di seguito un reportage di Davide Sighele ed alcune fotografie di Andrea Pandini. Il reportage è stato pubblicato su Carta di questa settimana


Serbia: basta con il linguaggio dell'odio

24/01/2002 -  Anonymous User

Il ministro degli esteri Svilanovic denuncia il ritorno di un linguaggio nazionalista. "Come se ci fossimo dimenticati a cosa ha portato in questi anni l'odio nei confronti della altre nazionalità". Sotto accusa il silenzio di Dindic e Kostunica.


In Serbia 780.000 disoccupati

23/01/2002 -  Anonymous User

Lo dichiara il direttore dell'Istituto del Mercato del Lavoro di Belgrado. "E queste cifre sono destinate ad aumentre sensibilmente nei prossimi anni". Intanto il governo serbo si lamenta per il poco supporto dato dalla Banca Mondiale.


Presevo, Bujanovac, Medvedja: un'indagine sul rispetto dei diritti umani

22/01/2002 -  Anonymous User

Presentato un report annuale redatto dal Comitato per i Diritti Umani con sede a Bujanovac.


Mladic e Karadzic latitano, ma non sulle bancarelle

18/01/2002 -  Anonymous User

Ieri sembrava Mladic e Karadzic fossero stati arrestati. Ma voci autorevoli smentiscono. Intanto se ne stanno tranquilli sulle bancarelle di Prijedor, BiH.


L'euro in Serbia

17/01/2002 -  Anonymous User

L'arrivo dell'euro non è stato solo un evento importante per i 12 paesi dell'Unione Europea, ma anche per Belgrado, come testimoniato dall'enorme numero di articoli pubblicati dalla stampa locale che si sono occupati di questo tema.


La situazione ambientale a Pancevo

16/01/2002 -  Anonymous User

Pancevo, città a nord di Belgrado, fortemente industrializzata ed inoltre vittima di pesanti bombardamenti durante gli scontri con la NATO. La ricerca di Paola Fabbri ne analizza la situazione ambientale.


Serbia: il parlamento apre al pubblico

15/01/2002 -  Anonymous User

Il parlamento serbo apre al pubblico. ONG, associazioni e gruppi studenteschi potranno seguire i lavori dei parlamentari. I primi a farlo saranno i membri di Otpor.