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Ciononostante, Kadyrov deve essere ritenuto in parte responsabile per gli omicidi di attivisti per i diritti umani in Cecenia anche se non ne è il mandante, così come le autorità federali russe, perché chi ha commesso questi omicidi l'ha fatto senza paura di essere davvero perseguito, perché non vi è stato ancora nessun processo serio relativo ad omicidi di questo tipo, perché raramente vengono indagate le violenze commesse dalle forze dell'ordine durante le cosiddette "azioni antiterroristiche" o anche al di fuori di esse.

Non sarebbe corretto imputare all'attuale leadership federale russa o a Kadyrov tutte i mali della regione. Devono però essere ritenuti responsabili del clima di impunità e di ingiustizia (cioé il fatto che punizioni e premi avvengono fuori dalle istituzioni democratiche) che si è consolidato, generando nuova violenza.