Il Centro per la democrazia (CEDEM) e l'Agenzia DAMAR hanno condotto una ricerca per sondare l'opinione degli elettori montengrini. I dati riguardano le preferenze elettorali, ma anche le aspettative e le inclinazioni verso gli organismi internazionali.

17/09/2002 -  Anonymous User

Se si fossero tenute le elezioni parlamentari all'inizio di settembre, la coalizione "La Vittoria è del Montenegro" (Pobjeda je Crne Gore), avrebbe preso il 33,3% dei voti sul totale dell'elettorato, la coalizione "Insieme per Jugoslavia" (Zajedno za Jugoslaviju) il 25,6%, l'Alleanza liberale il 4,7%, la coalizione patriottica di Momir Bulatovic e Vojislav Seselj 3,9%, e gli altri piccoli partiti il 3,8%, mentre il 18,2% degli elettori non avrebbe votato, e il 13,4% sarebbe stato indeciso.
Questo è uno dei risultati del sondaggio condotto dall'agenzia "Damar" per il Centro per la Democrazia e i diritti umani dal 2 al 6 settembre su un campione di 993 intervistati appartenenti a 9 comuni montenegrini: Podgorica, Bar, Bijelo Polje, Pljevlja, Nikšic, Cetinje, Berane, Herceg Novi e Ulcinj.

Alla domanda riguardante la fiducia nelle istituzioni, il 38,6% ha scelto la chiesa ortodosa serba, il 30,2% il presidente del Montenegro, il 25,1% la forza militare Jugoslava, il 16,8% la chiesa ortodosa montenegrina, mentre all'ultimo posto con il 5% si trovano le istituzioni federali, il Governo e il Parlamento della FRY.
Tra i politici, il rating più alto secondo gli intervistati è per Milo Djukanovic con un voto medio di 3,05 punti, seguono Filip Vujanovic con 2,67, Svetozar Marovic con 2,65, Slobodan Milosevic con 2,62, Vojislav Kostunica con 2,48, Slavko Perovic con 2,32, Predrag Bulatovic con 2,26, Vesna Perovic con 2,24, Miodrag Zivkovic con 2,23, Bozidar Bojovic con 2,18, Miroljub Labus con 2,16, Ranko Krivokapic con 2,14, Dragan Soc con 2,13, Zoran Zizic con 2,13, Vojislav Seselj con 2,09, Miodrag Ilickovic con 2,07, predrag Drecun con 1,97 e Zoran Zizic con 1,88 punti.
La nuova unione statale della Serbia e del Montenegro sarà costituita entro la fine del 2002 secondo il 46,1% degli intervistati, il 18,8% pensa che questo non accadrà, mentre il 35,1% è indeciso.
Sulla costituzione di questa unione statale il ruolo decisivo sarà: dell'Unione europea secondo il 43,2% degli intervistati, il 16,9% considera che il ruolo maggiore sarà degli Stati Uniti, secondo il 9,9 % dei governi delle repubbliche, l'8,2% mette la speranza nei firmatari dell'Accordo di Belgrado, e solo il 1,6% ritiene che il ruolo maggiore sarà della commissione costituzionale, mentre il 20,2% ha dichiarito che non sapeva rispondere. Il 29,3% degli intervistati ritiene che il Montenegro resterà a far parte della comunita definita con l' Accordo di Belgrado, 29,1% pensa che il Montenegro diventerà indipedente e il 17% pensa che l'unione diventerà una federazione, mentre il 24,6% non sa cosa accadrà.

L'euro dovrebbe restare l'unica valuta secondo il 48,9% degli intervistati, il dinaro dovrebbe entrare come valuta parallela per il 21% degli intervistati, mentre il 17,8% pensa che si dovrebbe smettere con l'euro e ritornare al dinaro. Il 12,2% non sa cosa fare.
Per l'entrata nell'UE: è favorevole l'82,6% e contrario solo il 5,1% degli intervistati; mentre il 37,4% è contro l'ingresso nella NATO, rispetto al 36,2% che è per l'entrata nell'Alleanza e al 26,4% che sono indecisi. La cooperazione con il Tribunale dell'Aia è appoggiata dal 42,1%, mentre il 44,4% è contro la stessa, e il 13,5% non ha una idea determinata. ("Vijesti" e "Publika" del 10 settembre).

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Il Montenegro al bivio


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