Guardiamo avanti, non indietro

Per favore, usiamo esterma attenzione quando parliamo di "espulsioni" e grattiamo le vecchie ferite. Tutti conosciamo la situazione complicata dei Balcani, area da sempre multietnica e multiculturale con tante popolazioni che coesistevano nelle stesse zone. Anche la Grecia ha subito l' "espulsione" e la violazione dei diritti di molta sua gente che aveva una presenza forte nella ex Jugoslavia, la Bulgaria, la Romania e la Turchia (Istambul e le isole ImvrosImbroz e Tenedos per esempio) ed ha avuto "minoranze etniche" non rispettate in alcuni di questi paesi. Si potrebbe allora dire anche "povera Grecia", ma cosi' guardiamo indietro, non avanti. Movimenti forzati di popolazioni hanno purtroppo afflitto TUTTI, senza eccezione, i paesi dell' area e di questo ogni paese deve accettare le sue responsabilita'. Pero' ora le guerre sono finite. Riconosciamo le frontiere esistenti, lo status quo e i diritti individuali di tutte le persone nei Balcani che molto presto farano parte della stessa grande famiglia dell' UE, senza creare nuove rivendicazioni nazionalistiche che solo nuove sofferenze possono produrre.