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Il Kosovo E' il PROBLEMA, non un contorno che si può ignorare. E' stato già ignorato, o congelato, a Dayton, non si può ripetere due volte lo stesso errore. Il Kosovo di oggi è in una situazione legale né carne né pesce, un'economia inesistente, figlia di quest'assurdità. Ovviamente nessuno si fida a fare affari con un paese che non c'è, con un "buco nero" (e poi c'è chi s'indigna se molti kosovari si ingegnano diversamente per campare, un po' come giù da noi, dove pure lo stato c'è - o forse no?). Tutto ciò, e l'impossibilità oggettiva di reintegrare il Kosovo in Serbia rende ineluttabile la sua indipendenza (non credo sia questo un ragionamento à la Milosevic), cosa di cui molti serbi, pur non condividendola, sono ormai convinti (varie indagini lo confermano). Le difficoltà di costruire uno stato in un territorio che ha conosciuto molti traumi e dove la normalità è stata l'eccezione, aggiunge il condizionamento, o la supervisione di tale indipendenza. N.B. il Kosovo indipendente non significa in nessun modo un Kosovo chiuso ai serbi; una volta NORMALIZZATI VERAMENTE i rapporti il confine tra Kosovo e Serbia sarà invisibile. Io penso che l'ndipendenza del Kosovo è anche la migliore soluzione a lungo termine per la Serbia. Quanto all'incertezza, sai benissimo che non si può vivere per sempre nell'incertezza, meglio avere una certezza oggi (anzi due), corroborata da una ferma presenza sul luogo (per fortuna il Kosovo non è Iraq o Afghanistan) e cominciare a programmare il futu