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Caro GP, l'analogia tra Bosnia e Kosovo è alquanto infelice, la Bosnia è stata una terra multietnica a livello proprio di vicolo, o se vogliamo, di condominio. Il Kosovo è stato a maggioranza schiacciante albanese sin da quando fu annessa alla Serbia nel 1913 e il conflitto non si è mai sopito da allora, con i Serbi a cercare ad ogni modo di "bilanciare gli sfavorevoli rapporti etnici" e gli Albanesi a contrastare in tutti i modi ogni sforzo serbo in questo senso. La RS è un'entità artificiale (ripetuto fino alla noia, lo so), nata con la violenza dal disegno politico di Milosevic, mi pare che su questo non ci siano dubbi (come la Krajna, poi abbandonata al suo destino, quando il rapporto di forze si rovesciò e dalla necessità di chiudere in fretta e alla meno peggio una lunga e atroce guerra sul territorio europeo). Nel Kosovo c'è stata la violenza dello stato contro i propri cittadini (contrari allo stesso) a far precipitare irrimediabilmente la situazione. Ne consegue che l'approccio debba essere diverso, e che le ragioni dell'etica non possano facilmente soccombere a quelle di una praticità spregiudicata, dello scambio alla pari, altrimenti Milosevic e Co. risulterebbero dei visionari e non dei delinquenti. Inoltre nei Balcani, dove l'irrazionalità spesso prevale sulla ragione, le soluzioni all'apparenza più semplici (dal punto di vista di un estraneo) risultano alla fine quelle più complicate (come si fa a convincere tutti gli altri a non chiedere la revisione su base et