Silenzio dei Albanesi di sinitra?

Dove sono sparoiti gli onesti inelettuali albanesi, di sinistra? Morti o zitti nei clan?
"La guerra dopo la guerra", pubblicato da Fabio Mini,ex comandante della Kfor, nel 2002.

Nel suo libro, il generale italiano indica l'Albania settentrionale come il luogo dove sono sepolti molti serbi del Kosovo.

Milorad Trifunovic, 59 anni, profugo di Vucitrn, città non lontana da Mitrovica, dove oggi non vive più nessun serbo, racconta all'Osservatorio di essere rimasto scioccato dalla notizia dell'assoluzione di Haradinaj.

"Hanno liberato un uomo che ha scannato, ucciso, rapito, torturato, venduto organi umani. E' insieme una farsa e una tragedia. I criminali sono criminali, a prescindere dalla fede o dalla nazionalità", ha detto amareggiato Trifunovic.

Suo fratello Miroslav, minatore, è stato rapito il 22 giugno 1998, insieme ad altri otto colleghi, mentre lavoravano nella miniera di Belacevac.

Milorad oggi è il coordinatore dell'Unione delle Famiglie dei Rapiti e degli Scomparsi per il Kosovo del nord. Trifunovic afferma che le famiglie dell'associazione, fino alla liberazione dei detenuti albanesi dalle carceri serbe, nel 2001, hanno ricevuto chiari segnali da parte albanese che i propri cari erano vivi, e che si trovavano probabilmente in Albania settentrionale.

"Oggi, con la liberazione di Haradinaj, è come se ci avessero ucciso, noi e le nostre famiglie, ancora una volta", ha dichiarato Trifunovic.