@Monsieur Cassel - mi auguro tu sia almeno bellissimo

1912, - Prima Guerra Balcanica, Serbia, Bulgaria e Grecia mirano a spartirsi i territori europei dell'ex impero ottomano. Dal 1912 al 1918 l'intera regione, tra guerre balcaniche e Prima guerra mondiale, rimane in stato di guerra permanente,e vedranno il Kosovo occupato prima dai serbi, poi dagli austriaci e dai bulgari e, infine, di nuovo dai serbi. L’Albania era già uno stato indipendente.
L'intenzione della Serbia era quella di estendersi militarmente fino alla costa adriatica, a Durazzo, ma l'opposizione di Austria e Italia porterà nel dicembre del 1912 alla creazione di uno stato albanese corrispondente all'incirca a quello odierno.
Nel 1918, terminate le guerre di conquista, viene proclamato il regno jugoslavo, che a sud vede una Serbia ampliata fino a coprire l'intero Kosovo e l'intera Macedonia. Nonostante la firma di accordi internazionali per la protezione dei diritti delle minoranze, la Jugoslavia non rispetterà mai tali impegni. Nessuna scuola in albanese verrà mai aperta nei più di venti anni di dominio serbo e la regione verrà tenuta volutamente in uno stato di degrado sociale e culturale, instaurando inoltre un regime di capillare controllo poliziesco. Per il regime di Belgrado gli albanesi non hanno un'identità propria e sono solo serbi che hanno perso la loro memoria storica. Nel 1913, l'ex primo ministro serbo Djordjevic aveva addirittura scritto un opuscolo nel quale sosteneva in tutta serietà che fino a pochi decenni prima gli albanesi avessero ancora la coda.
il prof. Vasa Cubrilovic, ha redatto nel 1937 per il governo jugoslavo un piano di espulsione in massa degli albanesi dal Kosovo, affermando che "nel momento in cui la Germania può espellere decine di migliaia di ebrei, la deportazione di qualche centinaia di migliaia di albanesi non porterà certo allo scoppio di una guerra mondiale".
un episodio particolarmente tragico è avvenuto in Montenegro nel 1945, dove 1670 civili vengono chiusi in un tunnel e asfissiati con il gas. La sezione serba del Partito Comunista condanna a quei tempi gli "eccessi" nella repressione, ma non adotta alcuna misura e sui fatti verrà stesa una cortina di silenzio che durerà fino alla fine della Jugoslavia.
Un'ultima cosa, i serbi non mi hanno pagato nessun stipendio (sono albanese d'Albania), e comunque i trasferimenti alle zone depresse della Jugoslavia semmai arrivavano dalle zone più ricche (Slovenia, Croazia), e arrivavano anche alla Serbia stessa, come Repubblica meno sviluppata delle altre. Sul perchè poi il Kosovo era una zona cosi depressa ci sarebbe molto da discutere, magari in un altra sede.