x Davide

Davide,
non si tratta di smembrare la Serbia, ma di mettere agli atti un divorzio irrevocabile.
La questione religiosa si può facilmente risolvere tra Serbia e Kosovo, una volta normalizzati i rapporti, nel miglior modo possibile. Durante il dominio ottomano e fino alla 1° Guerra Mondiale per i monumenti religiosi ortodossi non c'è stato nessun problema (anzi, nel 1916 furono i bulgari, ortodossi, a trasformare il complesso di Gracanica in stalle per la cavalleria). I guai cominciano quando la religione diviene ideologia di Stato e mezzo per motivare l'appartenenza del Kosovo, non più serbo da molti secoli ormai, alla Serbia (con conseguente delegittimazione degli altri). Si dice che spesso dietro la croce si nasconde il diavolo...
Gli eventi del 2004 furono lo sfogo (pilotato?) della delusione per lo stallo della situazione che si era venuta a creare, vedendo nei Serbi la causa del blocco dell'indipendenza. E solo in seguito a tutto ciò il processo si mise in moto, ma i kosovari albanesi non potranno neanche avvicinarsi alle "zone protette di chiese e monasteri" fino a tempi migliori, e questo non sarà l'unico dazio che dovranno pagare. Poteva andare meglio? Certo che si. Con un approccio diverso, se necessario imposto, da parte di tutti e una decisione molto più tempestiva. Ahtisaari è già in grande ritardo...

Infine, la secessione SLO/HR non fu solo per cause economiche. Come ebbe ad ammettere con grande rammarico Tito nella sua ultima visita a NY (1978), non esisteva un