consiglieri

Lodo ampiamente l'articolo e la pubblicazione, che vorrò leggere. Quanto alle perplessità di Alessio sui consiglieri stranieri, conoscendo il Kosovo dal 1976 e avendone seguito da vicino le sequenze titine e milosheviane, ritengo che non ci sia nulla da scandalizzarsi, ovviamente solo se la loro presenza va in direzione dei reali bisogni di democratizzazione della vita pubblica in quel Paese. Diverso è il discorso quando si tratta di personaggi squallidi che intingono il loro pane nel brodo balcanico delle connivenze a delinquere.