Confessa chi è l'untore?

L'attentato a Rugova dimostra, o vorrebbe dimostrare chissà, che tutta una serie di misure sono inopportune, almeno in questo momento e che rischiano di aprire più problemi di quanti non ne risolvano.
Difficile, almeno per me, capire qual'è il vero livello dello scontro in atto; più facile capire che comunque questa situazione rischia ancora una volta di essere pagata dalle fascie più deboli delle popolazioni della ex-jugoslavia.
Il fatto è che anche per la scarsa informazione che, almeno in Italia, viene data sull'operato del Tribunale internazionale, molti, io fra i primi, non hanno una visione complessiva del suo operato, non credo che in una situazione quale quella attuale i giudici si trovino in difficoltà a spiegare all'Europa, gli obiettivi che si prefiggono.
Forse le reazioni, nei paesi oggetto ieri di conflitti devastanti e oggi di mandati di cattura che ne lacerano l'unità e l'identità nazionale tutto sarebbe più accettabile che la UE fosse partita dalle proprie responsabilità. Ad esempio dalle responsabilità del comandante (olandese?, non ricordo più) del contingente di stanza a Srebrenica.
O dalle responsabilità della Francia nella caduta di Vukovar e nella "miracolosa" fuga degli ustascia verso l'Erzegovina che aprì la strada ad un ben più catastrofica dimensione del conflitto tra serbi e croati.