Verità e Giustizia

Sulla reazione da parte della polizia slovena al pellegrinaggio degli esuli (tale è, e non manifestazione)si può aggiungere qualche ulteriore commento. In varie occasioni gli esuli si sono recati, in comitiva e con ampio anticipo d'informazione, nell'Istria croata, per rendere omaggio a infoibati (vedi foiba di Vines), a fucilati (vedi Cava Cise), e nei cimiteri delle cittadine istriane. MAI non è stata richiesta alcuna autorizzazione alle autorità croate, MAI la polizia croata ha tentato di impedire questi gesti di memoria. Comportamento che rende in qualche misura onore a quelle Autorità, che MAI hanno dichiarato, così viene pubblicato in questo Osservatorio "Seguiamo le mosse delle associazioni degli esuli sui loro siti on-line che sono legali e accessibili a qualsiasi utente di internet. Anche a noi".
Gli esuli chiedono pertanto alla Repubblica di Slovenia le scuse ufficiali per l'accaduto: non è possibile che in Unione Europea, la "nostra" Unione di cui la Slovenia è presidente, ci possa essere un'arbitraria interpretazione - e conseguente volontà di blocco, sanzionato - di un gesto volto soltanto alla memoria.
Gli esuli istriani non hanno mai chiesto alcuna autorizzazione, a nessuna autorità, e nessuno li hai mai bloccati, quando hanno deposto un fiore alla Risiera di San Sabba a Trieste, al Sacrario memoriale di Gonars dedicati agli internati sloveni, o nel Lager di Buchenwald. In modo analogo a nessuna organizzazione slovena è stato mai impedito, da parte di alcun