come noi oggi

Anche tra noi cresce una generazione che non sa più nulla della complessità e della delicatezza della democrazia, direi quasi: della sua estetica. Nulla dell'arte del dibattito e della mediazione costante, all'interno delle istituzioni elettive come nella vita sociale, nulla del senso e del valore degli spazi pubblici, ridotti alla passività di qualche "adunata". In buona sostanza, nulla della politica e dei suoi obbiettivi fondamentali: la pace, la convivenza libera e civile, l'uguaglianza. Dunque non è il passato a determinare il deficit di democrazia, di qualunque passato si tratti, ma la globalizzazione dei poteri, e della filosofia del potere, che è maschia, bellicosa e culturalmente povera.