Aleksa Crnjakovic sulla prima pagina di Vjesnik (6.6) sostiene che dopo la uscita dalla maggioranza del IDS (Partito democratico istriano), la stabilità del governo dipende dalle relazioni tra SDP (Partito socialdemocratico), HSLS (Partito social liberale croato) e HSS (Partito croato contadino). Problemi collegati alla costituzione delle giunte nelle grandi città - in particolare a Spalato e Fiume - potrebbero complicare queste relazioni, ma i leader dei partiti dovrebbero capire che ogni ulteriore inasprimento produrrebbe instabilità per il paese, e dunque la coalizione deve sopravvivere. In un'intervista rilasciata lo stesso giorno a Jutarnji list, il presidente del HSS e del Parlamento Zlatko Tomcic indica nel HSLS e nel suo capo Drazen Budisa la responsabilità per la crisi politica a Spalato, e annuncia che la SDP e HSS potrebbero espellere HSLS dal governo. HDZ (Unione democratica croata) però - sottolinea Tomcic - diventerà un partner sostitutivo accettabile soltanto quando supererà i problemi interni, e si trasformerà in un partito democratico.
Il presidente di HDZ Ivo Sanader si aspetta ora un periodo di instabilità al governo, frutto dei conflitti tra i diversi alleati (Vjesnik, 6. 6). Un segno di questi conflitti è rappresentato dalle dichiarazioni di Budisa (Novi list, 7.6), secondo il quale c'è da vergognarsi per i metodi comunisti che il potere attuale ha usato nel caso di Slobodna Dalmacija. Dopo il 3 gennaio il governo non è stato in grado di cambiare la situazione economica, ha aggiunto il presidente del HSLS. Budisa ha subito ottenuto appoggio da parte del vicepresidente del Parlamento Zdravko Tomac (ex-vicepresidente del SDP, oggi soltanto membro del Comitato centrale), ma anche una netta critica - seppur implicita - da parte del vicepresidente del HSLS Vilim Herman. Per quest'ultimo HSLS dovrebbe restare nel governo nonostante i suoi insuccessi mentre Budisa, se vuole restare al vertice del partito, dovrebbe cancellarne l'immagine di principale ostacolo alle riforme e di responsabile per le difficoltà dell'esecutivo.
Secondo Orlanda Obad (Jutarnji list, 8.6) HSLS si trova davanti ad una scelta: se Budisa accetta la proposta di Djurdja Adlesic su un rimpasto di governo, gli ostacoli per Racan sarebbero superiori ai suoi poteri di primo ministro. Jelena Lovric (Novi list, 8.6) aggiunge che l'instabilità della coalizione governativa dipende dal fatto che Budisa e Tomac hanno aperto all'estrema destra. La cronista teme che invece di dar loro una risposta adeguata, Racan scelga di polemizzare con il presidente della Repubblica Stipe Mesic. Questi, durante un convegno delle organizzazioni nongovernative a Zagabria, ha chiesto al governo di proseguire con le riforme in modo più incisivo e forte, perché i cittadini aspettano risultati concreti (Novi list, 7.6). Ma Racan ha subito risposto alle critiche (Slobodna Dalmacija, 9.6): chi dice che il governo non ha fatto nulla, è perché teme che l'azione del governo riesca veramente a far uscire il paese dalla crisi economica e sociale.
Racan invece non ha commentato le accuse di Budisa e Tomac; lo ha fatto però il vicepresidente del governo Goran Granic (del HSLS), respingendo la tesi di aver usato metodi comunisti. Secondo Zlatko Tomcic (intervista a Novi list, 8.6), Spalato sarà la prova decisiva per la stabilità della coalizione governativa. Da parte sua, il vicepresidente del SDP Marin Jurjevic dichiara che la federazione dalmata del partito non vede più HSLS come un partito di centro, ma di una destra che merita soltanto la rivolta permanente (Vecernji list, 12.6).
La segretaria generale del HSLS Dorica Nikolic (Jutarnji list, 9.6), nel frattempo, ha già aperto un'altra polemica dentro l'attuale maggioranza: secondo lei è assolutamente necessario che il governo risolva i problemi di malversazione all'interno dell'impresa petrolifera statale INA (si tratta di un affaire da oltre cento milioni di marchi tedeschi). Ma non tutti all'interno del HSLS sembrano lavorare contro la maggioranza: la vicepresidente del partito Djurdja Adlesic, infatti, dichiara la sua contrarietà alla scelta di seguire IDS e di passare all'opposizione. Spiega inoltre le recenti dure dichiarazioni di Budisa come una sua reazione alle accuse di essere un nazionalista di destra; a suo avviso, le elezioni straordinarie non sono ancora inevitabili.

ELEZIONI STRAORDINARIE?
L'uscita di HSLS dalla maggioranza di governo significherebbe elezioni parlamentari anticipate. Sanja Modric (Jutarnji list, 6.6) sostiene che ciò è ormai inevitabile: anche Racan ha dichiarato che le elezioni straordinarie si possono evitare soltanto se si trova una diversa via d'uscita, senza spiegare però quale potrebbe essere questa via se non quella del rinnovamento economico. Ma Racan finora ha perso troppo tempo, e ha sempre temute le accuse di "revanscismo". Secondo la cronista neanche un'ottima stagione turistica potrebbe evitare le elezioni anticipate. Anche il presidente del IDS Ivan Jakovcic pensa che le elezioni straordinarie siano inevitabili perché l'uscita del suo partito dal governo ha cambiato la scena politica, e se ne attende la convocazione per i primi mesi dell'anno prossimo (Vecernji list, 6.6).
Al contrario Igor Dekanic, consigliere del presidente Mesic (Jutarnji list, 7.6), sostiene che la coalizione di pentapartito sia in grado di sopravvivere, e che non saranno necessarie nuove votazioni (ricordiamo che soltanto il presidente della Repubblica può indire le elezioni).
Secondo Dekanic è evidente che SDP si aspetta di uscire rafforzato da eventuali elezioni straordinarie, specialmente se andrà in porto l'alleanza con HSS. Anche HNS secondo le analisi dell'ufficio presidenziale sarebbe favorevole alle elezioni. Zlatko Tomcic dichiara (in un'intervista rilasciata a Vjesnik, 10.6) che le elezioni anticipate sono necessarie soltanto se entro l'autunno non sarà visibile l'avvio di un rinnovamento economico o alcuni segnali di superamento della crisi economico-sociale. "Noi siamo un partito responsabile, e perciò se non si vedranno questi segnali indiremo noi stessi le elezioni straordinarie; comunque di elezioni non è il caso di parlare prima dell'autunno" sottolinea Tomcic. Alcuni giorni dopo sempre Tomcic dichiara che dopo tutte le sparate dei partner di governo, è assolutamente necessario cercare un compromesso; se però non sarà possibile superare i problemi interni, l'unica soluzione resterà sciogliere l'alleanza con HSLS (Vecernji list, 12.6).

VERSO LO SCIOLIMENTO DEL HSLS?
Secondo Nino Djula (Jutarnji list, 9.6) è in corso un processo di dissoluzione del HSLS, il secondo partito della coalizione governativa. Il conflitto interno principale non è però di natura politica, ma di rapporto tra alcuni funzionari - come Goran Granic e altri -soddisfatti per le posizioni di potere acquisite, e altri che si sentono emarginati. Questi ultimi sostengono la necessità di criticare il governo attuale, e vogliono collaborare con HDZ e la destra radicale (tra essi Budisa).
E i conflitti interni si stanno intensificando: la federazione del HSLS di Koprivnica ad esempio ha chiesto le dimissioni del presidente Budisa, mentre a Virovitica si prepara la conferenza dei presidenti delle federazioni del partito che potrebbe sancire la dissoluzione del partito tra destra (meridionale) e centro (federazioni settentrionali), su spinta delle forze liberali interne che non tollerano più l'attuale orientamento favorevole alla destra (Vecernji list, 12.6).

16/06/2001 -  Anonymous User

Aleksa Crnjakovic sulla prima pagina di Vjesnik (6.6) sostiene che dopo la uscita dalla maggioranza del IDS (Partito democratico istriano), la stabilità del governo dipende dalle relazioni tra SDP (Partito socialdemocratico), HSLS (Partito social liberale croato) e HSS (Partito croato contadino). Problemi collegati alla costituzione delle giunte nelle grandi città - in particolare a Spalato e Fiume - potrebbero complicare queste relazioni, ma i leader dei partiti dovrebbero capire che ogni ulteriore inasprimento produrrebbe instabilità per il paese, e dunque la coalizione deve sopravvivere. In un'intervista rilasciata lo stesso giorno a Jutarnji list, il presidente del HSS e del Parlamento Zlatko Tomcic indica nel HSLS e nel suo capo Drazen Budisa la responsabilità per la crisi politica a Spalato, e annuncia che la SDP e HSS potrebbero espellere HSLS dal governo. HDZ (Unione democratica croata) però - sottolinea Tomcic - diventerà un partner sostitutivo accettabile soltanto quando supererà i problemi interni, e si trasformerà in un partito democratico.
Il presidente di HDZ Ivo Sanader si aspetta ora un periodo di instabilità al governo, frutto dei conflitti tra i diversi alleati (Vjesnik, 6. 6). Un segno di questi conflitti è rappresentato dalle dichiarazioni di Budisa (Novi list, 7.6), secondo il quale c'è da vergognarsi per i metodi comunisti che il potere attuale ha usato nel caso di Slobodna Dalmacija. Dopo il 3 gennaio il governo non è stato in grado di cambiare la situazione economica, ha aggiunto il presidente del HSLS. Budisa ha subito ottenuto appoggio da parte del vicepresidente del Parlamento Zdravko Tomac (ex-vicepresidente del SDP, oggi soltanto membro del Comitato centrale), ma anche una netta critica - seppur implicita - da parte del vicepresidente del HSLS Vilim Herman. Per quest'ultimo HSLS dovrebbe restare nel governo nonostante i suoi insuccessi mentre Budisa, se vuole restare al vertice del partito, dovrebbe cancellarne l'immagine di principale ostacolo alle riforme e di responsabile per le difficoltà dell'esecutivo.
Secondo Orlanda Obad (Jutarnji list, 8.6) HSLS si trova davanti ad una scelta: se Budisa accetta la proposta di Djurdja Adlesic su un rimpasto di governo, gli ostacoli per Racan sarebbero superiori ai suoi poteri di primo ministro. Jelena Lovric (Novi list, 8.6) aggiunge che l'instabilità della coalizione governativa dipende dal fatto che Budisa e Tomac hanno aperto all'estrema destra. La cronista teme che invece di dar loro una risposta adeguata, Racan scelga di polemizzare con il presidente della Repubblica Stipe Mesic. Questi, durante un convegno delle organizzazioni nongovernative a Zagabria, ha chiesto al governo di proseguire con le riforme in modo più incisivo e forte, perché i cittadini aspettano risultati concreti (Novi list, 7.6). Ma Racan ha subito risposto alle critiche (Slobodna Dalmacija, 9.6): chi dice che il governo non ha fatto nulla, è perché teme che l'azione del governo riesca veramente a far uscire il paese dalla crisi economica e sociale.
Racan invece non ha commentato le accuse di Budisa e Tomac; lo ha fatto però il vicepresidente del governo Goran Granic (del HSLS), respingendo la tesi di aver usato metodi comunisti. Secondo Zlatko Tomcic (intervista a Novi list, 8.6), Spalato sarà la prova decisiva per la stabilità della coalizione governativa. Da parte sua, il vicepresidente del SDP Marin Jurjevic dichiara che la federazione dalmata del partito non vede più HSLS come un partito di centro, ma di una destra che merita soltanto la rivolta permanente (Vecernji list, 12.6).
La segretaria generale del HSLS Dorica Nikolic (Jutarnji list, 9.6), nel frattempo, ha già aperto un'altra polemica dentro l'attuale maggioranza: secondo lei è assolutamente necessario che il governo risolva i problemi di malversazione all'interno dell'impresa petrolifera statale INA (si tratta di un affaire da oltre cento milioni di marchi tedeschi). Ma non tutti all'interno del HSLS sembrano lavorare contro la maggioranza: la vicepresidente del partito Djurdja Adlesic, infatti, dichiara la sua contrarietà alla scelta di seguire IDS e di passare all'opposizione. Spiega inoltre le recenti dure dichiarazioni di Budisa come una sua reazione alle accuse di essere un nazionalista di destra; a suo avviso, le elezioni straordinarie non sono ancora inevitabili.

ELEZIONI STRAORDINARIE?
L'uscita di HSLS dalla maggioranza di governo significherebbe elezioni parlamentari anticipate. Sanja Modric (Jutarnji list, 6.6) sostiene che ciò è ormai inevitabile: anche Racan ha dichiarato che le elezioni straordinarie si possono evitare soltanto se si trova una diversa via d'uscita, senza spiegare però quale potrebbe essere questa via se non quella del rinnovamento economico. Ma Racan finora ha perso troppo tempo, e ha sempre temute le accuse di "revanscismo". Secondo la cronista neanche un'ottima stagione turistica potrebbe evitare le elezioni anticipate. Anche il presidente del IDS Ivan Jakovcic pensa che le elezioni straordinarie siano inevitabili perché l'uscita del suo partito dal governo ha cambiato la scena politica, e se ne attende la convocazione per i primi mesi dell'anno prossimo (Vecernji list, 6.6).
Al contrario Igor Dekanic, consigliere del presidente Mesic (Jutarnji list, 7.6), sostiene che la coalizione di pentapartito sia in grado di sopravvivere, e che non saranno necessarie nuove votazioni (ricordiamo che soltanto il presidente della Repubblica può indire le elezioni).
Secondo Dekanic è evidente che SDP si aspetta di uscire rafforzato da eventuali elezioni straordinarie, specialmente se andrà in porto l'alleanza con HSS. Anche HNS secondo le analisi dell'ufficio presidenziale sarebbe favorevole alle elezioni. Zlatko Tomcic dichiara (in un'intervista rilasciata a Vjesnik, 10.6) che le elezioni anticipate sono necessarie soltanto se entro l'autunno non sarà visibile l'avvio di un rinnovamento economico o alcuni segnali di superamento della crisi economico-sociale. "Noi siamo un partito responsabile, e perciò se non si vedranno questi segnali indiremo noi stessi le elezioni straordinarie; comunque di elezioni non è il caso di parlare prima dell'autunno" sottolinea Tomcic. Alcuni giorni dopo sempre Tomcic dichiara che dopo tutte le sparate dei partner di governo, è assolutamente necessario cercare un compromesso; se però non sarà possibile superare i problemi interni, l'unica soluzione resterà sciogliere l'alleanza con HSLS (Vecernji list, 12.6).

VERSO LO SCIOLIMENTO DEL HSLS?
Secondo Nino Djula (Jutarnji list, 9.6) è in corso un processo di dissoluzione del HSLS, il secondo partito della coalizione governativa. Il conflitto interno principale non è però di natura politica, ma di rapporto tra alcuni funzionari - come Goran Granic e altri -soddisfatti per le posizioni di potere acquisite, e altri che si sentono emarginati. Questi ultimi sostengono la necessità di criticare il governo attuale, e vogliono collaborare con HDZ e la destra radicale (tra essi Budisa).
E i conflitti interni si stanno intensificando: la federazione del HSLS di Koprivnica ad esempio ha chiesto le dimissioni del presidente Budisa, mentre a Virovitica si prepara la conferenza dei presidenti delle federazioni del partito che potrebbe sancire la dissoluzione del partito tra destra (meridionale) e centro (federazioni settentrionali), su spinta delle forze liberali interne che non tollerano più l'attuale orientamento favorevole alla destra (Vecernji list, 12.6).


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