Tristi novità inerenti i Balcani! @ tutti!!! Parte (2)

Tito vietò poi che di questi orrori si parlasse. Temeva il risorgere dell'odio tra i popoli iugoslavi. "Fratellanza ed unità" fù lo slogan del regime. In veritàtutti seppero e ricordarono. Forse Tito non ebbe i mezzi per elaborare i lutti della guerra. La grammatica della riconciliazione e del perdono non fù nella sua cultura. La storia venne congelata fino al riemergere virulenta con le guerre iugoslave degli anni '90. Oggi nei Balcani si parla liberamente dei fatti della Seconda Guerra Mondiale ma la memoria è distorta, manipolata, non rappacifica bensì rinfocola l'inimicizia. Il fatto è che i Balcani tutti usano la memoria per esaltare quasi unicamente le proprie vittorie e per negare quelle altrui. Questa non è memoria storica, che per sua natura dovrebbe essere condivisa dalle diverse parti interessate e così placare i risentimenti, una patologia della memoria che esalta le offese ricevute e nega i dolori inflitti, istigando così all'odio. Una recente "dichiarazionesul genocidio" di serbi, ebrei, e rom nella Croazia della Seconda Guerra Mondiale conferma che nei Balcani i fantasmi del passato permangono inalterati a minare la convivenza tra i popoli. (Continua).........