se la Croazia...

Mi pare che la deriva nazionalistica in Croazia sia già una realtà, e non possa comunque acuirsi in seguito allo slittamento dei negoziati per l'ingresso della Croazia in Europa. Personalmente, sono contrario all'entrata nell'UE di un Paese in cui un efferato criminale comune (ricordo che Gotovina è già stato condannato per gravi reati in Francia, che non è certo uno stato totalitario) viene considerato da larga parte della popolazione croata addirittura un eroe nazionale. Tra l'altro, se è veramente un eroe, perchè non si consegna spontaneamente al Tribunale, che, non dimetichiamolo, pur con tutti i limiti del caso, resta comunque un'emanazione di Paesi sicuramente più democratici della Croazia? Perchè non si reca all'Aia a raccontare ciò che ha da raccontare, rimettendosi al giudizio delle maggiori democrazie mondiali? Più che un eroe, mi pare uno che debba nascondere qualcosa. L'ingresso in Europa, per quanto mi concerne, non è un obbligo per nessuno degli Stati facenti parte della ex Jugoslavia, e noi dovremmo smetterla di corteggiare, per mere ragioni commerciali, Stati palesemente impreparati a farne parte. L'Unione Europea ha indubbiamente delle pecche, ma uno dei meriti è senz'altro quello di creare coesione e organicità tra gli Sati membri, gettando le basi per una convivenza prospera e soprattutto pacifica. Siamo sicuri che l'ingresso di questa Croazia non mini i futuri equilibri tra gli attuali partecipanti, e, soprattutto, tra gli Stati che desiderano entrarvi prossimamente? Tra i due mali (la presunta deriva nazionalistica croata e l'aumento di tensioni in seno all'UE a seguito di un eventuale ingresso croato), io scelgo quello minore. La Croazia, temendo il giudizio del Tribunale Internazionale, dimostra semplicemente di non essere pronta per la Comunità Europea, che invece ha sempre difeso e incoraggiato le attività e le inchieste del Tribunale stesso. Ne riparleremo quando la volontà di riappacificazione con gli Stati confinanti (scordando le nefandezze compiute da ognuno, e contribuendo ad assicurare alla giustizia internazionale chiunque -serbo, croato, musulmano- sia sospettato di crimini) sarà più matura. Se manca la serenità per accettare che un croato sia giudicato da un Tribunale, lo ripeto, fortemente voluto e istituito con il contributo di tutti i membri dell'UE, non vedo come possano cominciare i negoziati. Ci troviamo a mio modesto avviso in assenza dei requisiti minimi per cominciare un dialogo con un Paese "amico".