"La morte è una voce non documentata"

Il libro mi è piaciuto molto. I suoi primi due film sono stati sempre considerati le idee di Sidran, ed era interessante leggere la storia familiare di Kusturica e trovare tutti i riferimenti dei miei film preferiti. Il libro finisce con 1996, è descritto il suo incontro con Milosevic, però manca il suo supporto a noi durante le proteste contro Milosevic 1996/7 per avere un quadro più completo. Ero nel pubblico durante il suo discorso, nell’epoca molto importante, proprio perchè stava adottando una retorica nazionalista serba. Personalmente, la sua scelta di Belgrado durante gli anni bui mi sembrava sempre condizionata dal suo lavoro (tutti gli attori principali dei suoi film fino alla guerra erano di Belgrado, ed un tentativo di fare il film americano nel 1993 era un grande fallimento) più che il motivo politico (pacifismo è una cosa, tradimento altra).La sua nuova retorica mi sembrava sempre la copertura della sua scelta artistica. In questo senso il libro non mi ha proprio convinta.