la nostra Costituzione spiegata agli "esterni"

La riforma della Costituzione croata fatta da Tudjman nel dicembre 90 declassava i 600.000 serbi di croazia a minoranza etnica, non era solo la gente a trattarli da cittadini di serie B, ma il governo. La riforma era incostituzionale perché sia la Costituzione della SFR Jugoslavia che della SR Croazia non faceva né ammetteva discriminazioni etniche. I serbi sono stati riconosciuti popolo costituente in Croazia nel 1867 previa votazione Parlamento di Zagabria.
La secessione unilaterale ledeva le Costituzioni che permettevano si la secessione, ma NON UNILATERALE: l’art. 4 diceva che “popoli e nazionalità hanno uguali diritti” (era pertanto illegale declassare per legge 600.000 persone a minoranza etnica), l’art 5 diceva che le frontiere della SRFY non possono essere modificate senza il consenso delle Repubbliche e delle Province Autonome. Inoltre il referendum non fu per la secessione, ma per ‘l’autonomia in una Confederazione per risolvere la crisi statale della SFRJ’. Fino all’estate 91 le stesse Slovenia e Croazia parlavano di Confederazione, non di secessione: a primavera, dopo i referendum, presentarono il documento congiunto “Unione delle Rupubbliche Yugoslave” con la loro proposta confederale. Una simile proposta la presentò in quel periodo Ante Markovic. Il referendum non era per la secessione. A Osijek e Vukovar nel 91 i paramilitari ustascia hanno commesso violenze sui civili serbi, anche questa è storia, proprio in questi giorni stanno facendo i processi in Croazia. In pratica, per essere costituzionale, si doveva fare un referendum esplicitamente per la secessione, concordato con tutti, il cui risultato doveva essere accettato da tutte le entità federali.