progetti per superare le divisioni

E' terribile vedere quali frutti velenosi abbiano prodotto le ultime guerre nella penisola balcanica, che sono state, e restano, non dimentichiamocelo mai, guerre in Europa.
Allora, vogliamo imparare, almeno un po', almeno questa volta, da questa immane, ennesima tragedia? Primo insegnamento, mi sembra: le chiusure nelle proprie convinzioni ed il rifiuto di dialogare con gli altri sono premessa alla guerra, e la guerra, così, come la evitiamo? Allora, secondo insegnamento: bisogna lavorare a superare le chiusure nel recinto delle proprie convinzioni, siano esse religiose o politiche o d'altra natura, altrimenti non usciamo dal circolo vizioso. Per avere una qualche speranza di riuscire ad avviare questo processo, mi sembra indispensabile che, per quanto riguarda la religione, occorre che ognuna di esse, tutte, senza distinzione alcuna, cominci ad usare il linguaggio della fratellanza fra gli uomini, a riconoscere che ognuno ha diritto di pensare al rapporto con l'ultraterreno come meglio crede, rispettando ognuno le convinzioni dell'altro in proposito e senza fare di esse motivo per non rispettarsi e non collaborare, da cittadini dello stesso paese, per l'equa distribuzione della ricchezza ed il bene comune, condiviso. E ciò, pur brevemente descritto, per il semplice motivo, che è ora di riconoscere, e comportarsi di conseguenza, che non si può che vivere insieme, o, altrimenti, si muore assieme, di guerre senza fine. Su progetti a questi fini tornerò (qui finisce lo spazio)