risposta x JS

Pensavo di averla già data: non ho una posizione chiusa sullo status della RS. Al tempo stesso non credo che quei territori siano "le patria dei serbi". Erano territori profondamente bosniaci ossia abitati da musulmani e ortodossi, per cui prima di ridefinire lo status si dovrebbe avere un ragionevole e cospicuo ritorno di profughi alle loro case e terreni. Di tendenza mi colloco tra gli stupidi che ancora sperano in una Bosnia multiculturale, e se ne fregano dei propositi massimalisti del nazionalismo serbo pensando che una nuova transistria nel cuore dei balcani non giovi a nessuno, nemmeno a chi ci vive. La Serbia (quella vera) vuole annettersi un territorio che non fa parte dei sui confini storici, ripulito etnicamente da metà del suo popolo, tradizione e cultura? Non mi risulta, e sospetto non convenga ai capoccia eredi di Plavsic/Karadzic che vivono discretamente con i loro feudi clanici (a prescindere dalla loro retorica).
P.S. Di serbi a Sarajevo qualcuno c'è ancora, persino religiosi, e sopratutto qualche "traditore" che decise di difendere la città da quelli che l'assiedarono e bombardarono per anni, tra l'altro distruggendo uno dei grandi patrimoni dell'umanità, la sua biblioteca.