per AleksPG (parte2)

se al potere ci fosse andato un Boban o un Karadžic, non temere. Il nostro paese era la Jugoslavija, non la BiH. Ora, la disgregazione del paese è iniziata con le continue rivolte albanesi in Kosovo (a volte giustificate, altre volte assolutamente gratuite e ipocrite) negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, che hanno servito su un piatto d'argento a Miloševic la presidenza della Serbia. Ma cosa successe dopo? Si staccò prima la Slovenia, per l'indipendenza del popolo sloveno. Fu poi la volta della Croazia, per l'indipendenza del popolo croato. Tuttavia Tudjman non tenne minimamente in conto il fatto che nella repubblica croata vivevano anche migliaia di serbi, che come dice giustamente Jasmina saranno stati certamente terrorizzati all'idea di dover trovarsi a vivere dall'oggi al domani in un paese il cui presidente stava mettendo in atto un preoccupante recupero di simboli ustaša e di retorica ultra-nazionalista. Che poi i serbi commisero anche loro enormi errori è senz'altro vero, che l'aggressione successiva alla Croazia fu di una brutalità ingiustificabile è ancora più vero. Ma nessuno tenne conto del sentimento della minoranza serba PRIMA dell'aggressione dell'Armata Popolare alla Croazia (ti ricordo che Tudjman era al potere già dall'anno prima). Lo stesso, in modo forse ancor più drammatico, lo si deve dire in relazione alla BiH. Tra i serbo-bosniaci, ma in misura minore anche tra noi croati, al ricordo terribile della Seconda Guerra Mondiale si deve aggiungere quello