per jasmina

Jasmina, guarda che ti sbagli.
Il generale Divjak, persona di straordinaria umanità, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente, è stato tutt'altro che dalla parte giusta della barricata.
E' stato un serbo che ha deciso di restare a difesa della sua città d'adozione, Sarajevo, e di contrastare la follia che imperversava da entrambe le parti.
Il risultato del suo coraggio è stato che i serbi nazionalisti l'hanno bollato come un traditore e i generali bosniaci come uno di cui non ci si poteva fidare (infatti alla fine quel cervello di gallina di Izetbegovich lo ha messo da parte).
E' un uomo che ha pagato in prima persona la difesa dei suoi ideali, ed è per questo che è così amato dai bosniaci (anche serbi, perché non esistono mica solo serbi nazionalisti).
Certo è che se si continuerà a ragionare secondo schemi manicheisti come i tuoi non ci basterà un milione di persone come Divjak per sperare in un avvenire migliore.