2 maggio

Infatti sono morti 5 soldati e una donna (tra l’altro bosniaca). I cinque morti sono 3 ufficiali e 2 soldati semplici. Inoltre vi furono una quindicina di feriti. Molti furono fatti prigionieri, ma poi rilasciati – senza eccezione alcuna. Sulla lista dei 42 morti ci sono i nomi di soldati morti nei giorni successivi in varie e numerose battaglie intorno a Sarajevo. Alcuni sono morti addirittura a metà giugno, oltre un mese e mezzo dopo il 2 maggio. Questi dati derivano in ultimo momento dal Tribunale di Londra ed in primo momento dalle dichiarazioni del Generale Kukanjac, che era a capo della colonna JNA in uscita da Sarajevo. Tali dichiarazioni possono essere consultate in numerosi documenti e filmati. Eccone uno, per esempio: http://www.youtube.com/user/PLBlH#p/u/1/YKOajd7jlz8 .
Va ricordato che la Bosnia aveva proclamato la propria indipendenza mesi prima, in seguito ad un referendum democratico. Quindi la JNA era un esercito occupatore, usurpatore, aggressore, chiamatelo come vi pare. Va detto che già nei giorni precedenti Sarajevo era bombardata dai carri armati e artiglieria varia, ovviamente tutta proveniente dalla JNA. Qui è proposta la celeberrima scena della granata che esplode in pieno centro di Sarajevo, sull’incrocio della Dalmatinska e la Via di Maresciallo Tito. http://www.youtube.com/watch?v=9siVsw2_F9Y&feature=related . Sparata ovviamente da qualche postazione della JNA delle colline circostanti. Postazioni prese mesi prima, secondo progetti ben elaborati. Va detto che tutti i soldati nella colonna erano militari armati, nessuno escluso. Pertanto si è trattato di una battaglia, conflitto bellico, chiamatela come vi pare. Qualsiasi tribunale del mondo arriverà a queste conclusioni. Il Generale Divjak aveva intuito i piani dell’esercito jugoslavo che ormai era completamente nelle mani dei serbi estremisti, seguaci di Milosevic. E non ci stava ad eseguire gli ordini finalizzati alla creazione della Grande Serbia. Un ribelle e sporco traditore negli occhi della maggioranza dei serbi. Un uomo vero, giusto ed onesto negli occhi del resto del mondo, italiani compresi.