T.D.Francesco

segue:
"e una nota
diplomatica di cinque ambasciatori occidentali, tra cui l'Italia, a Belgrado
accusata di "intromissione". Il primo ministro serbo Vojislav Kostunica ha
reagito alle dimissioni di Spiric, affermando che dovrebbe essere invece
Lajcak a dimettersi: "L'alto rappresentante Miroslav Lajcak - ha detto - è
responsabile della crisi in Bosnia-Erzegovina e sarebbe naturale che si
dimettesse, anziché aggravare la situazione con le sue misure". Alla fine il
governo serbo ha rimandato al mittente le proteste formalizzate dai cinque
ambasciatori dell'Unione europea, rivendicando il suo buon diritto, in
quanto paese co-firmatario di questi trattati internazionali formalmente
ereditati dall'ex Jugoslavia, a chiedere il rispetto sia degli accordi di
Dayton (che garantiscono funzione di stato autonomo alla Repubblica dei
serbi di Bosnia), sia della risoluzione Onu 1244, che assunse la pace di
Kumanovo del giugno 1999, che confermava la sovranità di Belgrado sulla
provincia del Kosovo a maggioranza albanese."
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