13 febbraio 2020

L'ECFR appoggia il nuovo approccio all'allargamento presentato dalla Commissione europea: potrebbe trattarsi della strada giusta per facilitare l'ingresso in UE dei paesi dei Balcani occidentali

Fonte: ECFR (www.ecfr.eu)

ECFR accoglie con entusiasmo le modifiche proposte dall'Unione Europea ai negoziati con i paesi in via di adesione. Dopo che il Presidente francese Macron ha bloccato quasi da solo i negoziati di adesione con Albania e Macedonia del Nord nell’ottobre 2019, questo nuovo approccio potrebbe spianare la strada per l'adesione nell’UE di sei paesi dei Balcani occidentali.

La proposta sottolinea la necessità per i sei Paesi di attuare riforme dello stato di diritto, migliorare i sistemi di monitoraggio del processo di riforma e rendere tale processo reversibile. Presenta inoltre un meccanismo per raggruppare i capitoli di negoziato in sei gruppi tematici.

Il recente lavoro di ECFR sull'allargamento si è concentrato su diversi spunti, che si riflettono nel nuovo approccio della Commissione europea:

  • L'UE dovrebbe impegnarsi a portare avanti un dialogo politico ad alto livello con i paesi in via di adesione attraverso regolari vertici UE-Balcani occidentali e intensificando i contatti ministeriali, soprattutto nelle aree in cui l'allineamento procede bene e i paesi soddisfano i criteri chiave.
       
  • I candidati all'adesione potrebbero partecipare in qualità di osservatori alle riunioni chiave dell'UE su questioni per loro rilevanti.
       
  • Gli Stati membri dovrebbero assumersi la loro giusta parte di responsabilità nel processo in quanto avranno l'opportunità di esaminare e monitorare più regolarmente i progressi complessivi. Tuttavia, anche senza il loro impegno attivo, il processo non dovrebbe diventare né più politico né più burocratico.
       
  • Tutti gli organismi previsti dall'Accordo di stabilizzazione e associazione dovrebbero concentrarsi maggiormente su questioni politiche e riforme chiave, consentendo un effettivo dialogo politico. La definizione delle priorità dei criteri di Copenaghen sarà la chiave per lo sviluppo democratico a lungo termine dei sei paesi.

La proposta della Commissione segue da vicino un non-paper francese che fa riferimento a una pubblicazione a cura di Milica Delevic, consigliera di ECFR, e Tena Prelec, politologa dell'Università di Oxford. Nel documento, le autrici sostengono come Bruxelles abbia urgente bisogno di un nuovo approccio all'allargamento dell'UE e di come il processo di allargamento necessiti di una riforma profonda e di vasta portata.

"La proposta della Commissione è un ragionevole tentativo di superare il blocco dopo il recente veto di Macron. Per la prima volta in molti anni, stanno emergendo nuove opzioni per l'approccio dell'UE - e un reale interesse verso i Balcani occidentali. Vi è ora l'opportunità di rivedere il processo di allargamento e di aumentarne l'efficacia. Siamo lieti che siano state prese in considerazione le idee rilevanti dei nostri membri del Consiglio come Milica Delevic", ha commentato la Vice Direttrice di ECFR Vessela Tcherneva.

Perché per ECFR un nuovo approccio all'allargamento è necessario:

  • A differenza dell'Europa centrale, i Balcani occidentali sono stati per lungo tempo in fondo all’agenda di allargamento dell'UE, soprattutto da quando la crisi finanziaria e quella migratoria hanno colpito l'Europa.
       
  • Nei Balcani occidentali, la promessa della libertà di circolazione e di nuovi investimenti esteri ha perso credibilità. Nel frattempo, il progresso delle riforme è rimasto lento e disomogeneo e, negli     ultimi anni, ha subito alcune significative inversioni di tendenza. A causa di queste tendenze che si rafforzano reciprocamente, il processo di adesione ha perso slancio.
       
  • Gli sforzi della Commissione Europea per mantenere vivo il processo, suddividendolo in fasi sempre più piccole, rimangono poco convincenti.
       
  • L'UE ha posticipato la prospettiva dell’adesione fino a trasformarla in un sogno impossibile, con l’apertura dei vari capitoli, visto quasi come un rituale sterile, finalizzato a spuntare le caselle ma presto trasformatosi in uno scambio reciproco di ipocrisia.