BIBLIOGRAFIA
A.BLANC (1976), L'Europa socialista, ed. italiana a cura di E. Bianchi, Franco Angeli, Milano, 330 pag.
Classico della geografia umana degli anni '70, fornisce una panoramica dei problemi geografici dei paesi dell'Europa Orientale, che con l'Unione Sovietica condividevano il modello socialista. L'autore dimostra come le diverse organizzazioni territoriali dei paesi studiati riflettano difformi interpretazioni date ai principi del socialismo.
Blanc studia le strutture del Comecon, la geografia delle popolazioni e delle produzioni, le forme di pianificazione territoriale e i modi di intendere la natura e le funzioni della regionalità. Individua così alcune chiavi di lettura per analizzare lo spazio: la montagna, le zone costiere, il Danubio, ma anche l'industria e la città.
Opera importante per capire meglio le problematiche di oggi e per avere un quadro dell'Europa Orientale negli anni '70.

B.CORI (1989), L'Europa Orientale e l'Unione Sovietica, Utet, Torino, 2 Voll.
L'opera in due volumi, coordinata da Cori, vede contributi di altri due autori italiani e di tre autori dell'Europa Orientale. Si tratta di un classico degli anni '80, che ha avuto la sfortuna di essere edito nel 1989 divenendo immediatamente "superato". L'autore propone una lettura "continentale" dei paesi socialisti dell'Europa Orientale e dell'Unione Sovietica.
La cartografia tematica propone più volte la dimensione di un territorio che spazia dall'Adriatico al mare di Bering. Lo studio apre con un capitolo sulle unità e diversità di un'area immensa per affrontare poi le questioni dell'ambiente naturale, le attività economiche e le strutture politiche, le grandi trasformazioni, i popoli e le culture, la popolazione e gli insediamenti. L'analisi viene sempre condotta su due scale macroregionali: l'Europa Orientale e l'Unione Sovietica.
La penisola Balcanica quindi è vista all'interno della gerarchia territoriale dell'Europa Orientale. Anche l'analisi delle componenti naturali evidenzia una serie di costanti: il clima, le pianure, il bacino idrografico Danubiano, le catene montuose: non solo Balcani, ma anche Alpi Dinariche e Carpazi. La ricca dotazione di foto e cartografia tematica rende il lavoro di agile consultazione. Si tratta di un lavoro importante per capire meglio gli anni '90.
D.HALL, D.DANTA (1996), Reconstructing the Balkans. A geography of the New Southeast Europe - JOHN WILEY and SONS, Chichester, England, 260 pag.
L'opera fornisce una sintesi dei rapidi e complessi cambiamenti della geografia umana dei Balcani, occorsi dopo la frammentazione della Yugoslavia, i conflitti etnici, la creazione di nuovi stati come la Slovenia e la trasformazione di stati esistenti come l'Albania. Gli autori esaminano il ruolo del nazionalismo e dell'etnicità nella regione, e forniscono una spiegazione delle radici storiche e geografiche degli attuali conflitti. Insistono quindi molto sui concetti di distruzione, decostruzione, ricostruzione e ristrutturazione, sottolineando la necessità di un riconcettualizzazione, a partire dal definire cosa siano in realtà i Balcani.

F.W. CARTER, D.TURNOCK (1993), Environmental problems in Eastern Europe, ROUTLEDGE, London, England, 291 pag.
Il libro analizza le maggiori problematiche ambientali e il conseguente calo della qualità della vita a livello regionale e di singolo Paese. Esaminando l'inquinamento di aria, acqua, suolo e vegetazione, il problema dei rifiuti, dell'energia nucleare e delle scorie, gli autori valutano l'impatto sull'ambiente umano e il ruolo della legislazione, dei movimenti politici e delle ONG, della cooperazione internazionale e dell'educazione nella ricerca di soluzioni ai problemi ambientali.
Il testo fotografa con esemplare chiarezza la situazione ambientale della regione dei Balcani della prima metà degli anni '90, dopo la caduta del muro di Berlino e prima dei recenti conflitti, presentando casi studio di diversi paesi: Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria, ex-Yugoslavia.

UNEP, UNCHS (1999),The Kosovo Conflict, Consequences for the Environment and the Human Settlement, First published in Switzerland in 1999 by the United Nations Environment Programme and the United Nations Centre for Human Settlements (Habitat), 104 pag.
Il rapporto rappresenta il lavoro finale della Balkan Taske Force, voluta dall'UNEP e dall'UNCHS per realizzare una tempestiva e dettagliata valutazione degli impatti del conflitto in Kosovo sull'ambiente e sugli insediamenti umani.
La missione ha visto la partecipazione di circa sessanta esperti, provenienti da sei agenzie delle Nazioni Unite, 19 paesi e 26 ONG e istituzioni scientifiche.
Il team interdisciplinare e internazionale ha portato a termine quattro missioni sul campo e uno studio di impatto:
- conseguenze ambientali delle incursioni aree sui siti industriali;
- conseguenze ambientali sul fiume Danubio;
- conseguenze sulla biodiversità in aree protette;
- conseguenze per gli insediamenti umani e per l'ambiente in Kosovo;
- possibile uso di armi all'uranio impoverito in Kosovo.
Il lavoro è corredato da una dettagliata cronologia degli eventi del conflitto, un'interessante cartografia e un'esauriente bibliografia sull'argomento.
I risultati delle missioni sul campo e degli studi d'impatto sono disponibili in rete all'indirizzo http://www.grid.unep.ch/btf/final/index.html.

UNITED NATIONS ENVIRONMENT PROGRAMME (UNEP)/ OFFICE FOR THE CO-ORDINATION OF HUMANITARIAN AFFAIRS (OCHA) (a cura), Cyanide Spill at Baia Mare Romania, Assesment Mission, Romania, Hungary, Federal Republic of Yugoslavia, 23 February-6 March, REPORT, Geneva, March 2000, 57 pag.
Il 30 Gennaio 2000, in seguito a una falla nel bacino delle acque di scarto della miniera aurica di Baia Mare, si è verificata una consistente fuoriuscita di acque ricche in cianuro nel sistema fluviale della Romania nord occidentale. I contaminanti hanno viaggiato nel fiume Somes, nel fiume Tisza e nel Danubio, prima di raggiungere il Mar nero.
Dietro richiesta dei governi di Ungheria, Romania e Repubblica Federale Yugoslava, e dopo la consultazione del Commissario Europeo all'ambiente Margot Wallstrom e dell'ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari (OCHA), Klaus Toepfer, Direttore Esecutivo dell'UNEP, ha annunciato il 18 febbraio 2000 la creazione di un team di esperti internazionali con il compito di valutare i danni ambientali del disastro.
La missione si è svolta dal 23 febbraio al 6 marzo e i risultati sono disponibili all'indirizzo WEB http://www.unep.ch/roe/baiamare.htm.

THE REGIONAL ENVIRONMENT CENTRE (REC) FOR CENTRAL AND EASTERN EUROPE (a cura) Goverment and Environment, A directory of Governmental Organizations with Environmental Responsibilities in Central and Eastern Europe, Fifth Edition, edited by O.Gjigas, Szentendre, Hungary, July 2000, 168 pag.
Database che raccoglie informazioni e indirizzi sugli enti amministrativi con competenze ambientali - disponibile al sito http://www.rec.org/REC/Databases/GovDir/, in formato PDF per i seguenti paesi: Albania, Croazia, Ungheria, Macedonia, Slovacchia, Bosnia Erzegovina, Repubblica Ceca, Latria, Polonia, Slovenia, Bulgaria, Estonia, Lituania, Romania, Yugoslavia.Vi si trovano anche informazioni riguardo ad enti ed istituti di ricerca che collaborano con istituzioni governative.

THE REGIONAL ENVIRONMENT CENTRE (REC) FOR CENTRAL AND EASTERN EUROPE (a cura) EC-NGO Dialogue Group. Summary of the Second Meeting, Szentendre, Hungary, June 17-19, 2000, 69 pag.
Nel dibattito sull'espansione dell'Unione Europea ai paesi dell'Europa centro-orientale, le ONG dei paesi interessati in rappresentanza delle popolazioni locali risultano non sufficientemente partecipi e informate, nonostante il loro ruolo nell'implementazione delle agende politiche internazionali sia riconosciuto dalla Commissione Europea. Per supplire a tali lacune la DG XI ha incaricato il REC di organizzare un forum di dialogo tra istituzioni europee e ONG locali.
I lavori del secondo meeting sono reperibili in rete all'indirizzo http://www.rec.org/REC/Publications/EC-NGO_Dialogue/PDF/EC-NGO_Dialogue.PDF

A.GRAZIOSI (1999), Dai Balcani agli Urali. L'Europa orientale nella storia contemporanea, Donzelli, Roma. 120 pag.
Il volume raccoglie due saggi scritti come lezioni per il "Manuale Donzelli di Storia contemporanea": il primo è dedicato a Imperi e nazionalismi nell'Europa orientale, il secondo al Comunismo sovietico. Gli eventi che da qualche anno insanguinano i Balcani, e le vicende dei attraversate dalla Russia e dagli altri paesi dell'ex URSS, costituiscono l'evoluzione di fenomeni che hanno origine comune nel disfacimento di tre grandi imperi - russo, ausburgico e ottomano - sotto la pressione del processo di formazione dello Stato nazionale moderno. Gli sforzi di modernizzazione e di nazionalizzazione si sono scontrati con un grado eccezionale di compenetrazione di comunità linguistiche e religiose diverse, caratterizzate da un differente insediamento sociale.
P.GARDE (1996), I Balcani. Un manuale per capire. Un saggio per riflettere, Il Saggiatore, Milano, titolo originale: Les Balkans, traduzione e realizzazione Norma snc, Parma, 126 pag.
Per Paul Garde, esperto dello scacchiere balcanico, i conflitti che scuotono la regione diventano intelligibili solo se si tiene conto del peso della storia e della posta in gioco sul piano globale.
L'autore condensa in un'agile volume di 126 pagine, un ottima guida sintetica per capire la regione, toccando con efficacia diversi temi secondo un approccio spaziale e temporale: l'evolversi delle relazioni tra gruppi etnici e religiosi diversi, la storia della regione dagli imperi agli stati nazionali, dalle guerre fino al comunismo.

04/05/2002 -  Anonymous User

BIBLIOGRAFIA
A.BLANC (1976), L'Europa socialista, ed. italiana a cura di E. Bianchi, Franco Angeli, Milano, 330 pag.
Classico della geografia umana degli anni '70, fornisce una panoramica dei problemi geografici dei paesi dell'Europa Orientale, che con l'Unione Sovietica condividevano il modello socialista. L'autore dimostra come le diverse organizzazioni territoriali dei paesi studiati riflettano difformi interpretazioni date ai principi del socialismo.
Blanc studia le strutture del Comecon, la geografia delle popolazioni e delle produzioni, le forme di pianificazione territoriale e i modi di intendere la natura e le funzioni della regionalità. Individua così alcune chiavi di lettura per analizzare lo spazio: la montagna, le zone costiere, il Danubio, ma anche l'industria e la città.
Opera importante per capire meglio le problematiche di oggi e per avere un quadro dell'Europa Orientale negli anni '70.

B.CORI (1989), L'Europa Orientale e l'Unione Sovietica, Utet, Torino, 2 Voll.
L'opera in due volumi, coordinata da Cori, vede contributi di altri due autori italiani e di tre autori dell'Europa Orientale. Si tratta di un classico degli anni '80, che ha avuto la sfortuna di essere edito nel 1989 divenendo immediatamente "superato". L'autore propone una lettura "continentale" dei paesi socialisti dell'Europa Orientale e dell'Unione Sovietica.
La cartografia tematica propone più volte la dimensione di un territorio che spazia dall'Adriatico al mare di Bering. Lo studio apre con un capitolo sulle unità e diversità di un'area immensa per affrontare poi le questioni dell'ambiente naturale, le attività economiche e le strutture politiche, le grandi trasformazioni, i popoli e le culture, la popolazione e gli insediamenti. L'analisi viene sempre condotta su due scale macroregionali: l'Europa Orientale e l'Unione Sovietica.
La penisola Balcanica quindi è vista all'interno della gerarchia territoriale dell'Europa Orientale. Anche l'analisi delle componenti naturali evidenzia una serie di costanti: il clima, le pianure, il bacino idrografico Danubiano, le catene montuose: non solo Balcani, ma anche Alpi Dinariche e Carpazi. La ricca dotazione di foto e cartografia tematica rende il lavoro di agile consultazione. Si tratta di un lavoro importante per capire meglio gli anni '90.
D.HALL, D.DANTA (1996), Reconstructing the Balkans. A geography of the New Southeast Europe - JOHN WILEY and SONS, Chichester, England, 260 pag.
L'opera fornisce una sintesi dei rapidi e complessi cambiamenti della geografia umana dei Balcani, occorsi dopo la frammentazione della Yugoslavia, i conflitti etnici, la creazione di nuovi stati come la Slovenia e la trasformazione di stati esistenti come l'Albania. Gli autori esaminano il ruolo del nazionalismo e dell'etnicità nella regione, e forniscono una spiegazione delle radici storiche e geografiche degli attuali conflitti. Insistono quindi molto sui concetti di distruzione, decostruzione, ricostruzione e ristrutturazione, sottolineando la necessità di un riconcettualizzazione, a partire dal definire cosa siano in realtà i Balcani.

F.W. CARTER, D.TURNOCK (1993), Environmental problems in Eastern Europe, ROUTLEDGE, London, England, 291 pag.
Il libro analizza le maggiori problematiche ambientali e il conseguente calo della qualità della vita a livello regionale e di singolo Paese. Esaminando l'inquinamento di aria, acqua, suolo e vegetazione, il problema dei rifiuti, dell'energia nucleare e delle scorie, gli autori valutano l'impatto sull'ambiente umano e il ruolo della legislazione, dei movimenti politici e delle ONG, della cooperazione internazionale e dell'educazione nella ricerca di soluzioni ai problemi ambientali.
Il testo fotografa con esemplare chiarezza la situazione ambientale della regione dei Balcani della prima metà degli anni '90, dopo la caduta del muro di Berlino e prima dei recenti conflitti, presentando casi studio di diversi paesi: Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria, ex-Yugoslavia.

UNEP, UNCHS (1999),The Kosovo Conflict, Consequences for the Environment and the Human Settlement, First published in Switzerland in 1999 by the United Nations Environment Programme and the United Nations Centre for Human Settlements (Habitat), 104 pag.
Il rapporto rappresenta il lavoro finale della Balkan Taske Force, voluta dall'UNEP e dall'UNCHS per realizzare una tempestiva e dettagliata valutazione degli impatti del conflitto in Kosovo sull'ambiente e sugli insediamenti umani.
La missione ha visto la partecipazione di circa sessanta esperti, provenienti da sei agenzie delle Nazioni Unite, 19 paesi e 26 ONG e istituzioni scientifiche.
Il team interdisciplinare e internazionale ha portato a termine quattro missioni sul campo e uno studio di impatto:
- conseguenze ambientali delle incursioni aree sui siti industriali;
- conseguenze ambientali sul fiume Danubio;
- conseguenze sulla biodiversità in aree protette;
- conseguenze per gli insediamenti umani e per l'ambiente in Kosovo;
- possibile uso di armi all'uranio impoverito in Kosovo.
Il lavoro è corredato da una dettagliata cronologia degli eventi del conflitto, un'interessante cartografia e un'esauriente bibliografia sull'argomento.
I risultati delle missioni sul campo e degli studi d'impatto sono disponibili in rete all'indirizzo http://www.grid.unep.ch/btf/final/index.html.

UNITED NATIONS ENVIRONMENT PROGRAMME (UNEP)/ OFFICE FOR THE CO-ORDINATION OF HUMANITARIAN AFFAIRS (OCHA) (a cura), Cyanide Spill at Baia Mare Romania, Assesment Mission, Romania, Hungary, Federal Republic of Yugoslavia, 23 February-6 March, REPORT, Geneva, March 2000, 57 pag.
Il 30 Gennaio 2000, in seguito a una falla nel bacino delle acque di scarto della miniera aurica di Baia Mare, si è verificata una consistente fuoriuscita di acque ricche in cianuro nel sistema fluviale della Romania nord occidentale. I contaminanti hanno viaggiato nel fiume Somes, nel fiume Tisza e nel Danubio, prima di raggiungere il Mar nero.
Dietro richiesta dei governi di Ungheria, Romania e Repubblica Federale Yugoslava, e dopo la consultazione del Commissario Europeo all'ambiente Margot Wallstrom e dell'ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli affari umanitari (OCHA), Klaus Toepfer, Direttore Esecutivo dell'UNEP, ha annunciato il 18 febbraio 2000 la creazione di un team di esperti internazionali con il compito di valutare i danni ambientali del disastro.
La missione si è svolta dal 23 febbraio al 6 marzo e i risultati sono disponibili all'indirizzo WEB http://www.unep.ch/roe/baiamare.htm.

THE REGIONAL ENVIRONMENT CENTRE (REC) FOR CENTRAL AND EASTERN EUROPE (a cura) Goverment and Environment, A directory of Governmental Organizations with Environmental Responsibilities in Central and Eastern Europe, Fifth Edition, edited by O.Gjigas, Szentendre, Hungary, July 2000, 168 pag.
Database che raccoglie informazioni e indirizzi sugli enti amministrativi con competenze ambientali - disponibile al sito http://www.rec.org/REC/Databases/GovDir/, in formato PDF per i seguenti paesi: Albania, Croazia, Ungheria, Macedonia, Slovacchia, Bosnia Erzegovina, Repubblica Ceca, Latria, Polonia, Slovenia, Bulgaria, Estonia, Lituania, Romania, Yugoslavia.Vi si trovano anche informazioni riguardo ad enti ed istituti di ricerca che collaborano con istituzioni governative.

THE REGIONAL ENVIRONMENT CENTRE (REC) FOR CENTRAL AND EASTERN EUROPE (a cura) EC-NGO Dialogue Group. Summary of the Second Meeting, Szentendre, Hungary, June 17-19, 2000, 69 pag.
Nel dibattito sull'espansione dell'Unione Europea ai paesi dell'Europa centro-orientale, le ONG dei paesi interessati in rappresentanza delle popolazioni locali risultano non sufficientemente partecipi e informate, nonostante il loro ruolo nell'implementazione delle agende politiche internazionali sia riconosciuto dalla Commissione Europea. Per supplire a tali lacune la DG XI ha incaricato il REC di organizzare un forum di dialogo tra istituzioni europee e ONG locali.
I lavori del secondo meeting sono reperibili in rete all'indirizzo http://www.rec.org/REC/Publications/EC-NGO_Dialogue/PDF/EC-NGO_Dialogue.PDF

A.GRAZIOSI (1999), Dai Balcani agli Urali. L'Europa orientale nella storia contemporanea, Donzelli, Roma. 120 pag.
Il volume raccoglie due saggi scritti come lezioni per il "Manuale Donzelli di Storia contemporanea": il primo è dedicato a Imperi e nazionalismi nell'Europa orientale, il secondo al Comunismo sovietico. Gli eventi che da qualche anno insanguinano i Balcani, e le vicende dei attraversate dalla Russia e dagli altri paesi dell'ex URSS, costituiscono l'evoluzione di fenomeni che hanno origine comune nel disfacimento di tre grandi imperi - russo, ausburgico e ottomano - sotto la pressione del processo di formazione dello Stato nazionale moderno. Gli sforzi di modernizzazione e di nazionalizzazione si sono scontrati con un grado eccezionale di compenetrazione di comunità linguistiche e religiose diverse, caratterizzate da un differente insediamento sociale.
P.GARDE (1996), I Balcani. Un manuale per capire. Un saggio per riflettere, Il Saggiatore, Milano, titolo originale: Les Balkans, traduzione e realizzazione Norma snc, Parma, 126 pag.
Per Paul Garde, esperto dello scacchiere balcanico, i conflitti che scuotono la regione diventano intelligibili solo se si tiene conto del peso della storia e della posta in gioco sul piano globale.
L'autore condensa in un'agile volume di 126 pagine, un ottima guida sintetica per capire la regione, toccando con efficacia diversi temi secondo un approccio spaziale e temporale: l'evolversi delle relazioni tra gruppi etnici e religiosi diversi, la storia della regione dagli imperi agli stati nazionali, dalle guerre fino al comunismo.


Quest’anno OBCT festeggia 20 anni. Aiutaci a continuare il nostro cammino, rimani vicino alla nostra comunità di cui fanno parte corrispondenti, attivisti della società civile, ricercatori universitari, studenti, viaggiatori, curiosi e tutti i nostri lettori. Abbonati a OBCT!