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Si è da poco concluso in Slovenia il Salone del libro di Lubiana. Quest'anno dedicato al centenario dalla morte di Ivan Cankar, considerato uno dei massimi scrittori della letteratura slovena

28/11/2018 -  Luciano Panella

Quasi cento stand delle diverse case editrici slovene, grandi e piccole, rallegrati dai colori dei libri in esposizione ma idealmente accomunati dal bianco di una ricca decorazione floreale di crisantemi: è questa l‘immagine ideale che ha dato al visitatore il Salone del Libro di Lubiana, conclusosi lo scorso 25 novembre e arrivato alla sua 34^ edizione.

Festival dedicato a Ivan Cankar

La decorazione non è casuale, ma rimanda al titolo di un libro, Il Crisantemo bianco (1904) e soprattutto al suo autore, il grande Ivan Cankar (1876-1918), considerato uno dei massimi scrittori della letteratura slovena e di cui quest'anno la Slovenia celebra con grande risalto il centenario dalla morte.

Ivan Cankar, definito „letterato rivoluzionario“, considerato dalla critica un esponente del cosiddetto modernismo, è stato un personaggio molto attivo nel suo tempo, ricco di sfaccettature, attento nei suoi scritti sia alle tematiche sociali che a quelle spirituali, inviso in ugual modo alle autorità politiche e a quelle ecclesiastiche (che condannarono la sua raccolta poetica Erotica del 1899). Ecco quindi l'occasione per riscoprire, magari in nuove edizioni, le sue opere più note, come Il servo Jernej e il suo diritto (1907) o il dramma I Servi (1910).

Il Salone del Libro, che tra l'altro si svolge da vari anni all'interno dello Cankarjev Dom, grande edificio per manifestazioni intitolato proprio a questo scrittore, ha inteso inserirsi all'interno dei festeggiamenti dedicati a Cankar in una maniera non scontata, cercando di illuminare gli aspetti meno conosciuti di questo autore e del suo tempo, come la cucina dell'epoca, con la riscoperta di alcuni piatti del periodo in cui lo scrittore visse al primo piano di una trattoria.

Cankar non è l'unico personaggio da festeggiare. Quest'anno si celebrano infatti anche i 70 anni di Drago Jančar, uno degli scrittori sloveni più tradotti e più conosciuti al di fuori dai confini nazionali; in italiano possiamo leggere, tra i suoi titoli più recenti L’allievo di Joyce (2006) e Aurora Boreale (2008).

Paese ospite, l'Ungheria

Paese ospite di quest'anno l'Ungheria, con autori come Péter Nádas, scrittore conosciuto da molti anni anche nel resto d’Europa, con titoli come Libro di memorie (2012).

Tanto spazio è stato dato anche alla letteratura per i bambini e i ragazzi, con un'attenzione particolare alla grafica e all'illustrazione, aspetti da sempre cari all'editoria slovena.

Curiosando tra gli stand, molto popolare sembra essere il filone del giallo nordico; nell'ambito della letteratura nazionale, spicca invece la costante produzione di biografie letterarie, dove grande attenzione è riservata sia alle opere che alla vita personale dei singoli autori, ai luoghi della vita che si fondono con quelli della scrittura, in una sorta di grande topografia letteraria.

Quest'anno il Salone è durato più a lungo, dal 20 al 25 novembre, con un ricchissimo calendario di quasi trecento eventi, tra presentazioni, incontri con gli autori, concerti e manifestazioni collaterali, un numero così elevato che ha spinto qualcuno a commentare che forse ormai il Salone del Libro avrebbe bisogno di uno spazio più grande.

Come tutti i grandi eventi, ci sono luci e ombre, queste ultime rappresentate dal problema ben noto dei costi che un editore deve sostenere per partecipare al Salone; se quindi da un lato si tratta di un evento in cui una realtà editoriale slovena non può non essere presente, dall'altro finisce per molti per essere soprattutto una grande vetrina, ottima per la promozione, ma in cui spesso i ricavi non riescono a pareggiare i costi.


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