Da oggi al 5 giugno l'appuntamento è con il cinema, nelle piazze e vie di Isola, in Slovenia. Una rassegna

01/06/2016 -  Nicola Falcinella

È l'isola del cinema, ma anche di incontri e visioni sorprendenti. Izola/Isola, pochi minuti da Trieste, ospita fino a domenica la 12ma edizione di Kino Otok, il festival internazionale cresciuto fino a essere uno dei maggiori della Slovenia e dell'area.

Un appuntamento che coniuga l'arena all'aperto in piazza Manzioli con film più di ricerca, con titoli da tutto il mondo, un'attenzione particolare all'Italia e ospiti di riguardo. Ha inaugurato ieri sera “Rabo de Peixe – Fish Tail” dei portoghesi Joaquim Pinto e Nuno Leonel, inserito in un piccolo omaggio a Pinto, regista e tecnico del suono che ha collaborato con i grandi del cinema lusitano e mondiale (de Oliveira, Monteiro e molti altri), con la proiezione anche del suo capolavoro “E agora? Lembra-me”. Significativa la scelta, per l'apertura di un film su un villaggio di pescatori, Rabo de Peixe appunto, nell'isola di Sao Miguel nelle Azzorre, da presentare in una cittadina con una lunga tradizione di pescatori.

Tra identità locale (anche la comunità italiana è coinvolta nella manifestazione), internazionalità e ricerca artistica si muove un festival che ha visto importanti tagli di bilancio e ha dovuto contenere il programma, senza però rinunciare al suo ruolo. All'aperto saranno presentati altri film di spicco dell'ultima annata: l'etiope “Lamb” di Yared Zeleke, l'israeliano “Mountain” di Yaelle Kayam, "Per amor vostro” di Giuseppe M. Gaudino con Valeria Golino (Coppa Volpi di miglior attrice lo scorso anno alla Mostra di Venezia) e l'autobiografico “Flotel Europa” del bosniaco Vladimir Tomić. In più “Un'ora sola ti vorrei” (2002) di Alina Marazzi, all'interno di un omaggio alla regista milanese che comprende anche “Vogliamo anche le rose” (2007), e “Shadows of Forgotten Ancestors” (1965) di Sergej Paradžanov, per i 20 anni della Slovenska Kinoteka.

L'interessante sezione “Signals” propone un'altra serie di ottimi lavori: lo spagnolo “L'accademia delle muse” José Luis Guerin, “Kaili Blues” del cinese Gan Bi, una delle rivelazioni del 2015, l'argentino “Toponymy” di Jonathan Perel e “Dawn” della lettone Laila Pakalnina, oltre a un programma di corti baltici.

Molto curioso il film collettivo d'artisti “14 Reels” ideato da Luca Chinaglia che l'ha coordinato con Florence Ménard: 14 cineasti alle prese con una città e a disposizione una sola bobina di pellicola super8. Ancora i due serbi “Abdul & Hamza” di Marko Grba Singh e “Logbook_Serbistan” del grande Želimir Žilnik e “Lampedusa” dell'austriaco Peter Schreiner.

Il regista sloveno Jan Cvitkovič ha scelto e introdurrà l'inglese “The Possibilities Are Endless” di James Hall ed Edward Lovelace. Si aggiungono proiezioni per bambini e ragazzi, film sulla spiaggia, workshop professionali (a cura di Torino Film Lab e di Re-Act, l'associazione dei Film Fund di Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia) e una riproposizione di alcuni film a Lubiana.

Infine il ricordo dello storico sloveno Silvan Furlan. “Silvan's Bay” prevede due film in omaggio del grande regista turco Yilmaz Güney: il documentario “Ballad of Exiles: Yilmaz Güney” (2016) di İlker Savaşkurt e il capolavoro “Yol” (1982) di Şerif Gören e Yilmaz Güney, Palma d'oro a Cannes.

Informazioni e programma www.isolacinema.org


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