Gabriela Firea - Wikipedia

La capitale rumena ha per la prima volta nella sua storia una sindaca: è Gabriela Firea, del Partito social-democratico. Psd è il primo partito anche nel resto del paese ma reggono i liberali

07/06/2016 -  Mihaela Iordache

Si sono svolte domenica in Romania le elezioni amministrative, un vero test per la classe politica anche in vista dello scrutinio per il rinnovo del Parlamento che si terrà nell'autunno prossimo. Quasi 9 milioni di romeni - circa il 48,43% degli aventi diritto - hanno partecipato al voto. Si tratta della più bassa affluenza dopo la Rivoluzione dell’89, sottolinea la stampa romena.

L’assenteismo ha toccato il suo apice nella capitale Bucarest, dove ha votato solo il 33,31% degli aventi diritto, in una città di circa due milioni di abitanti, dove i posti dei sei sindaci di distretto e del sindaco generale sono sempre stati tra i più ambiti dell'intero paese.

E' proprio nella capitale che si registra una vittoria storica: a portarla a casa il Partito social-democratico (Psd) che per la prima volta si aggiudica tutte le poltrone in palio: 6 sindaci di distretto più quello generale. Il Psd è il principale partito della Romania ed è dal 2003 membro dell’Internazionale socialista. Nonostante in questi anni abbia espresso alcuni primi ministri, il Psd non era mai riuscito ad imporsi nella capitale.

Gabriela Firea

Ad assumere la carica di primo cittadino, guidando un'alleanza tra Psd e Unpr (Unione nazionale per il progresso della Romania), che ha ottenuto il 45% delle preferenze, è una donna. Ex giornalista, la senatrice Gabriela Vranceanu Firea, 43 anni, è la prima donna sindaca della capitale. Si affianca così ad altre prime cittadine di grandi città europee come Parigi, Praga, Sofia e Barcellona.

Molto nota come giornalista, Firea si è mostrata estremamente decisa ed energica e dopo aver espresso il suo voto ha dichiarato di aver votato con il pensiero rivolto ad una capitale con scuole e ospedali moderni e con il problema del traffico risolto in tempi decenti. Il nuovo sindaco di Bucarest ha ricordato poi le esigenze dei bambini, con la necessità di luoghi dove possano giocare e di nuovi parchi. Non ha dimenticato nemmeno le persone anziane e i giovani in cerca di lavoro, lavoro che potrebbe arrivare, dice, dagli investitori romeni o stranieri che devono essere trattati con rispetto. 

Gabriela Firea (Psd+Unpr), secondo risultati non ancora definitivi, ha ottenuto il 45,5% dei voti. Alle sue spalle, con il 27,5%, Nicuşor Dan, dell'Unione Uniti Salviamo Bucarest, un partito di formazione recente costituito come alternativa ad una classe politica definita corrotta. Lontano il candidato liberale, Cătălin Predoiu, che ha ottenuto solo l'11%, risultato che l’ha spinto ad assumersi la responsabilità della sconfitta e a dare le dimissioni dalla presidenza della sezione della capitale del Partito Nazionale Liberale.

Risultati

Nonostante la sconfitta nella capitale, i liberali si sono dichiarati soddisfatti dei risultati ottenuti a livello nazionale. Secondo i risultati quasi definitivi dell’Ufficio Elettorale Centrale i partiti che hanno fatto meglio a queste amministrative sono il Partito social-democratico, con il 37,47%, il Partito nazional-liberale, con il 32,98% e infine l'Alde (Alleanza dei Liberali e dei Democratici), con il 5,56%. I leader dei liberali hanno dichiarato che il Pnl ha ottenuto il miglior risultato di sempre, e l'unico neo è stato rappresentato dalla sconfitta a Bucarest.

Alina Gorghiu, co-presidentessa del Pnl, ha sottolineato che la bassa affluenza al voto ha inciso sul risultato ed ha promesso di cambiare presto la legge elettorale che per la prima volta, a queste elezioni, ha previsto l’elezione dei sindaci al primo turno di scrutinio, senza ballottaggio: ”E' inaccettabile che un sindaco di Bucarest sia eletto con solo il 14% del totale dei cittadini aventi diritto al voto”.

In seguito alle elezioni amministrative, il Psd si riconferma il primo partito del paese con un vantaggio di quasi il 5% rispetto ai liberali. I social-democratici sono stati costretti a rinunciare al governo un anno fa a seguito delle massicce proteste di piazza (contro la classe politica e un’amministrazione pubblica ritenuta corrotta) partite dall’incendio del Club Colectiv dove più di 60 giovani persero la vita. Se questi risultati dovessero replicarsi alle prossime elezioni generali, il Psd avrebbe comunque bisogno di trovarsi degli alleati per la formazione del governo. Intanto, sino alle prossime elezioni politiche, a guidare il paese sarà il governo tecnico di Dacian Cioloș.

Elezioni e corruzione

La Romania, terza nella classifica della corruzione nell’UE dopo Italia e Bulgaria, è anche il paese dove molti sindaci sospesi dalla carica e indagati per corruzione si sono ricandidati. Ed alcuni hanno anche vinto, mentre si trovano in carcere. E' il caso di Catalin Cherehes, sindaco di Baia Mare, riconfermato con oltre 70% dei voti. Dal carcere, Cherehes ha inviato un messaggio commovente su Facebook, ringraziando tutti coloro che l’hanno votato e riaffermando così la sua innocenza. Altri sindaci riconfermati mentre sono indagati per corruzione sono stati quelli di Brasov, Craiova, Rimnicu e Valcea.

Il neo-nato partito ”Uniti Salviamo Bucarest” (Usb), con una narrativa tutta puntata sulla lotta alla corruzione che dilaga nell'attuale sistema politico – e guidato dal matematico e attivista civico Nicușor Dan - ha ottenuto un risultato più che soddisfacente alle elezioni nella capitale: secondo posto con il 27% dei consensi. Per il distretto numero 1 della capitale l’Usb ha candidato Clotilde Armand, francese sposata con un cittadino romeno che i primi exit poll davano all'inizio in vantaggio ma poi ha dovuto soccombere al candidato social-democratico. Nicusor Dan, leader dell’Usb, ha tenuto a sottolineare che Armand ha perso proprio nei seggi dove il partito non aveva propri osservatori, suggerendo in questo modo la possibilità che si sia verificata una frode. Visti i risultati ottenuti a Bucarest, il partito si trasformerà in ogni caso nell’unione "Uniti salviamo la Romania” e avrà dei propri candidati alle elezioni parlamentari che si terranno in autunno.


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