Kigali Genocide Memorial, Rwanda - erichon/Shutterstock

Kigali Genocide Memorial, Rwanda - erichon/Shutterstock

Una tesi di laurea che compara il dopoguerra in Bosnia Erzegovina e in Rwanda. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

18/11/2020 -  Alessandro Maffei

La tesi di laurea "Quando tacquero i cannoni" vuole descrivere gli sviluppi dei processi riconciliativi e di state-building a seguito delle pulizie etniche avvenute in Rwanda e Bosnia Erzegovina nei primi anni '90.

Sia il Rwanda che l’odierna Bosnia Erzegovina hanno vissuto nel corso degli anni ’90 violenze inaudite, pulizie etniche e genocidi. La quasi concomitanza cronologica dei due avvenimenti li rende particolarmente adatti alla comparazione. L’obiettivo della presente tesi è quello di indagare ciò che è avvenuto nei due paesi “quando tacquero i cannoni”, ovvero una volta scemata l’attenzione dei media internazionali e placatisi gli scontri armati.

L’intento del lavoro è multidisciplinare.

Nel testo è presente una breve presentazione storica riguardo i due conflitti, utile per introdurre nel contesto storico e politico del tempo i lettori meno esperti.

Successivamente, per entrambi i paesi verrà analizzato l'operato degli attori privati, di quelli statali e sovrastatali e della magistratura per raggiungere (o ostacolare) la riconciliaizone e il rafforzamento dello stato.

L’azione degli attori privati e della società civile è stata differente tra i due paesi. In entrambi vi è stata una folta schiera di iniziative. Se in Rwanda questo genere di operazioni è stata condotta anche da istituzioni religiose, in Bosnia hanno avuto maggiore spazio i soggetti laici. In particolar modo, nel trattare le vicende inerenti la società civile e l’iniziativa privata bosniaca, si è provato a tenere conto della peculiarità territoriali (Republika Srpska, Federazione di Bosnia Erzegovina e distretto di Brčko). Va ricordato che in questo processo vi è anche stata un’interazione con gli organi sovranazionali e che il ruolo dei soggetti analizzati può talvolta essere d’ostacolo alla riconciliazione invece di stimolarla. È il caso dei processi di “liberalizzazione” stimolati dalla Banca Mondiale e dal FMI nel corso degli anni ’90 i quali hanno portato alla privatizzazione degli apparati economici statali jugoslavi. Questi apparati, una volta privatizzati, sono sovente finiti in mano agli stessi soggetti che si erano macchiati di crimini etnici durante la guerra. La privatizzazione di industrie o apparati economici in loro favore ha dunque fatto sì che, nel dopoguerra, fosse possibile la prosecuzione della pulizia etnica tramite licenziamenti o pratiche di mobbing volte a colpire la minoranza etnica indesiderata. Tutto questo, ovviamente, non ha fatto che disincentivare le pratiche riconciliatorie.

Da un punto di vista statale e sovrastatale le maggiori differenze derivano dall’assetto istituzionale. Mentre in Bosnia lo stato è assai frammentato, in Rwanda vi è un governo forte con il presidente Kagame che da un ventennio vince le elezioni con percentuali bulgare. In Rwanda, a differenza della Bosnia, è stata condotta una incisiva politica ufficialmente riconciliatoria. Nella tesi si prova tuttavia a far notare anche il “lato oscuro” e gli aspetti più controversi delle pratiche riconciliatorie rwandesi.

Infine, da un punto di vista giuridico, vengono confrontati i risultati dei tribunali internazionali e locali, con particolare attenzione sul fenomeno unico dei gacaca rwandesi.

La principale tecnica utilizzata sarà quella dell'analisi dei messaggi.

Alle conclusioni seguirà, in appendice, un'intervista svolta in data 20 settembre 2019 dall'autore dell'elaborato a Carla Del Ponte, ex procuratrice capo del tribunale internazionale in Rwanda ed ex-Jugoslavia. Nel corso dell’intervista la dottoressa parlerà della sua attività e delle sue opinioni sulla situazione presente nei due paesi, raccontando anche retroscena rispetto alla sua esperienza.

Tesi

Vai al testo completo della tesi "Quando tacquero i cannoni"


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