Dal 2007 è entrato in vigore il nuovo strumento UE di assistenza finanziaria di preadesione per i Paesi dei Balcani Occidentali e la Turchia. Una tesi di laurea analizza l'IPA. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

03/12/2008 -  Anonymous User

di Giuliano Quattroni

Lo strumento di assistenza di preadesione (IPA) entra in vigore il 1˚ Gennaio 2007 e offre un'assistenza razionalizzata ai paesi candidati effettivi (Croazia, Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia, e Turchia) e ai paesi potenziali candidati (Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Serbia, e il Kosovo - ai sensi della risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU) per il periodo 2007-2013, basandosi sui principali insegnamenti tratti dai precedenti strumenti di assistenza esterna e di preadesione. L'IPA è quindi inteso a rendere l'assistenza dell'UE più efficace e coerente, inserendola in un unico quadro.

Lo strumento IPA è suddiviso nelle seguenti componenti (i paesi candidati beneficiano della totalita' del tipo di aiuti, i potenziali candidati delle prime due componenti):
- Componente I: Assistenza alla Transizione e alla "Institution Building"
- Componente II: Cooperazione transfrontaliera e regionale
- Componente III: Sviluppo regionale
- Componente IV: Sviluppo per le risorse umane
- Componente V: Sviluppo rurale.

L'elaborato è così strutturato: Il primo capitolo serve come introduzione al nuovo strumento finanziario fornendone gli aspetti generali, quali l'ammontare quantitativo dei fondi, le innovazioni che porta l'IPA rispetto all'assistenza precedente, e le basi legali su cui esso trova legittimità.

Il secondo capitolo analizza i diversi sistemi di gestione dei finanziamenti, attribuendo maggiore importanza al Sistema d'Implementazione Decentrato (SID), cercando di individuare l'obiettivo finale per cui tali fondi sono stati posti in essere e alcune soluzioni che possano migliorare la valutazione dei progetti.

Il terzo capitolo tratta due casi empirici: viene analizzata la capacità di gestione dei fondi comunitari delle autorità Albanesi e Macedoni attraverso un'indagine storica e un breve confronto tra due progetti IPA di riforma della pubblica amministrazione nei medesimi paesi.

A valle delle interpretazioni scaturite da tale breve indagine, nel quarto capitolo, vi è un riferimento alle maggiori critiche poste al nuovo strumento IPA, cioè all'esigua quantità di fondi e alla differenziazione nella qualità degli aiuti tra paesi candidati e potenziali candidati. Si analizzeranno quindi gli aspetti positivi e negativi, le criticità, i rischi e le potenzialità dello strumento IPA, tentando di fornire un'interpretazione più possibile completa (anche mediante la raccolta della programmazione IPA nel 2007 disponibile in Appendice), che possa risultare utile per una comprensione più efficace delle attuali politiche di assistenza finanziaria di preadesione.

Sulla base del quadro esposto in tale elaborato, verranno espresse alcune considerazioni riguardo il nuovo strumento IPA:
- se tale strumento e' rivolto ai paesi candidati e potenziali candidati sarebbe opportuno estenderlo ad altri paesi di vocazione europea quali l'Ucraina, l'Armenia e la Georgia;
- risulta fondamentale che le Pubbliche Amministrazioni Nazionali siano preparate per la gestione dei fondi indipendentemente dallo status del paese beneficiario a cui esse appartengano. Sarebbe opportuno fissare un limite temporale (2 anni) alla piena e efficiente capacita' d'implementazione dei fondi delle amministrazioni;
- esso non deve essere finalizzato ad aumentare il divario tra i paesi candidati e pre-candidati, e per fare ciò non sarebbe da escludere una futura riforma che faccia sì che l'IPA si concentri principalmente sulle aree più depresse su scala regionale e non più su scala nazionale;

E' necessario che l'UE rafforzi le relazioni e il proprio impegno con tali paesi e che quindi utilizzi le massime risorse finanziarie disponibili.


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