Let's go to work (Keven Law)

Let's go to work (Keven Law )

Il primo ministro serbo ha assicurato che il paese ha quasi 50.000 disoccupati in meno rispetto all'anno scorso. Ma per molti analisti è semplicemente impossibile e ci si chiede da dove saltino fuori queste cifre

12/11/2014 -  Branka Trivić

(Pubblicato originariamente da Radio Free Europe il 27 ottobre 2014, ripreso e tradotto da Le Courrier des Balkans e Osservatorio Balcani e Caucaso)

"La Serbia quest'anno ha 46.588 disoccupati in meno", ha recentemente annunciato il primo ministro Aleksandar Vučić. Se alcuni ancora dubitavano che il Primo Ministro serbo avesse perso il contatto con la realtà, questa dichiarazione ne è la prova inconfutabile. Non avendo niente di meglio da offrire, Vučić ripiega sui "villaggi Potëmkin" dei dipendenti.

Si ha il diritto di chiedersi da dove vengano queste statistiche. Da Aleksandar Vulin (ministro del Lavoro, ndr)? Quest'ultimo ha raccontato che il tasso di disoccupazione è sceso del 3,8% rispetto allo scorso anno; che vi sarebbe "solo" poco più del 20% di disoccupazione e che nel giro di otto mesi più di 140.000 persone avrebbero trovato lavoro. Dal direttore dell'ufficio nazionale per l'impiego, un certo Zoran Martinović? Quest'ultimo ha fatto ritornare il sorriso al premier annunciandogli che nel paese vi sono, dal febbraio scorso, 45.000 nuovi dipendenti.

In ogni caso, tutti i giocatori in campo non si sono coordinati tra loro e l'orchestra nazionale non è capace di suonare la stessa melodia. Il ministro delle Finanze ha ad esempio affermato, lo scorso agosto, che il tasso di disoccupazione era sceso ma che lo stesso era avvenuto per quello di impiego. Rivolgendosi poi all'Istituto di statistica, ha affermato che il numero di dipendenti del settore pubblico era rimasto invariato. Ma allora come interpretare le dichiarazioni dell'ex ministro delle Finanze Lazar Krstić, che ha parlato di migliaia di nuovi dipendenti nel settore pubblico negli ultimi due mesi dello scorso anno? Nessuna risposta a questa domanda.

Equazione impossibile

Né l'opposizione, né i sindacalisti, né gli economisti hanno creduto alle cifre fornite da Vučić e Vulin. Secondo Borislav Stefanović, vice presidente del Partito Democratico (DS) e capo del suo gruppo nel parlamento serbo, questi tassi di crescita in merito all'occupazione sono del tutto sbagliati, perché il gettito fiscale è diminuito, il che sarebbe impossibile se il numero dei dipendenti fosse aumentato.

“Si tratta di un'informazione falsa. È stata messa in atto una nuova politica all'Ufficio per l'occupazione: ci si è messi a convocare i disoccupati per ogni cosa e li si ha cancellati dalle liste elettorali se per un motivo o per l'altro non si sono presentati. E' in questo modo che sono stati rimossi artificialmente dalle liste di disoccupati. Il secondo punto che gonfia questi numeri è l'aumento dei posti di lavoro temporanei, che il governo non esita a contare come posti di lavoro veri e propri”, ha affermato Stefanović.

"L'unica cosa che è cresciuta in Serbia è l'aliquota fiscale. Tuttavia, nonostante questi aumenti, il bilancio dello Stato sta peggiorando. L'annuncio di un abbassamento del tasso di disoccupazione è una falsità. La sola cosa vera è che hanno dato lavoro ad un esercito di soldati nei ranghi del loro partito, posizionandoli nel settore pubblico o nelle pubbliche imprese. Ricordiamoci cosa ha apertamente detto l'ex ministro delle Finanze Lazar Krstić, quando ha dichiarato che c'erano 30-40.000 nuovi dipendenti, tutti nel settore pubblico. È ovvio che tutti i nuovi i dipendenti sono membri del partito di governo”, afferma Stefanović.

Miracolo economico?

I dirigenti sindacali hanno il volto pensoso di fronte a queste statistiche ufficiali. Per Branislav Čanak, presidente del sindacato Nezavisnost, questi 46.000 nuovi dipendenti di Vučić hanno trovato lavoro nel settore pubblico, ma non “nel vero mondo del lavoro”.

“Questi 46.000 nuovi lavoratori saranno stati tutti impiegati nel settore pubblico, perché non si sono creati nuovi impieghi nel mondo del lavoro. Si tratta di un vero e proprio salto in avanti! Questo è incredibile e tutti se ne sarebbero accorti se fosse vero. Se ne sarebbe parlato sul Financial Times e sulla CNN! Non ho sentito nessuno parlarne, ad eccezione dei membri del governo. Eppure si può facilmente verificare: se queste persone vengono dichiarate, significa che esistono altre 46.000 persone che pagano l'imposta sul reddito. Perché allora continuano a lamentarsi dato che questa crescita dovrebbe contribuire pienamente a tirarci fuori dai guai? Io non capisco: o i datori di lavoro hanno dimenticato di versare i contributi sociali di questi lavoratori, oppure questi posti di lavoro non sono mai stati creati. Credo che questa seconda ipotesi sia quella veritiera. Come è possibile che siano spuntate fuori così tante nuove opportunità di lavoro? Da dove viene questo miracolo? Se funziona così, sarei il primo ad investire! Ma ciò che è sorprendente è che nessuno sa spiegare da dove vengano questi posti di lavoro. Si dovrebbe invitare il mondo intero a investire qui perché, a quanto pare, qualcuno ha trovato una buona vena", ironizza Branislav Čanak.

Anche gli economisti sono scettici di fronte ai calcoli di Vučić e Vulin. “Questi dati non sono che una trovata di marketing, perché l'economia serba è sclerotica e non c'è modo di creare posti di lavoro”, sottolinea Saša Đogović, associato dell'Istituto di ricerca per il mercato finanziario. “Per me, questo annuncio è artificioso. Vi è certo un'influenza del lavoro stagionale, in particolare nel settore delle costruzioni e l'agricoltura. Si deve anche tener conto del fatto che ci sono state alcune offerte di lavoro dopo le inondazioni: anche la domanda di costruzione o ricostruzione delle infrastrutture ha avuto un'influenza sull'aumento del lavoro stagionale. Questo cambiamento nel settore dell'economia sommersa all'economia reale è però solo molto temporanea. E' importante ricordare che, in aggiunta, la Serbia si trova ad affrontare una costante fuga di cervelli, che si cancellano dalle liste di disoccupazione. Inoltre, in base alle nuove regole, lavorare un solo giorno basta per essere considerato come un salariato e per venire liquidato dagli elenchi dei disoccupati. Ecco come si possono spiegare questi nuovi posti di lavoro”, ha detto Saša Đogović.


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