Primo Piano

16 febbraio

16/02/2018 - 

Date

Il Kosovo celebra dieci anni di indipendenza. Anni segnati da successi simbolici, ma senza vere risposte a questioni come disoccupazione, convivenza, corruzione e mancanza di una strategia di sviluppo. In attesa che tutto questo cambi davvero al kosovaro medio non resta che gioire delle storie di giovani talenti arrivati a successi incredibili, ma individuali, nello sport, nel cinema o nella musica. Analisi di Veton Kasapolli.

In Azerbaijan il presidente Ilham Aliyev ha anticipato all'11 aprile la data delle elezioni presidenziali che inizialmente erano programmate per ottobre. Cosa ha spinto Aliyev a questo gesto apparentemente improvvisato? I motivi della scelta nell'approfondimento di Arzu Geybullayeva e Tamara Grigoryeva.

In questa settimana, in cui si è aperta la 68esima edizione della Berlinale, abbiamo voluto indagare le abitudini di frequentazione delle sale cinematografiche in Europa. Nonostante la crescente popolarità delle piattaforme di video on demand se si guarda all'andamento del numero di biglietti venduti e al fatturato delle sale, le prospettive non appaiono così grigie, soprattutto a Est. Molti spunti di analisi con visualizzazioni e dati nell'approfondimento di Marzia Bona per EDJNet.

Bloc notes: Saakashvili rispedito in Polonia

Visita la nostra sezione Dossier. Gli ultimi pubblicati: Hate speech e Il dragone cinese alla riscoperta dei Balcani

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9 febbraio

09/02/2018 - 

Misure

Negli ultimi anni esponenti politici e giornalisti, sia albanesi che italiani, hanno parlato di 19.000 italiani che vivono e lavorano in Albania. Una storia politically correct dell'esodo all'incontrario, che si incardina nella retorica della crisi in Italia e in quella dello sviluppo in Albania. Peccato che quella cifra non abbia riscontri nella realtà. L'analisi di Nicola Pedrazzi.

La linea di demarcazione tra Croazia e Slovenia sulle acque del Golfo di Pirano non finisce ancora di far litigare tra loro i due membri Ue. Ora, per difendere i propri pescatori, Zagabria ha assunto avvocati sloveni e Lubiana avvocati croati. L'articolo di Giovanni Vale.

In settimana poi un reportage da Diyarbakır, Turchia, teatro di una vera e propria guerra tra milizie curde e autorità turche; la figura dell'attore Faruk Begolli, ponte tra Belgrado e Pristina; Lubiana, la capitale a portata di ciclista, e infine – tra le molte altre pubblicazioni – la situazione di rifugiati e migranti accampati presso il porto di Patrasso. Buona lettura!

Bloc-notes: Continua la corsa al gas azero dell'Europa, Balcani occidentali, la Commissione Ue presenta la nuova strategia; Azerbaijan: elezioni presidenziali anticipate

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2 febbraio

02/02/2018 - 

Distruzione

Con l'operazione militare "Ramo d'ulivo" la Turchia sta cercando di sottrarre l'enclave di Afrin, in Siria settentrionale, al controllo delle milizie curde. Il conflitto nella regione sembra lontano dall'aver termine. In settimana un approfondimento di Dimitri Bettoni.

È sempre stata una voce fuori dal coro nel panorama della politica kosovara, che ha saputo unire alla dissidenza ed ai forti gesti simbolici anche i successi elettorali. Ma ora Vetëvendosje!, il partito fondato da Albin Kurti, rischia di sprofondare sotto il peso del suo leader. Un editoriale a firma di Andi Bushati.

Chi invece non sembra interessato a distruggere sono i due primi ministri di Grecia e Macedonia. Mai negli ultimi vent'anni si è affrontata l'annosa questione del nome del paese nato dalla dissoluzione jugoslava in modo costruttivo come in queste settimane. Ne ha scritto per noi Gilda Lyghounis. Buona lettura!

Bloc-notes: Romania: l'assegnazione di fondi europei condizionata al rispetto dello stato di diritto?; Newsocracy: chi controlla i media in Europa?; Trieste Film Festival: premio OBCT al documentario "The Dead Nation"

A tutto dossier! In settimana abbiamo pubblicato due dossier, "Hate speech: che cos'è e come lo si contrasta" e "Il dragone cinese alla riscoperta dei Balcani"

26 gennaio

25/01/2018 - 

Retorica

Quanto possono fare le parole? Molto, nel bene e nel male. Questa settimana abbiamo pubblicato una riflessione di Luka Zanoni su un recente articolo apparso su il Venerdì di Repubblica dal quale emerge una drammatica sovrapposizione alla retorica bellica che ha contribuito alla dissoluzione della Jugoslavia.

Aleksandar Pavlović si è invece soffermato in una sua analisi sulle parole utilizzate per descrivere il rapporto tra serbi e albanesi. Lo fa iniziando da una frase di Maria Todorova: “In effetti, c'è qualcosa di decisamente non europeo nei Balcani: non sembrano mai raggiungere le dimensioni dei massacri europei”.

In settimana poi abbiamo tradotto e pubblicato un'intervista con Oliver Ivanović, fatta nel 2017, che contiene parole rivelatrici da rileggere con attenzione in seguito al suo recente omicidio; un'intervista sulla presenza cinese in Serbia; un approfondimento dedicato al semestre italiano di presidenza dell'OSCE; la storia di Galaksija, il PC fai-da-te che ha portato l'informatica in Jugoslavia.

Bloc-notes: Golfo di Pirano: gli artisti mescolano le acque "croate" e "slovene"; Cecenia: attacco a Memorial; Dunja Mijatović, una donna bosniaca Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa; Uniti contro minacce e censura: i giornalisti della regione sostengono Dragan Janjić

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19 gennaio

18/01/2018 - 

Fragile

L'omicidio di Oliver Ivanović, uno dei principali leader serbo-kosovari, sta dimostrando quanto sono fragili le democrazie dei Balcani. A partire dalla stessa Serbia dove i media vicini al governo stanno sbandierando la teoria del complotto per coprire la portata effettiva di quest'omicidio politico. In settimana gli approfondimenti a firma di Francesco Martino e Dragan Janjić.

Fragile è anche la situazione in Bosnia Erzegovina dove in una delle due entità che la costituiscono, la Republika Srpska, si continua a festeggiare ogni anno, con tanto di presenza di movimenti paramilitari, la decisione con cui, il 9 gennaio del 1992, venne proclamata la nascita di una repubblica serba in Bosnia, uno dei passaggi chiave che portarono alla sanguinosa guerra nel paese. Ne ha scritto per noi Alfredo Sasso.

In settimana poi l'ennesimo cambio di primo ministro – il terzo in un anno – in Romania; una panoramica sull'edizione 2018 del Trieste Film Festival; un reportage sugli insegnanti nelle scuole rurali dell'Armenia; l'ennesima vicenda, in Turchia, di repressione della libertà di stampa. Buona lettura!

Bloc-notes: Kosovo: ucciso a Mitrovica Oliver Ivanović

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12 gennaio

12/01/2018 - 

Meraviglie

I laghi di Plitvice sono uno dei tesori naturali della Croazia. Nonostante siano parco nazionale soffrono però di un alto livello di inquinamento dovuto alla malagestione e a progetti edilizi perlomeno discutibili. Ora l'Unesco minaccia di espellerli dalla lista dei Patrimoni dell'umanità nel caso le autorità croate non inizino a porre rimedio alla situazione.

Tanto magnifiche quanto dure. Sono le Alpi albanesi, nel nord del paese. Un ambiente ancora preservato dove però vivere, per chi si ostina a non emigrare, rimane difficile. Ciononostante attraverso agricoltura e turismo sostenibile un futuro è possibile. Un reportage di Francesco Martino.

In settimana poi abbiamo pubblicato un profilo di Fahrudin Radončić, leader politico bosniaco e magnate dei media bosniaci; abbiamo parlato di neoliberismo in Turchia con il ricercatore Luca Manunza; abbiamo dedicato un approfondimento al cortocircuito avvenuto tra porno americano e politica in Serbia. E molto altro. Buona lettura!

Bloc-notes: Addio a Predrag Lucić, un grande giornalista; Romania: i partiti della minoranza ungherese chiedono più autonomia; Ue-Balcani: nuovi allargamenti per il 2025?; La mappa d’Europa dei paesi dove gli abitanti sono i più armati

Premio di laurea! Hai intenzione di scrivere una tesi di laurea sul Parlamento europeo? Partecipa al premio istituito da OBCT/CCI nell’ambito del progetto “Il Parlamento dei diritti 2”

22 dicembre

21/12/2017 - 

Universi paralleli

Universi paralleli, in cui si incontrano Jugoslavia e post-Jugoslavia, dove un Tito 2.0 è alla guida di una nuova rivoluzione socialista. In settimana lo scrittore Marko Vidojković, nell'intervista realizzata da Jelena Kontić, ci ha raccontato il suo ultimo romanzo e la sua visione sul futuro di diritti e democrazia nel suo paese, la Serbia.

Rischiano, se assunti in modo massiccio e senza attenti controlli e precauzioni, non di curare ma piuttosto di garantire solo una fuga verso universi paralleli. In un suo approfondimento Adela Gjorgjioska descrive il mondo degli psicofarmaci in Macedonia, dove una persona su dieci ne fa uso. Tra loro molti adolescenti.

In settimana poi il caos nel parlamento albanese, con fumogeni lanciati dall'opposizione per bloccare l'elezione della nuova procuratrice generale; il costante aumento di richieste d’asilo da parte di cittadini turchi verso i paesi UE; un approfondimento sul Rebetiko in Grecia; e infine alcuni aggiornamenti del nostro dossier dedicato al whistleblowing. Buona lettura e buone feste!

Bloc-notes: Turchia: tempi duri anche per gli ambientalisti; Božidar Stanišić nella sua terra natia

Premio di laurea! Hai intenzione di scrivere una tesi di laurea sul Parlamento europeo? Partecipa al premio istituito da OBCT/CCI nell’ambito del progetto “Il Parlamento dei diritti 2”

Per la prossima newsletter l'appuntamento è per il 12 gennaio

15 dicembre

14/12/2017 - 

Madina

La “rotta balcanica”, ormai, non fa più notizia. Dopo il contestato accordo tra Unione europea e Turchia, del marzo 2016, non ci sono più le folle di migranti – disperate e telegeniche - accalcate ai confini d'Europa.

Il flusso di rifugiati e richiedenti asilo in viaggio nell'Europa balcanica però continua, sotterraneo, invisibile, spesso tragico. Accompagnato da muri, statistiche, operazioni di polizia, diritti umani violati, divisioni politiche, speranze, paura.

E da tragedie, che non risparmiano i più piccoli. Come quella di Madina Hussiny, che ha perso la vita a sei anni in un incidente al confine tra Serbia e Croazia, dopo che – insieme alla famiglia – era stata respinta nel “gioco” a rimpiattino che si svolge ogni giorno, nel silenzio, alle nostre frontiere.

7 dicembre

06/12/2017 - 

Fatima

Fatima morì nella stessa ora in cui nacque. Venne alla luce a Potočari, il giorno dopo l’entrata dell'esercito della Republika Srpska a Srebrenica. I suoi resti furono rinvenuti solo nel 2012. Fu la più giovane vittima del genocidio. Miloš Ćirić – in un suo commento scritto all'indomani della condanna di Ratko Mladić - ci ha raccontato la sua storia.

Fatima è una delle tante vittime del conflitto degli anni '90. Ma c'è qualcuno che ha vinto nella guerra dei dieci anni? In settimana abbiamo pubblicato una riflessione di Michele Nardelli su quanto criminali e crimini della dissoluzione jugoslava tengano ancora in ostaggio il futuro dell'Europa.

Abbiamo poi pubblicato un articolo sulla questione del diritto all'acqua a Sarajevo; un articolo su crescita economica e povertà in Romania; un reportage dal confine tra Turchia e Iran, dove Ankara sta costruendo un lungo muro; e infine un'intervista a Jovo Martinović, giornalista montenegrino che ha subito, per le sue inchieste, il carcere. Buon fine settimana!

Bloc-notes: Kosovo: l’accordo frontaliero con il Montenegro, pomo della discordia

Save the date! L'11 dicembre, a Trento, l'appuntamento "Perché dovremmo occuparci di Turchia?", promosso da OBCT/CCI insieme ad Amnesty International

1 dicembre

30/11/2017 - 

Criminale

Con il suo gesto estremo e plateale il criminale di guerra Slobodan Praljak - suicidatosi nell'aula del Tribunale dell'Aja - ha volutamente tolto spazio alle vittime dei crimini da lui e da altri commessi durante gli anni '90. E' grave che sia potuto accadere ed è un gesto che purtroppo porta discredito al lavoro del Tribunale che proprio con le sentenze al cosiddetto sestetto dell'Herceg Bosna chiude i battenti. Un fatto che pesa drammaticamente su un dibattito sereno e sulla consapevolezza nella regione su quanto accaduto nell'ancora vicino passato.

In settimana abbiamo pubblicato un articolo di Giovanni Vale, che racconta quanto accaduto mercoledì all'Aja e un pezzo di Alfredo Sasso in cui si ricostruisce l'intero processo ai sei imputati croato-bosniaci, si delineano i contenuti della sentenza di condanna e si riflette sulle conseguenze del gesto estremo di Praljak.

In questi giorni poi il ricordo di Alessandro Leogrande, giornalista e scrittore prematuramente scomparso; un reportage dall'isola di Susak, nell'arcipelago del Quarnaro, che rischia il completo spopolamento; un'intervista sulla presenza della Cina nei Balcani; un reportage da Aladağ, Turchia, dove nel 2016 andò a fuoco un dormitorio femminile e morirono 12 persone. E molto altro!

Bloc-notes: Addio Alessandro