Paola Rosà 24 marzo 2020
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Consiglio d'Europa e organizzazioni internazionali attive nella difesa della libertà di stampa lanciano l'allarme e invitano a non abbassare la guardia, per evitare che le restrizioni dovute all'emergenza sanitaria siano usate come strumenti per controllare la libertà di stampa

“Ora più che mai abbiamo bisogno di giornalismo affidabile, fondato sui parametri dell'etica professionale, in modo da tenere informati i cittadini e mettere sotto la lente le misure prese a contrasto della minaccia globale”. L'appello arriva da Strasburgo, dal Comitato di Esperti sui Media del Consiglio d'Europa, ed è stato diffuso nel pieno dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid 19 per invitare gli stati membri a “non sfruttare la situazione di crisi come pretesto per limitare l'accesso dei cittadini all'informazione” e a non introdurre restrizioni alla libertà di stampa che non siano contemplate nell'articolo 10 della Convenzione Europea sui Diritti Umani.

Dello stesso tenore è l'invito del Centro Europeo per la Libertà di Stampa (ECPMF), di cui OBCT è tra i fondatori, un invito a garantire al giornalismo indipendente l'accesso alle informazioni “sempre e comunque”: “Quando l'ingresso alle conferenze stampa deve essere controllato in modo da obbedire alle norme di distanza per limitare il contagio – si legge nell'appello di ECPMF – la rappresentanza delle testate e dei giornalisti deve rispettare criteri di proporzionalità e non essere soggetta a simpatie politiche”.

“Le autorità non possono abusare di questa situazione a fini ideologici né praticare la censura per nascondere la realtà del contagio nei propri paesi”, afferma Lutz Kinkel, direttore di ECPMF.

Gli appelli sono per il momento generici, e si rivolgono a tutti i governi di tutti i paesi interessati, ovvero ai 47 membri del Consiglio d'Europa, mentre il monitoraggio implementato sia dal Consiglio d'Europa sia da singole organizzazioni evidenzia già in queste prime settimane situazioni a rischio, se non palesi violazioni della libertà di stampa.

È il caso dell'Ungheria, dove il parlamento si appresta a votare un pacchetto di misure anti-pandemia che avranno l'effetto di “rafforzare la morsa autoritaria del governo”, come denuncia l'IPI , International Press Institute: le nuove regole permetterebbero al premier Viktor Orban di estendere indefinitamente l'attuale stato di emergenza e di governare a colpi di decreti, punendo la diffusione di “informazioni false” con pene detentive fino a cinque anni.

“In un periodo in cui in tutta Europa sono sospesi i diritti fondamentali di noi cittadini – scrive Barbara Trionfi dell'IPI in una lettera indirizzata a Vera Jourova , Vice Presidente e Commissaria UE alla Trasparenza – è più forte che mai il bisogno che i media continuino a svolgere il loro ruolo, in modo da evitare che qualcuno possa abusare di questi nuovi poteri”.

Di qui l'attenzione che le organizzazioni attive nella difesa della libertà di stampa stanno ponendo al monitoraggio e alla segnalazione di abusi e situazioni a rischio, un'attenzione che anche OBCT si impegna a tenere attiva e produttiva per la tutela del diritto dei cittadini ad essere informati.

Questa pubblicazione è stata prodotta nell'ambito del progetto European Centre for Press and Media Freedom, cofinanziato dalla Commissione europea. La responsabilità sui contenuti di questa pubblicazione è di Osservatorio Balcani e Caucaso e non riflette in alcun modo l'opinione dell'Unione Europea. Vai alla pagina del progetto